ELEZIONI REGIONALI SICILIA 2017/ Risultati voti dati reali, eletti: video, Meloni e Salvini esultano

- Dario D'Angelo

Elezioni Sicilia 2017: risultati regionali, Musumeci è in testa secondo gli exit poll davanti a Cancelleri. Testa a testa centrodestra-M5s, il Pd concede già la sconfitta in nottata. 

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Elezioni Sicilia 2017 (foto da Twitter SkyTg24)

Elezioni Regionali Sicilia 2017, scrutinate tutte e 5300 le sezioni: Nello Musumeci, candidato del Centrodestra, è il nuovo governatore. Musumeci ha raccolto 830.821 voti (39,84 per cento), staccando nettamente il principale competitor, Giancarlo Cancelleri del Movimento Cinque Stelle, fermo a 722.555 voti (34,65 per cento). Debacle per Fabrizio Micari (Partito Democratico e Alternativa Popolare), 388.886 voti (18,65 per cento), e Claudio Fava (Sinistra Radicale), 128.157 voti (6,14 per cento). Non pervenuto, praticamente, l’indipendentista Roberto La Rosa (Siciliani Liberi), 14.656 voti (0,70 per cento). Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha già rilasciato dichiarazioni sul trionfo siciliano e, nelle ultime ore, sono arrivati anche i commenti di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni, rispettivamente leader della Lega e leader di Fratelli d’Italia. “GRAZIE Sicilia, missione compiuta! #andiamoagovernare”, il messaggio su Facebook di Salvini. Queste, invece, le parole di Giorgia Meloni: “Siamo felici del lavoro fatto da Fratelli d’Italia in queste elezioni regionali siciliane, siamo felici di essere stati i primi ad aver scommesso con coraggio sulla candidatura di Nello Musumeci, siamo felici di aver convinto gli alleati a convergere sulla sua candidatura e del fatto che non sarebbe stata una scelta giusta allargare la coalizione a quella gente che aveva governato con Crocetta e che pensava di potersi riciclare”. Un’ultima battuta: “Siamo molto felici, non solo del risultato di Nello e di Fratelli d’Italia, ma per tutti i siciliani”. (Agg. Massimo Balsamo) CLICCA QUI PER LE ULTIME NOTIZIE, COMMENTI, SEGGI E RISULTATI DELLE ELEZIONI REGIONALI SICILIA

IL MESSAGGIO DI SILVIO BERLUSCONI

I dati reali sono ormai quasi terminati e i risultati delle elezioni Regionali in Sicilia stanno per proclamare il nuovo presidente: è Nello Musumeci, sostenuto dal centrodestra, in volata vincente sul Movimento 5 Stelle di Cancelleri che però poco fa in conferenza stampa non ha voluto riconoscere la vittoria del rivale, «Non chiamerò il vincitore perché altrimenti avrei dovuto chiamare tutti quelli che hanno vinto” nelle liste che lo hanno sostenuto. Questa è una vittoria contaminata dagli impresentabili e dalla complicità dei media nazionali. Ed è contaminata da Nello Musumeeci che ha candidato gli impresentabili». I dati però dicono altro: 39,9% vs 34,8%, mancano circa mille sezioni e i voti di vantaggio sono circa 70mila per Musumeci, ormai il prossimo Governatore di Sicilia dopo i cinque anni di Crocetta. Con un video messaggio apparso su Facebook ci pensa anche Silvio Berlusconi a celebrare la vittoria, rivendicandola come il grande trionfo «per tutti i moderati. Ringrazio gli elettori per aver accolto il mio appello. L’isola ha scelto il cambiamento vero, serio, costruttivo, basato su onestà, competenza, esperienza. Ho trovato tra i siciliani rabbia e delusione, ma anche voglia di ripartire. La vittoria di Musumeci è la vittoria dei moderati che credono in un futuro migliore». In un secondo passaggio il leader di Forza Italia spiega anche come «la stessa sfida nei prossimi mesi l’avremo per la nostra Italia. Il centrodestra moderato nel linguaggio, ma capace di una radicale riorganizzazione della cosa pubblica, è la sola alternativa al grave pericolo che il nostro Paese cada in mano al ribellismo, al pauperismo e giustizialismo». Da ultimo, chiusura classica alla Berlusconi: «Noi siamo sicuri di riuscire a prevalere per riportare al governo la nostra esperienza. Un governo di centrodestra è il solo nei prossimi anni a poter garantire la crescita, la democrazia e la libertà. Sono certo che ci riusciremo come ci siamo riusciti in Sicilia». E infine parla anche Musumeci, atteso da tutto il giorno: «sarò presidente di tutti i siciliani, sia chi ha creduto in me e sia chi ha votato altre liste. Dovremo lavorare tutti insieme per risollevare questa bella e amata Isola, grazie a tutti!». (agg. di Niccolò Magnani) Guarda nel dettaglio i seggi e gli eletti di Partito democraticoMovimento 5 StelleAlternativa PopolareDiventerà bellissima – Lista MusumeciForza Italia An-Fdi-LegaUdcLista Idea.

PROIEZIONI, “MUSUMECI HA VINTO”

Nello Musumeci sempre più in testa: non è una ripetizione, ma è l’unico vero dato che possiamo trarre dai dati reali “spogliati”, essendoci ancora 2mila sezione da scrutinare si spera entro sera per poter avere il dato finale sul Governatore che succederà a Crocetta. La lentezza delle elezioni Regionali a livello di scrutini si sta confermando tallone d’Achille di questa regione e dopo le 17 di questo pomeriggio ancora non si ha il dato certo su chi abbia vinto la sfida elettorale del 5 novembre: secondo le proiezioni, le ultime lanciate da Emg e Piepoli non ci sono dubbi, «ha vinto Musumeci» ma secondo i dati reali, visto il poco scarto, non si può ancora dare l’ufficialità. Si alza leggermente la forchetta tra Musumeci e Cancelleri dopo le 3445 sezioni scrutinate: 39,3% per il candidato del centrodestra, 35,1% per il delfino di Di Maio e Di Battista, 16,8% per il rettore Pd e 6,2% per Fava. Ecco invece i dati finali e ufficiali sull’affluenza alle Regionali in Sicilia: «L’affluenza si attesta al 46,76% (2.179.474 elettori su 4.661.111), in leggero calo rispetto a cinque anni fa, quando fu del 47,41%. A Messina la partecipazione più alta con il 51,69%. Poi Catania con il 51,58%, Siracusa 47,55%, Ragusa 47,48%, Palermo 46,4%, Agrigento 39,6%, Caltanissetta 39,83%. In coda Enna con il 37,68%», spiega l’Adnkronos. (agg. di Niccolò Magnani)

ELEZIONI SICILIA, M5S: POSSIBILI BROGLI ELETTORALI

Il Movimento 5 stelle denuncia la possibilità di brogli elettorali che potrebbero costare loro la sconfitta. Secondo Manlio Di Stefano, deputato a cinque stelle, lo scarto tra Musumeci e Cancelleri al momento sarebbe di soli 20mila voti, “guarda caso i voti che potrebbe portare Francantonio Genovese (padre di Luigi, candidato della coalizione di Musumeci, ndr). Siamo preoccupati dal fatto che questo voto possa essere ricordato come quello dei grandi brogli” aggiungendo che potranno essere ricordate anche come quelle degli impresentabili. Dimenticando che anche nelle liste del M5S si è verificato un caso di “impresentabile”. (Agg. Paolo Vites) 

ELEZIONI SICILIA, CAOS PRESIDENTI DI SEGGIO

Ancora nessuna dichiarazione da parte del Partito democratico sulla sconfitta alle elezioni regionali siciliane, ma intanto è stata fissata la data della Direzione nazionale del partito. È stata convocata per lunedì prossimo, 13 novembre: sarà l’occasione per fare il punto con il segretario Matteo Renzi. All’ordine del giorno le prossime elezioni politiche, la proposta di legge del Pd sui vitalizi, la Commissione d’inchiesta sulle banche e la Legge di Bilancio in discussione in questi giorni in Commissione al Senato. Intanto c’è un altro caso che fa discutere, e che non c’entra nulla con i risultati: circa un centinaio di persone nominate presidenti di seggio sono state sostituite dal Comune di Catania perché avevano rinunciato. Stando a quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, le rinunce sono da collegare alla retribuzione per l’incarico ritenuta bassa. Non ci sono stati problemi ai seggi, regolarmente aperti, ma secondo alcuni la sostituzione potrebbe essere una spiegazione al rallentamento dello scrutinio. (agg. di Silvana Palazzo) 

AVANTI MUSUMECI, PD KO

Nello Musumeci attende ormai solo l’investitura ufficiale e la conferma della matematica per poter divenire il nuovo Presidente della Regione Sicilia, e anche le varie riflessioni su seggi e deputati nella nuova legislatura di Palazzo d’Orleans dovranno attendere ancora qualche ora prima di avere un risultato ufficiale. Situazione dati reali: dopo 2153 seggi scrutinati, Musumeci ancora davanti al 38,4%, Cancelleri al 35,7%, Micari al 18,8%, Claudio Fava al 6,3%, Roberto La Rosa allo 0,8%. Secondo invece le ultime proiezioni di Emg, con i dati raccolti finora, la situazione della divisione seggi potrebbe avvenire in questi termini: all’ARS Musumeci avrebbe 34-35 seggi, Cancelleri 19, Micari 13, Fava 3. Resta a questo punto da capire la situazione dei 7 candidati del listino regionale se sono inclusi nella proiezione o meno, visto che senza questi la situazione per Musumeci sarebbe alquanto tranquilla in ottica di maggioranza, se invece fossero compresi allora l’equilibrio potrebbe essere molto più in bilico. (agg. di Niccolò Magnani) 

CALTANISSETTA, TRIONFO CANCELLERI

Caltanissetta a cinque stelle. E’ la città del candidato del movimento, che evidentemente lo conosce bene e gli ha dato fiducia a man bassa. Con 40 sezioni scrutinate su 56, quasi tutte, Giovanni Cancelleri ha portato via ben 13.359 voti pari al 57,74% lasciando distaccati nella polvere tutti gli altri candidati: Fava a quota 1061 preferenze pari al 4,59%; Fabrizio Micari con 2242 voti pari al 9,69%; Sebastiano Musumeci 6346 voti pari al 27,43% e infine Roberto La Rosa con 127 voti pari allo 0,55%. Lo stesso vantaggio vale anche per la lista 5 stelle che lo ha supportato, anche se qui le distanze si riducono: 7097 voti pari al 41,78% contro i 2759 voti pari al 16,24% di Forza Italia. Terza lista è quella del Pd, con 1449 voti pari all’8,53%Per quanto riguarda le singole preferenze, Cancelleri ne ha ottenute 3863 contro i 220 voti ottenuti dal secondo cinque stelle, Nunzio Di Paolo mentre il primo di Forza Italia è Giuseppe Federico con 284 preferenze. Annalisa Petitto del Pd ha ottenuto un lusinghiero risultato di 940 preferenze personali. (Agg. Paolo Vites)

MUSUMECI SEMPRE PIU’ AVANTI

Secondo YouTrend Nello Musumeci è il nuovo Presidente della Regione Sicilia: stando infatti al calcolo sulle proiezioni che ancora stanno uscendo e ai dati reali – siamo a 1118 sezioni scrutinate su 5300 – il candidato del centrodestra sarebbe davanti e sempre più certo della vittoria, anche se manca ovviamente il dato ufficiale finale che arriverà nelle prossime ore. Cancelleri sconfitto ma con una lista che primeggia sulle altre, 28,8% il M5s, 13% Forza Italia e soprattutto con un risultato che in ottica nazionale pone non pochi problemi al Pd e all’intero centrosinistra, i veri sconfitti di queste Elezioni. Stando allo spoglio dei dati reali, Musumeci davanti con il 39,2%, insegue Cancelleri al 35,1%, Micari al 18,7%, Fava al 6,3%, La Rosa allo 0,7%. Con l’ultima copertura di Ipr per Rai, 48%, il dato vede un Musumeci al 38% e un Cancelleri al 36%: anche in questo caso, manca solo l’ufficialità, si può ben dire che il candidato del centrodestra è il nuovo Presidente della Regione Sicilia. (agg. di Niccolò Magnani)

GRASSO, “METODI PD NON MI PIACCIONO”

Resa dei conti nel Pd quando non è ancora terminato lo spoglio dei voti delle elezioni regionali siciliane. Dopo il duro attacco di Davide Faraone a Pietro Grasso, il presidente del Senato ha voluto replicare al delfino di Matteo Renzi in Sicilia: “Imputare a Grasso il risultato che si va profilando per il Pd, peraltro in linea con tutte le ultime competizioni amministrative e referendarie, è quindi una patetica scusa, utile solo ad impedire altre e più approfondite riflessioni, di carattere politico e non personalistico, in merito al bilancio della fase attuale e alle prospettive di quelle future”, scrive il portavoce di Grasso in un comunicato. E ribadisce che aveva comunicato ufficialmente e inequivocabilmente l’impossibilità, per motivi di carattere istituzionale, di candidarsi alla Regione Siciliana: “Non si può certamente addebitare a Grasso il fatto che, al di là dell’ardita ipotesi di far dimettere la seconda carica dello Stato per competere all’elezione del governatore della Sicilia, per lunghe settimane non si sia delineato alcun piano alternativo”. (agg. di Silvana Palazzo)

LUIGI DI MAIO CANCELLA DIBATITTO TV CON RENZI

In attesa dei risultati definitivi e ufficiali delle elezioni regionali siciliane, a fare notizia è la decisione di Luigi Di Maio di cancellare il confronto tv con Matteo Renzi. Il candidato premier del Movimento 5 Stelle lo ha annunciato tra le righe di un’analisi del voto siciliano: “Avevo chiesto il confronto con Renzi qualche giorno fa, quando lui era il candidato premier di quella parte politica. Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato questa prospettiva. Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione”, ha scritto su Facebook spiegando che il suo competitor non è più Renzi o il Pd, ma l’indifferenza che genera l’astensione. In merito, invece, al voto siciliano ammette velatamente la sconfitta: “Siamo la prima forza politica del Paese e abbiamo tenuto testa alla grande all’accozzaglia del centrodestra e superato ampiamente quella che sarebbe formata da centro sinistra e sinistra che secondo le proiezioni attuali, insieme, sarebbero attorno al 25%. Noi da soli siamo ben oltre il 30%”. Numeri alla mano, la sesta proiezione di Piepoli per la Rai conferma M5s stabilmente in testa come primo partito con il 28% dei voti, doppiando Forza Italia che è al 13%. Il Pd, secondo i sondaggisti, è al 10,8%. (agg. di Silvana Palazzo) 

LISTA M5S AL 28%, MUSUMECI IN TESTA

Con il passare dello spoglio, le proiezioni iniziano ad intersecarsi con i dati reali e la prospettiva di un risultato finale per queste Elezioni Regionali inizia a profilarsi. Nello Musumeci allarga la sua forbice di vantaggio, anche se di poco, su Cancelleri: 37,2% contro il 36,1% secondo la quarta proiezione Emg Acqua. Se però si iniziano a guardare i dati reali degli scrutini, dopo le prime 53 sezioni scrutinate (su 5300 totali) si può vedere il 40,5% per il candidato di Berlusconi e Salvini, staccato e di molto Cancelleri che porta a casa un 34,6% (Micari al 19,4%, Fava al 4,8% e La Rosa allo 0,7%). Chiaro, restano voti del tutto incompleti visto quante sezioni mancano, ma il dato sul risultato finale alla guida della Regione vede un Musumeci con una buona probabilità di arrivare davanti a tutti. A livello di liste invece, la proiezione posta da Piepoli per la Rai è interessante: con un campione del 22% di schede coperte, il Movimento 5 Stelle trionfa al 28%, seguito dal 13% di Forz Italia, dall’11% del Pd, dal 9% di Noi Con Salvini e all’8% di Sicilia Futura-Psi. Chiude Cento Passi per Fava al 7%, con invece il dato delle Altre Liste che tutte sommate fa un consistente e importante 24%. (agg. di Niccolò Magnani)

ORLANDO, “CROCETTA UNA CALAMITÀ ISTITUZIONALE”

Per l’Istituto Piepoli-Noto la vittoria di Nello Musumeci alle elezioni regionali siciliane è molto probabile. Intervenuto ai microfoni di Rai Radio 1, il sondaggista Nicola Piepoli: “È una proiezione equilibrata. Sono 72 punti di campionamento rappresentativi di tutto il territorio siciliano. Fino a questo punto, e con le proiezioni siamo al 10%, la vittoria di Musumeci è territoriale e quindi è molto probabile”. Sullo sfondo il subbuglio all’interno del Partito democratico: “Il Titanic è affondato e non è il momento di stare a guardare com’erano messe le sdraio”, ha tagliato corto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Per il primo cittadino palermitano pesa come un macigno l’esperienza di Rosario Crocetta, che aveva definito una “calamità istituzionale”. Così dunque “si consegna la Sicilia al Movimento 5 Stelle, che non ha dimostrato capacità ma ha interpretato il cambiamento, o a una coalizione nella quale si aggregano clientelismo e razzismo. Mi auguro che Musumeci, nei confronti del quale non ho disistima, non ne sia travolto”. (agg. di Silvana Palazzo) 

IL PRIMO (DURO) COMMENTO DI RENZI

I primi dati sui risultati delle elezioni regionali siciliane non sorprendono Matteo Renzi, nonostante la sconfitta che si profila per il Partito Democratico sia clamorosa: “Tutto come previsto, il risultato è quello che ci aspettavamo. Sapevamo che sarebbe finita così”, il commento del segretario dem, rivelato dal Corriere della Sera. Così dunque ha parlato al telefono con alcuni dirigenti del Pd. Renzi, che ancora non si è espresso ufficialmente, non nega l’esito del voto: “È una sconfitta netta”, riferisce ai collaboratori. Questa, dunque, la prima dura riflessione sul possibile esito del voto. Ufficialmente invece l’ha data Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera: “Che il risultato fosse segnato lo si è capito quando la sinistra ha deciso di non sostenere Micari. Loro, che l’avevano proposto, hanno scelto di puntare su Fava con il chiaro intento di farci perdere”. Nell’intervista a Repubblica però ha assicurato che “il ruolo di Matteo Renzi non si discute”. (agg. di Silvana Palazzo) 

MUSUMECI 37%, CANCELLERI 36%

Stanno uscendo le prime proiezioni sui dati reali e in un primo momento la sorpresa è stata ingente con Cancelleri che aveva praticamente raggiunto a pari merito Musumeci dimostrando la buonissima prestazione M5s alle urne ieri in tutta la Sicilia. Le elezioni sono ancora molto complesse da prevedere un risultato finale, ma con la seconda proiezione Piepoli per la Rai e la prima di Emg per La 7 la forbice tra centrodestra e M5s si è di nuovo riallungata, anche se di pochissimo. Nello Musumeci è dato al 37,5%, mentre Giancarlo Cancelleri insegue al 36,4%, con una copertura di voti pari al 5% delle schede scrutinate. Più indietro e confermata debacle per il Pd, con Micari al 18,8% e Claudio Fava della Sinistra radicale che non va oltre il 6,7%. Si attendono ora nuove proiezioni sia da Emg Acqua che da Ipr-Piepoli per la Rai dove si potrebbe avere un’indicazione più certa del risultato ancora incerto di queste Regionali. (agg. di Niccolò Magnani)

BRUNETTA, “UN ENORME SUCCESSO”

Exit poll e proiezioni: i dati sulle elezioni regionali siciliane sono ancora provvisori. Lo spoglio è cominciato da poco più di un’ora, quindi sono ancora a disposizione numeri virtuali, che indicano comunque il leggero vantaggio di Nello Musumeci su Giancarlo Cancelleri. “Un enorme successo”, così Renato Brunetta, capogruppo di FI alla Camera, ha commentato su Radio 1 i primi dati che vedono in testa il centrodestra. “Per noi si potrebbe dire comunque vada perché è un bell’indicatore per ciò che potrebbe essere il centrodestra unito alle prossime elezioni”, ha aggiunto riferendosi alle Politiche. Duro il governatore della Toscana Enrico Rossi: “In Sicilia un’altra sconfitta per il Pd, come accade regolarmente ormai dal 2015 in tutta Italia. Stupefacente che perdono loro e bastonano noi e Grasso”, ha scritto su Facebook. L’esponente di Mdp ha colto l’occasione per attaccare Renzi: “Cinque anni di guida renziana e di politiche neoliberiste del governo fanno risuscitare Berlusconi e vincere la destra, gonfiano le vele della protesta grillina e dell’astensione”. (agg. di Silvana Palazzo) CLICCA QUI PER LA DIRETTA E I PRIMI COMMENTI SULLE REGIONALI SICILIA 2017

I DATI UFFICIALI SULL’AFFLUENZA

Lo spoglio delle schede per l’elezione del presidente della Regione Sicilia e dei 70 deputati regionali è cominciato: nell’isola si è votato ieri dalle 8 alle 22. I primi dati definitivi riguardano l’affluenza: alle urne si sono recati 2.179.474 elettori su 4.661.111, cioè il 46,76% degli aventi diritto. Cinque anni fa, invece, avevano votato 2.203.165 persone. Solo in tre province su nove si registra una percentuale più alta rispetto al 2012: a Messina ha votato il 51,69% (51,24%), a Catania il 51,58% (51,09%) e a Palermo il 46,4 (46,28%). Nelle ultime ore è cominciata l’analisi degli exit poll e sono volate subito parole grosse nel Pd, con il deputato Davide Faraone, molto vicino a Matteo Renzi, che ha attaccato duramente il presidente del Senato, Pietro Grasso, uscito da poco dal Pd: “Micari ha avuto il coraggio che non ha avuto Grasso di fare il candidato del centrosinistra in una logica larga, proposta da Si e Mdp che si sono poi tirati indietro. La nostra idea era di riproporre il modello Palermo, poi la sinistra si è chiamata fuori per fare danno a Renzi facendo in modo che la partita la giocassimo noi da soli”, ha dichiarato a La7. La resa dei conti interna è cominciata ancor prima dell’uscita dei risultati e dei dati ufficiali. (agg. di Silvana Palazzo) 

COMINCIA LO SPOGLIO DELLE SCHEDE, LE PROIEZIONI

C’è solo un dato certo quando si riaprono le urne per dare inizio allo spoglio delle schede elettorali: alle elezioni regionali siciliane ha vinto l’astensionismo, il cosiddetto “partito del non voto”. Il 53,23% ha disertato le urne, ma si tratta addirittura di un dato in calo, perché nel 2012 aveva votato lo 0,65% di persone in più. La narrazione degli exit poll presto passerà al vaglio della verità fornita dai dati reali, ma è evidente che questa corsa per la presidenza della Regione Sicilia si sta giocando sul filo: Nello Musumeci, il candidato del centrodestra, è a tre punti di vantaggio da Giancarlo Cancelleri, ma la partita è aperta e il risveglio odierno potrebbe regalare sorprese. Così si spiega il giudizio prudente di Musumeci: “C’è un cauto ottimismo e moderata fiducia sul dato definitivo”. L’entusiasmo di chi ipotizza la vittoria con il 40% dura poco. I candidati non hanno parlato: il Movimento 5 Stelle, ad esempio, ha chiuso il comitato elettorale di Caltanissetta, dove sono attesi i big, rinviando qualsiasi commento al momento in cui ci saranno i dati definitivi. (agg. di Silvana Palazzo) 

CROLLO DEL PD, CENTRODESTRA ESULTA E M5S…

Quello di oggi è un giorno importante per la Sicilia, che presto conoscere il nome del nuovo presidente della Regione. I risultati ufficiali non sono ancora disponibili, perché lo scrutinio comincerà alle 8, ma gli exit poll sono già stati presi d’assalto dai protagonisti che si sono subito sbilanciati in analisi e considerazioni. Matteo Salvini, leader della Lega, ad esempio è pronto a sfruttare questa consultazione come trampolino di lancio per le Politiche: “La cosa certa è che il governo è stato sfiduciato dall’80% dei siciliani. Ora scioglimento del Parlamento ed elezioni subito”. Il coordinatore del Pd, Lorenzo Guerini, prende invece atto della clamorosa debacle: “Se i risultati confermeranno gli exit poll di stasera ci troveremmo davanti a una sconfitta tanto annunciata da tempo quanto netta e indiscutibile”. Soddisfatto invece il Movimento 5 Stelle, che spera nella vittoria di Giancarlo Cancelleri al termine del duello con Nello Musumeci: “Aspettiamo i dati ufficiali di domani. Speriamo di mettere la ciliegina sulla torta. Ci siamo impegnati tanto e i frutti si vedono già. I miei complimenti a Giancarlo Cancelleri per le battaglie di questi ultimi cinque anni e a Luigi Di Maio che ha dimostrato con l’impegno costante il suo valore”, scrive invece Alessandro Di Battista su Facebook. (agg. di Silvana Palazzo) 

CROCETTA, “CHIESTO A MINNITI DI VIGILARE”

Tra poco più di un’ora inizierà lo spoglio che incoronerà il nuovo governatore della regione più estesa d’Italia, la Sicilia. Lo spoglio rinviato al lunedì è una previsione normativa di una legge regionale. Anche nel 2012 si è votato con lo stesso sistema. Il governatore uscente Rosario Crocetta nei giorni scorsi ha ammesso che “è stato un errore non cambiare la norma in questi cinque anni: mi rendo conto che è una norma sbagliata e che dovevamo modificarla ma io non ho mai avuto una maggioranza e non ho presentato modifiche perché temevo imboscate all’Ars da parte di gruppi di deputati che ne avrebbero approfittato per stravolgere tutta la legge elettorale. Insomma – prosegue Crocetta – una proposta di modifica per me sarebbe stata come un cavallo di Troia e ho voluto evitare. Certo, è strano dover aspettare una notta intera. Comunque ho chiesto un maggiore controllo al ministro Marco Minniti non solo per i tanti impresentabili nelle liste del centrodestra ma anche per vigiliare con attenzione nella notte tra domenica e lunedì”.

MICCICHE’, “NON CE N’E’ PER NESSUNO”

Elezioni Regionali Sicilia 2017, grande attesa in vista dei risultati ufficiali. Lo spoglio di voti inizierà alle ore 8.00 e, secondo gli exit poll, si profila un testa a testa tra Nello Musumeci (sostenuto dal Centrodestra, 36,50-39,50 per cento) e Giancarlo Cancelleri (esponente del Movimento Cinque Stelle, 34,00-37,00 per cento). Parte favorito, dunque, Nello Musumeci, ai microfoni di Tg La 7 il commissario regionale di Forza Italia Gianfranco Miccichè ha analizzato così i dati diramati in serata: “Sei mesi da in Sicilia tutti davano per scontata la vittoria del Movimento Cinque Stelle. Il Centrodestra ha fatto un miracolo: secondo gli exit poll è vicino al 40 per cento, facendo vincere un presidente capace e moderato come Nello Musumeci”. Continua Gianfranco Miccichè, parlando della coalizione formata da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia: “Se il Centrodestra è unito, non ce n’è per nessuno”. Grande fiducia, dunque, in casa Centrodestra, in attesa dello spoglio dei voti. (Agg. Massimo Balsamo)

ALLE 8 LO SPOGLIO DEI VOTI SU DATI REALI

Bisognerà attendere lo spoglio dei voti (che avrà inizio alle 8:00) per avere l’ufficialità dei risultati delle Regionali di Sicilia 2017, ma il dato che emerge nella notte elettorale – oltre a quello dell’affluenza al 46,7% – è che a contendersi la poltrona di governatore a Palazzo dei Normanni sono Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri. Centrodestra e Movimento 5 Stelle, dunque, confermano i sondaggi della vigilia, almeno secondo gli exit poll, che in tal senso non ammettono repliche: Musume ci è attribuito di una percentuale di voti che per le stime di EMG Acqua per TG La7 è compresa tra il 36,5 e il 39,5%. La possibilità di un sorpasso di marca grillina è avvalorata dal margine d’errore riguardante la percentuale assegnata a Cancelleri, che secondo l’istituto di sondaggi di Fabrizio Masia oscilla tra il 34 e un picco del 37%. Fuori dai giochi, prima ancora dello spoglio, è già il Pd, che concede la sconfitta attraverso le parole di Lorenzo Guerini e rischia di scendere sotto la soglia psicologica del 20%. Numeri che avrebbero potuto essere certamente più generosi se si fosse evitata la frattura con l’area “a gauche” rappresentata da Claudio Fava, attestato di un 5-8% che pur sommato ai voti renziani non avrebbe portato alla vittoria. 

EXIT POLL E RISULTATI, L’ETERNO RITORNO DI BERLUSCONI

Saranno pur sempre exit poll ma è su questi dati che anche i partiti stanno analizzando l’andamento del voto alle elezioni Regionali Sicilia 2017. E il dato incontrovertibile, se come sembra Musumeci sarà eletto governatore, è quello dell’eterno ritorno di Silvio Berlusconi. Dato per finito, morto, superato, chissà quante volte, vale per il leader di Forza Italia il soprannome che Indro Montanelli studiò per Fanfani: Rieccolo. Non si contano più le vite politiche dell’ex Presidente del Consiglio, capace ancora una volta di trovare la quadra, di interpretare quel ruolo da federatore dell’area di centrodestra che spesso e volentieri si traduce in unione vincente. Il miracolo di Berlusconi, però, non può essere circoscritto alla vittoria (ancora presunta) di Musumeci. Sono i numeri stessi di Forza Italia, se confermati, a segnare il ritorno sulla scena da protagonista del Cavaliere: una percentuale attorno al 15% (se non superiore) a conferma che la golden share dell’area di centrodestra appartiene ancora all’area moderata dello schieramento e non a quella che fa capo a Salvini e Meloni, che in coppia sembrano viaggiare su un 8% che al Sud per il capo della Lega viene accolto come oro colato. La proiezione che conta, però, è quella nazionale: dal voto siciliano esce un responso difficilmente contestabile, è tornato Rieccolo, sempre che se ne fosse mai andato.

RISULTATI ELEZIONI SICILIA: IL CROLLO DEL PD E IL BICCHIERE DEL M5S

Si parlava da tempo delle elezioni regionali Sicilia 2017 come prova della verità per il Partito Democratico, come l’appuntamento che avrebbe potuto compromettere la marcia d’avvicinamento di Matteo Renzi alle prossime Politiche. E se è vero che Fabrizio Micari non salirà (salvo clamorosi harakiri dei sondaggisti) domani a Palazzo dei Normanni da governatore, lo è altrettanto che saranno i voti che riuscirà a racimolare a determinare la portata della sconfitta dem. Perché non può traballare, per mancanza d’alternative credibili e tempi strettissimi, la segreteria di Matteo Renzi, ma di certo dinanzi ad un risultato più vicino al 15 che al 20%, potrebbe vacillare eccome la certezza della premiership dell’ex sindaco di Firenze. La presa d’atto che il brand non attira ma allontana, la consapevolezza che la presenza di Renzi è un elemento divisivo per l’area di centrosinistra, potrebbero rappresentare i fattori determinanti per l’assalto alla diligenza renziana. E risulta quanto meno strategica la mossa del segretario, che nelle ultime settimane non ha voluto spendersi per Micari annusando la sconfitta, di accettare l’invito al duello tv con Di Maio: l’occasione per spostare il dibattito troppo ghiotta per non essere raccolta. Un autogol tattico da parte del Movimento 5 Stelle che vive il paradosso di essere primo partito ma senza vittoria, sembra quasi di risentire Bersani formato 2013: “Siamo arrivati prima ma non abbiamo vinto”. Chi gliel’aveva impedito? Silvio Berlusconi. Rieccolo. 

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