Sondaggi/ Ultime notizie, Piepoli: Emiliano straccia Renzi, Orlando e D’Alema

- La Redazione

Sondaggi politici elettorali di oggi: ultime notizie e indicazioni di voto, le ultime rilevazioni. Fiducia leader Pd, Renzi e D’Alema stracciati da Emiliano, il caso Raggi

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Matteo Renzi al Nazareno (LaPresse)

Matteo Renzi, Andrea Orlando e Massimo D’Alema: nei sondaggi elettorali e politici prodotti da Istituto Piepoli Michele Emiliano risulta ufficialmente il più “fidato” stracciando una nutrita rosa di nomi e leader dem come quelli qui sopra. Nei sondaggi infatti prodotti in questi giorni di profonda lite e scissione all’interno del Partito Democratico, i leader e la loro fiducia negli elettori è calata e cresciuta a seconda dei personaggi: di certo Matteo Renzi tiene “botta” ma cala inesorabilmente nel periodo più difficile della sua pur breve vita politica. Il 56% degli italiani dichiara in questo sondaggio come Michele Emiliano sia il primo leader dem con piena fiducia di questo ultimo periodo; con il 53% segue a ruota Sergio Chiamparino, ai margini della discussione dem in questi ultimi mesi. Al terzo posto, a pari merito, Giuseppa Sala (sindaco di Milano), Enrico Rossi e Andrea Orlando anche se detto che nell’incrociare i dati con l’onice di conoscenza del tal leader, si scopre come Rossi è assolutamente il meno conosciuto e considerato dagli elettori intervistati dall’Istituto Piepoli. Ecco poi Matteo Renzi, al 41% e in netto calo rispetto ai due prossimi avversari al Congresso dem, Orlando e Emiliano: dietro solo Gianni Cuperlo, al 35%, e Massimo D’Alema che dopo la scissione e la formazione di Dp ha perso come previsto grossa rispettabilità e fiducia nella massa degli elettori (all’ultimo posto con il 20% di incide fiducia).

Per le Primarie del Partito Democratico, secondo gli ultimi sondaggi politici ed elettorali, Matteo Renzi è dato come favorito. E’ questo uno dei risultati della rilevazione effettuata da Sondaggi Bidimedia – Bi3. I sondaggi sono stati realizzati nel periodo dal 19 al 21 febbraio scorso, prima che nascesse la nuova formazione politica di sinistra. La scissione del Partito Democratico era però già nell’aria e al campione di elettori è stato chiesto di indicare per quale candidato avrebbero votato in caso di Primarie Pd. Dopo la nascita, sabato scorso, del Movimento ‘Democratici e Progressisti’, creato dall’iniziativa di Roberto Speranza, Enrico Rossi, Arturo Scotto e Massimiliano Smeriglio, le Primarie Pd sono state fissate il prossimo 30 aprile. Secondo i Sondaggi Bidimedia – Bi3 sarebbe Matteo Renzi a vincere su tutti gli altri sfidanti, raccogliendo il 68% delle preferenze degli elettori: dunque l’ex premier sarebbe il più votato. Gli altri candidati raccoglierebbero meno preferenze, in base ai risultati di questi sondaggi. Le percentuali sono: per Michele Emiliano il 13,50%, per Andrea Orlando il 10,00%, per Enrico Rossi il 5,50%, per Roberto Speranza il 3%.

I sondaggi politici in questi ultimi tempi hanno “aperto” un canale del tutto privilegiato sulla situazione assai particolare che coinvolge la città di Roma. Dopo le convulse elezioni nella scorsa primavera e dopo la vittoria storia del sindaco Virginia Raggi con una giunta tutta grillina, i problemi non solo sono arrivati prima di quanto previsto ma sono anche esplosi in un caos difficilmente spiegabile o prevedibile. Le tre indagini a carico del sindaco, la giunta che ha perso molti pezzi in pochi mesi e ora la questione stadio della Roma che ha sfibrato per settimane fino per fortuna all’accordo che fa respirare la sindaca M5s. Secondo i sondaggi politici espressi da Ipsos, quali sono i reali motivi di tutta questa situazione nella Capitale? È stato chiesto agli elettori proprio questa domanda, con le tre possibilità di risposte che non danno adito a fraintendimenti: è inadeguata come sindaco, è vittima di una campagna di discredito politico e mediatico, non so/non voglio parlare. Se per il punto 3 un buona fetta l’ha scelta come risposta, il 12% degli italiani sondati, vince seppur di poco l’incapacità e inadeguatezza implicita del sindaco Raggi. Con il 45% gli italiani ritengono l’avvocatessa grillina incapace per quel ruolo e da qui deriverebbero tuti i guai intenti della giunta; il 43% invece sposa la tesi di Grillo e Di Maio, ovvero che attorno alla Raggi vi sia un complotto di discredito che punta a far cadere l’incarico più importante del Movimento 5 Stelle ad oggi in Italia.



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