Terza Guerra Mondiale/ Gerusalemme, Onu vs Trump: “compromette pace Israele-palestinesi” (ultime notizie)

- Silvana Palazzo

Terza Guerra Mondiale, Palestina contro Usa: “Non sono più i benvenuti”. Annunciata nuova esercitazione congiunta con Giappone e Corea del Sud. Le ultime notizie e gli aggiornamenti.

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Donald Trump (LaPresse)

Il mondo in una sempre più avanzata crisi diplomatica (e di nervi) si appresta ad incominciare un’altra settimana di scontri sulle strade d’Israele – sassaiole, nuove infifade palestinesi e attentati – e nelle principali cancellerie del mondo. La terza guerra mondiale all’ennesima potenza, anche se a “pezzi” come diceva Papa Francesco: «La decisione di Donald Trump su Gerusalemme può compromettere definitivamente gli sforzi per la pace tra israeliani e palestinesi», lo afferma il segretario generale dell’Onu, Antonio Gutierres, in una intervista alla Cnn. Intanto oggi gli Stati Uniti sono rimasti ancora una volta sul piatto principale dell’incontro-scontro a Parigi tra Macron e il premier israeliano Benyamin Netanyahu: «La decisione degli Usa è contraria al diritto internazionale e pericolosa per la pace», attacca il presidente francese; «Parigi è la capitale della Francia, Gerusalemme è la capitale di Israele», replica Bibi, appoggiato da Trump oltre oceano. Intanto il mondo musulmano si muove: vertice a Il Cairo tra Palestina (Abu Mazen), Egitto (Al Sisi) e Giordania (re Abdallah), con Macron che invece chiede l’intervento unificatore (!) a Erdogan, «chiedo al presidente turco di contribuire alla pace e di non aggiungere instabilità alla regione». Sì, proprio quell’Erdogan che qualche ora prima aveva detto «Israele è uno stato terrorista che uccide bambini». (agg. di Niccolò Magnani) 

USA VS RUSSIA: DALLA COREA ALLA SIRIA

Torna il braccio di ferro tra Usa e Russia: dopo gli attriti in Corea del Nord, lo scontro per le dichiarazioni di Trump su Gerusalemme, ora anche la Siria “torna” di moda e ricorda ai due Paesi che la soluzione condivisa è ben lontana dall’arrivare. È di oggi la risposta del Pentagono alle accuse del Ministero della Difesa russo che nei giorni scorsi denunciava aviazione Usa per l’ostacolare l’annientamento dell’Isis in Siria. «La coalizione guidata dagli Stati Uniti, non la Russia o il regime siriano, è l’unica forza che ha compiuto notevoli progressi nella lotta contro i terroristi dello “Stato Islamico”. Queste dichiarazioni non sono giuste», spiega una nota della Difesa Usa. La guerra mondiale e la guerra fredda insieme per una ventata di timori e pericoli a livello internazionale, vedono ovviamente Usa e Russia ancora agli antipodi. L’Onu in mezzo cerca di metterci na pezza, ma finora gli sforzi non stanno pagando il prezzo sperato. (agg. di Niccolò Magnani)

USA-SUD COREA-GIAPPONE, NUOVI TEST BALISTICI

Mentre aumentano le tensioni nella regione coreana per i programmi di armamento della Corea del Nord, arriva l’annuncio di nuovi test missilistici da parte di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. Si terranno domani e martedì 12 dicembre. Lo riferiscono i rispettivi ministeri della Difesa. Si tratta della sesta esercitazione congiunta di tracciamento di missili balistici tra le nazioni. Un’altra su larga scala è stata condotta la scorsa settimana. È stata la più vasta esercitazione aerea congiunta nella storia dell’alleanza tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti, denominata “Vigilant Ace”. A quest’esercitazione congiunta hanno preso parte 230 aerei, inclusi intercettori di quinta generazione F-22 Raptor e cacciabombardieri F-35, ben 12mila uomini del personale militare statunitense e bombardieri supersonici statunitensi B-1B Lancer. La Corea del Nord spiegò che quel gesto aveva reso lo scoppio della guerra “un fatto accertato”. Domani una nuova esercitazione che potrebbe destare la dura reazione del regime di Kim Jong-un. (agg. di Silvana Palazzo) 

PAPA FRANCESCO SOGNA “UN MONDO SENZA NUCLEARE”

All’Angelus di mezzogiorno Papa Francesco ha di nuovo fatto riferimento alle fortissimi tensioni mondiali che potrebbero dar esito imprevedibile e inquietante, quella stessa “terza guerra mondiale a pezzi” più volte rilanciate dall’allarme del Pontefice in questi anni. L’occasione è la consegna del Nobel per la Pace alla organizzazione Campagna Internazionale per abolire le armi nucleari: «forte legame tra i diritti umani e il disarmo nucleare, perché impegnarsi per la tutela della dignità di tutte le persone, in modo particolare di  quelle più deboli e svantaggiate, significa anche lavorare con determinazione per costruire un mondo senza armi nucleari». Non cita casi singoli, ma non è difficile comprendere i vari riferimenti dalla Corea del Nord al Medio Oriente, da Israele fino alla crisi in Ucraina: «Dio ci dona la capacità di collaborare  per costruire la nostra casa comune: abbiamo la libertà,  l’intelligenza e la capacità di guidare la tecnologia, di  limitare il nostro potere, al servizio della pace e del vero  progresso», conclude Papa Bergoglio dal balcone di Piazza San Pietro. (agg. di Niccolò Magnani)

ONU-COREA DEL NORD: “QUI PIÙ GRAVE RISCHIO AL MONDO”

Dalla Palestina alla Corea del Nord, dalla Siria fino ai Paesi Arabi, e il Sud America, e l’Ucraina.. il mondo attraversa una delle peggiori fasi di “tensioni internazionali” dopo la fine della Guerra Fredda. Tanti focolai, tanti attori protagonisti e nascosti in campo, nessuna linea unitaria per affrontare le varie emergenze: ma l’Onu si dice sicura, il rischio più grande per la terza guerra mondiale futura è certamente in Nord Corea. A dirlo è il responsabile della Politica delle Nazioni Unite, il sottosegretario generale Jeffrey Feltman, assieme al Ministro degli Esteri di Pyongyang (Ri Yong Ho) dopo il vertice storico in cui si è tentato un riavvicinamento tra Onu e regime di Kim Jong-un. «La situazione nella penisola coreana è attualmente la questione di sicurezza più pericolosa al mondo»: la concordanza arriva dopo il viaggio conclusosi ieri, con incontri di diversi funzionari tra cui il potente ministro nordcoreano. Ad aggiungersi all’incontro, il portavoce Onu Stephane Dujarric ha detto che Feltman ed i suoi ospiti hanno convenuto che la situazione coreana è «la più tesa e pericolosa questione di pace e sicurezza nel mondo di oggi». (agg. di Niccolò Magnani)

PALESTINA, “USA NON SONO PIU I BENVENUTI”

Riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele è una dichiarazione di guerra peri palestinesi. Lo ha fatto sapere Vassel Abu-Yoseef, membro del comitato esecutivo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), ai microfoni di Ria Novosti. Di conseguenza, la leadership palestinese, dopo la decisione del presidente Donald Trump, non accetterà alcuna delegazione degli Stati Uniti o il vicepresidente Mike Pence. “Dopo questa decisione i negoziati con gli USA non sono più in corso, può essere considerata come una dichiarazione di guerra contro il popolo palestinese e le sue autorità”, ha dichiarato il rappresentante dell’OLP. “Sicuramente la delegazione americana non è la benvenuta in tutto il territorio palestinese occupato, compreso il vicepresidente Pence”, ha precisato Vassel Abu-Yoseef. Il fronte delle tensioni dunque si sposta in Palestina. Trump aveva annunciato l’intenzione dimandare Mike Pence in Medio Oriente per la lotta al terrorismo, ma non sarà il benvenuto in Palestina.

TRUMP: “ABBIAMO VINTO DUE GERRE MONDIALI”

Continua a far discutere Donald Trump, i cui interventi non riescono a placare le tensioni internazionali, ma anzi le intensificano ulteriormente. Dopo la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, il presidente americano ha detto che gli Stati Uniti hanno vinto due guerre mondiali e messo in ginocchio il comunismo. “Siamo la nazione che ha scavato il canale di Panama, ha vinto due guerre mondiali, ha mandato un uomo sulla Luna e ha messo il comunismo in ginocchio”, ha detto Trump, parlando ai sostenitori in Florida, come riportato da Fox Business. Per Barack Obama c’è anche un altro problema: la democrazia con il tycoon al potere è in pericolo. Senza mai citarlo, lo ha paragonato a Hitler, agitando lo spettro della Germania nazista. “Dobbiamo avere cura di questo giardino della democrazia, perché le cose possono precipitare velocemente. Come è successo in Germania negli anni ’30”, ha dichiarato l’ex presidente, come riportato dalla Stampa.

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