STADIO ROMA/ Virginia Raggi annulla la delibera Marino? (ultime notizie oggi 22 febbraio 2017)

- La Redazione

Stadio Roma, slitta l’incontro in Campidoglio previsto per oggi ed è a rischio la delibera Marino che definiva lo stadio della Roma come opera di pubblica utilità (oggi 22 febbraio 2017)

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Virginia Raggi (Foto: LaPresse)

Altro stop per il progetto del nuovo stadio della Roma, che dovrà fare i conti con l’ennesimo problema da risolvere. Secondo quanto ha riferito questa mattina l’agenzia Adnkronos, si va infatti verso lo stop alla delibera dell’ex sindaco Ignazio Marino che aveva stabilito la pubblica utilità dello stadio della Roma che dovrebbe (condizionale decisamente obbligatorio) sorgere nell’area di Tor di Valle. Il sindaco Virginia Raggi, infatti, dovrebbe inviare già in giornata la comunicazione agli uffici competenti in cui chiede loro di prendere posizione, avviando la verifica della sussistenza dei presupposti per proseguire o al contrario optare per l’annullamento, la revoca o la modifica di questa delibera, con il rischio dunque che lo stadio della Roma perda lo status di opera di pubblica utilità. Rischio concreto alla luce delle criticità emerse recentemente, in primis quelle evidenziate dalla Soprintendenza circa la tutela dell’ippodromo di Tor di Valle ma anche dall’Avvocatura capitolina.

La decisione della Raggi, viene spiegato, è stata assunta in via cautelativa, per non esporre il Comune a responsabilità. Intanto è slittato a venerdì l’incontro in programma oggi tra i proponenti del nuovo stadio della Roma e il Comune. La richiesta sarebbe stata avanzata proprio dal Campidoglio per analizzare meglio i documenti relativi al progetto sulla realizzazione dell’impianto sportivo a Tor di Valle. Un nuovo incontro è stato fissato per venerdì prossimo. Insomma, nuovi problemi nelle tormentate vicende del nuovo stadio della Roma, la cui costruzione appare di conseguenza sempre di più a rischio e con esso anche l’occasione di risanare l’area di Tor di Valle, nella quale attualmente è il degrado a farla da padrone.



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