DEPUTATI ELETTI REGIONE SICILIA 2017/ I nomi dei 70 seggi Ars: cosa cambia dopo l’arresto di De Luca

- Niccolò Magnani

Deputati eletti Regione Sicilia 2017: Nello Musumeci Presidente con 36 seggi all’Ars. Tutti i nomi dei deputati di maggioranza e opposizione e le province dove sono stati eletti

sicilia_regione_assemblea_regionale_lapresse_2017
Regioni, tornano i vitalizi (Ars Sicilia, Lapresse)

Bene, De Luca è agli arresti domiciliari e poco fa ha scritto su Facebook che lo sapeva ma che ne uscirà pulito come tutti gli altri 14 (!) procedimenti passati: resta però il problema politica nella ancora non convocata Assemblea Regionale Sicilia. Cosa cambia e come cambia l’Assemblea che sarà guidata da Musumeci? Secondo la legge quando la libertà personale di un deputato viene limitata, anche per un provvedimento cautelare, questi di norma viene sospeso e sostituito dal primo dei non eletti della sua lista fintanto che dura la misura cautelare. Solo che questa decisione viene presa dalla Commissione Verifica dei Poteri, che però al momento non è ancora formata come del resto l’Ars: quindi, come fare? «Anche per noi giuristi è una novità. Quello che accadrà è che De Luca sarà proclamato dall’ufficio elettorale presso il tribunale di Messina. L’Ars nella prima seduta farà la convalida degli eletti. In quell’occasione si costituirà con 69 deputati. Dalla seconda seduta, a mio modo di vedere, si potrà procedere alla supplenza con il primo dei non eletti», ovvero Danilo Lo Giudice, che ha avuto 4.300 voti a Messina, subito dietro a De Luca. Le parole del professore di Diritto Costituzionale all’Università di Catania, Agatino Cariola, mettono in luce la possibilità di uscire dall’impasse istituzionale, anche se i dubbi rimangono visto che nella prima seduta non ci sarebbe la maggioranza e potrebbe non essere così semplice per Musumeci andare oltre la crisi generata dal deputato arrestato (sempre che il Giudice delle Libertà confermi la detenzione, potrebbe anche annullarla infatti). Come scrive Live Sicilia, «sarà più difficile eleggere il presidente dell’Assemblea scelto dalla destra senza la maggioranza. A meno che l’Ars non proceda subito, già nella prima seduta e prima ancora di votare il presidente alla sospensione di De Luca e alla supplenza di Lo Giudice».

TERREMOTO PER MUSUMECI?

Con l’arresto di Cateno De Luca (ecco il focus sulla notizia) il terremoto nell’Ars siciliana può iniziare prima ancora che si apra l’assemblea effettiva: Musumeci ancora non ha commentato il grave atto avvenuto stamane per quel deputato Udc sotto processo e da molti considerato “impresentabile” che ora già fa discutere le opposizioni non solo a livello regionale. La notizia fa ovviamente il “gioco” del Movimento 5 Stelle, «Lo hanno eletto all’assemblea siciliana neppure 48 ore fa: un record storico. La notizia non ci coglie di sorpresa, anzi la meraviglia è che ci si meravigli. La presenza di De Luca nelle liste di Musumeci la denunciai un mese fa, il 9 ottobre», commenta Giancarlo Cancelleri, cui replica l’Udc scossa dall’arresto di un suo affiliato «Abbiamo fiducia nella magistratura che siamo certi porterà all’accertamento della verità e siamo convinti che De Luca sarà in grado di chiarire i fatti e di dimostrare la sua innocenza». Resta la grave immagine che la Regione Sicilia chiamata a rinnovarsi e riformarsi dopo anni di crisi dà di sé dopo appena 48 ore dallo scrutinio dei risultati elettorali: «l nome di De Luca era stato segnalato non solo da Cancelleri, ma anche dalla Prefettura e dalla Procura. È l`ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l`elettorato nel nostro Paese sono inadeguati e insufficienti. Non solo per i tempi a disposizione delle Commissioni elettorali per valutare la regolarità della situazione giuridica dei candidati, in base alle leggi, in particolare alla legge Severino», ha spiegato invece il presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi questa mattina dopo la clamorosa notizia dell’arresto di uno dei 70 deputati appena eletti nella nuova Ars. 

ARRESTATO UN DEPUTATO NEOELETTO DELL’UDC

Sono passati tre giorni dalle elezioni siciliane e già abbiamo il primo deputato siciliano arrestato, neanche il tempo di aprire ufficialmente la legislatura e fioccano già problemi per il neo Presidente Nello Musumeci. Questa mattina infatti è stato arrestato Cateno De Luca, il neodeputato regionale siciliano eletto nelle file dell’Udc nel listino provinciale di Messina (5.418 voti). L’accusa è frode fiscale e insieme a lui è stato arrestato anche il presidente della Federazione Piccoli Imprenditori, Carmelo Satta: secondo quanto spiega l’Ansa, i due uomini siciliani sarebbero stati i promotori di una associazione per delinquere con la finalità di realizzare una rilevante evasione fiscale di almeno 1.750.000 euro. Venerdì scorso, nell’ultimo appuntamento della campagna elettorale per Musumeci, Cateno De Luca aveva lanciato la proposta di candidarsi a sindaco di Messina nelle prossime Comunali: ora però la nuova Assemblea regionale dunque conta già il primo deputato arrestato, ed era già nelle file dei cosiddetti “impresentabili” del centrodestra accusati anche dallo stesso neo Governatore.

MUSUMECI PRESIDENTE

Alla fine Nello Musumeci vince le elezioni in Sicilia e prende anche la maggioranza, risicata, a Palazzo d’Orleans: per un solo seggio riesce a prendere la maggioranza assoluta all’Ars (Assemblea Regionale Sicilia) e tirando un sospiro di sollievo per non dover accendere altre alleanze, ora si appresta a preparare la squadra di governo per i prossimi cinque anni (ecco qui il toto-nomi e le prime indiscrezioni). Per quanto riguarda il numero di deputati eletti dunque si tratta di un 36 a 35 tra maggioranza e opposizione dove decisivi si sono rivelati i 7 seggi del listino Regionale in dote al Governatore vincente. A livello di liste, i più numerosi in Assemblea saranno i Cinque Stelle con i loro 19 seggi, frutto del primato di primo partito nella Regione: seguono Forza Italia con 12, Pd con 11, 5 a testa per Idea Sicilia e Udc, 4 per Diventerà Bellissima (la lista civica di Musumeci, ndr) e 3 per la lista Noi con Salvini-An-Fdi. Due seggi vanno al Psi, uno per Cento Passi Claudio Fava, rimangono fuori Ap di Alfano e Siciliani Liberi. Entriamo ora nel dettaglio e scopriamo chi sono i 70 nuovi eletti all’Ars per la nuova legislatura siciliana, con l’accortezza del dubbio solo sugli eletti a Catania visto che lo spoglio è andato al rilento e ancora non vi è la certezza piena sul nome dei deputati eletti.

ELETTI NELLA MAGGIORANZA

Sono in tutto 36, 29 con calcolo promozionale provinciale e 7 dal listino regionale, con Forza Italia che fa la voce grossa per la maggioranza nella squadra di maggioranza, 5 invece per Idea e Udc, 4 per la lista di Musumeci e 3 per i sovranisti di Salvini e Meloni. Ecco la lista dettagliata: Riccardo Gallo Afflitto (eletto ad Agrigento), Michele Mancuso (Caltanissetta), Marco Falcone e Alfio Papale (Catania), Luigi Genovese e Tommaso Calderone (Messina), Giuseppe Milazzo, Riccardo Savona e Marianna Caronia (Palermo), con quest’ultima eletta grazie all’ingresso all’Ars di Gianfranco Miccichè attraverso il listino di Musumeci. Chiudiamo con Orazio Ragusa (Ragusa), Rossana Cannata (Siracusa), Stefano Pellegrino (Trapani). Per quanto riguarda invece i cinque eletti con Idea e Popolari autonomisti, i deputati sono Carmelo Pullara (Agrigento), Pippo Compagnone  (Catania), Toto Cordaro e Roberto Lagalla eletti a Palermo e Pippo Gennuso (Siracusa). Per i cinque dell’Udc i nomi invece sono Margherita La Rocca Ruvolo (Agrigento), Giovanni Bulla (Catania), Cateno De Luca (Messina), Vincenzo Figuccia (Palermo) ed Eleonora Lo Curto eletta perché Mimmo Turano (Trapani) è stato votato nel listino vincente regionale di Musumeci che comprende, oltre al Governatore e Turano, anche Gianfranco Micciché, Giusy Savarino, Elvira Amata, Bernadette Grasso e Roberto Di Mauro. Chiudiamo con gli eletti per FdI-Noi con Salvini – Gaetano Galvagno (Catania), Antonio Catalfamo (Messina) e Tony Rizzotto (Palermo) – e la lista #DiventeràBellisisma che porta 4 deputati, Giuseppe Zitelli (incerto, Catania), Giuseppe Galluzzo (Messina), Alessandro Aricò (Palermo), Giorgio Assenza (Ragusa).

ELETTI CON L’OPPOSIZIONE

All’opposizione che con i Cinque Stelle ha assaporato anche il gusto della vittoria nei primi momenti dello spoglio di ieri mattina, sono in tutto 35 di cui ovviamente M5s con la maggiore quantità di deputati (19 + Cancelleri), ben 8 più dei rivali nazionali del Partito Democratico. Vediamoli nel dettaglio: «Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro (Agrigento), Nunzio Di Paola (Caltanissetta), eletta perché Cancelleri è direttamente all’Ars in qualità di candidato ‘miglior perdente’. Angela Foti, Gianina Ciancio e Francesco Cappello certi di essere eletti a Catania, manca ancora il quarto per il ritardo nello spoglio; Elena Pagana (Enna), Valentina Zafarana e Antonino De Luca (Messina), Giampiero Trizzino, Salvatore Siragusa, Luigi Sunseri, Roberta Schillaci (Palermo), Stefania Campo (Ragusa), Stefano Zito e Giorgio Pasqua (Siracusa), Sergio Tancredi e Valentina Palmeri (Trapani). In quota Pd invece i deputati eletti all’Ars sono Michele Catanzaro (Agrigento), Giuseppe Arancio (Caltanissetta), Luca Sammartino e Anthony Barbagallo (Catania), Luisa Lantieri (Enna), Franco De Domenico (Messina), Giuseppe Lupo e Antonello Cracolici (Palermo), Nello Dipasquale (Ragusa), Giovanni Cafeo (Siracusa), Baldo Gucciardi (Trapani). Da ultimo, due eletti per Sicilia Futura – Nicola D’Agostino (Catania)ed Edy Tamajo (Palermo) – mentre l’unico eletto per la lista Cento Passi Claudio Fava è proprio il candidato Governatore della Sinistra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori