PAOLO BERDINI DIMESSO/ Virginia Raggi, Roma: assessore rimette mandato, il sindaco congela le dimissioni (M5s news, oggi 8 febbraio 2017)

- La Redazione

Virginia Raggi indagata: Comune di Roma, secondo avviso di garanzia per sindaco M5s, nomina del capo segreteria Salvatore Romeo. Il caso delle polizze e le indagini contro Cinque Stelle

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Virginia Raggi (Foto: LaPresse)

Paolo Berdini si è dimesso: la notizia clamorosa arriva dopo l’incontro dell’assessore all’urbanistica con il sindaco Virginia Raggi. In Campidoglio a Roma si consuma un’altra perdita per la giunta M5s in pochi mesi di governo: l’assessore Berdini paga le gravi parole dette nel colloquio “intercettato” da La Stampa questa mattina, per cui il sindaco sarebbe “fortemente impreparata e inadeguata al ruolo di sindaco”. «Ho incontrato Virginia Raggi in Campidoglio: le ho ribadito la stima che merita. Provo profonda amarezza per la situazione che si è venuta a creare. Ne ho preso atto e, pertanto, ho rimesso il mandato conferitomi dalla sindaca lo scorso luglio», così riporta il Corriere della Sera dopo l’incontro tra Paolo Berdini e Virginia Raggi. Berdini spiega poi anche i motivi in breve di questa scelta, «Ci stanno massacrando, un vero e proprio linciaggio mediatico che si sta scatenando proprio nel momento in cui l’amministrazione comunale prende importanti decisioni che cambiano il modo di governare questa città». Le ultimissima dal Campidoglio riportano come il sindaco Virginia Raggi abbia congelato le dimissioni dello stesso Berdini, con queste parole. «Ho incontrato l’assessore Berdini chiedendogli chiarimenti. Si è scusato e ha rimesso nelle mie mani le deleghe che gli avevo assegnato lo scorso luglio. Ho respinto le sue dimissioni con riserva». La sindaca di Roma Virginia Raggi chiude così il caso Berdini dopo l’incontro con l’assessore al Campidoglio.

Siamo alla resa dei conti, ancora all’interno della giunta M5s: Virginia Raggi e Paolo Berdini a breve dovrebbero incontrarsi per risolvere la querelle nata dopo la presunta intervista su La Stampa dell’assessore all’Urbanistica. Lo stesso quotidiano però replica alla parziale smentita giunta da Berdini alla Rai, con una nota in cui viene confermata ogni parola detta dall’assessore. «Questa mattina l’assessore del Comune di Roma Paolo Berdini ha smentito di aver rilasciato delle dichiarazioni al nostro giornale sulla giunta di Virginia Raggi. “La Stampa” conferma parola per parola il colloquio con l’assessore Berdini pubblicato nell’edizione odierna a firma del giornalista Federico Capurso. Se umanamente si può comprendere l’imbarazzo dell’assessore, questo comunque non giustifica in alcun modo gli inaccettabili giudizi che Berdini ha pronunciato sul collega per cercare di smentire quanto riferito». La decisione su possibili dimissioni già entro sera?

Ancora caos, ancora problemi a Roma con Virginia Raggi che ora deve affrontare la grana interna (ancora una volta) nella giunta M5s capitolina. «Impreparata? Mi aspetto una smentita, a me ha sempre detto il contrario», commenta irritata all’ingresso in Campidoglio questa mattina. L’assessore ora rischia forte, visto che la “smentita” nei fatti non è arrivata, se non a Rainews 24 dove però l’assessore all’Urbanistica ha riportato come l’intervista non c’è mai stata, è stato registrato un suo colloquio privato. Non viene però smentito il contenuto preciso, se non con una generale “siamo tutti impreparati di fronte al baratro del Comune”. La “corte dei miracoli”, la “banda” attorno alla Raggi restano accuse molto gravi e in questi minuti si attende un confronto diretto tra il sindaco M5s e lo stesso Berdini: una parte dei consiglieri sostiene che ha “danneggiato la squadra dicendo falsità” e sarebbe per le sue dimissioni. Dopo Raineri, Muraro, Marra e Romeo, ecco servito il nuovo caso all’interno del Movimento 5 Stelle a Roma e sempre più fuori dai confini dei Sette Colli…

Sembra una telenovela e invece sono le cronache dal comune di Roma, con il sindaco Virginia Raggi assetato sui casi Marra, Muraro e ora anche Romeo. L’ultimo capitolo vede protagonista un altro membro della giunta M5s, l’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini che sulle pagine della Stampa in questa mattina si vede attribuito un commento molto duro sul ruolo della Raggi e sugli errori di questi primi mesi di governo della Capitale. «Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni». E non solo, «I grand commis dello Stato, che devo frequentare per dovere, lo vedono che è impreparata. È stato fatto un errore dopo l’altro». Per chiudere poi in “bellezza” commentando il rapporto Raggi-Romeo, «Questi secondo me erano amanti, l’ho sospettato fin dai primi giorni». Ecco, arriva poi la smentita che però non convince del tutto: «È stato registrato un colloquio privato tra amici non ho mai rilasciato nessuna intervista a La Stampa». Definito piccolo mascalzone il giornalista imputato, e prova una difesa stiracchiata, «Impreparazione? Parlavo di tutta l’amministrazione, mi sembra quasi scontato, mi ci metto anch’io, non immaginavo il baratro che abbiamo trovato, tutti noi siamo impreparati». Ma ormai il “danno” è fatto, al netto di un ennesimo caso di giornalismo “nascosto” non proprio campione di correttezza.

Virginia Raggi indagata una seconda volta e sempre per abuso di ufficio: questo è il risultato della giornata di ieri, con le indagini della Procura che secondo le indiscrezioni di Repubblica andrebbero contro la sindaca di Roma, in virtù non solo della nomina di Renato Marra ma ora anche per l’ex capo della segreteria. Già, proprio quel Salvatore Romeo entrato nella bufera a Cinque Stelle sulla Capitale la scorsa settimana dopo le polizze a vita scoperte intestate a Virginia Raggi; soprattuto quel Romeo indagato per concorso in abuso d’ufficio sula nomina del fratello di Marra e ovviamente anche della sua stessa nomina a capo della segreteria. Il Campidoglio ancora non commenta, ma la notizia arriva in virtù delle indagini tutt’ora in corso dei pm romani dopo le parole della Raggi la scorsa settimana in interrogatorio e in attesa ancora delle  convocazioni di Raffaele Marra e dello stesso Romeo. Ecco l’Ansa specifica, «La sindaca Virginia Raggi firmò la delibera che il nove agosto determinò la promozione di Salvatore Romeo. Per questo ora è indagata in concorso con il suo ex capo della segreteria politica. A Romeo, inoltre, fu triplicato lo stipendio». A questo punto ritornano prepotentemente d’attualità quelle polizze a vita con beneficiario il sindaco M5s, visto che per i pm potrebbero anche trattarsi di una conseguenza delle promesse fatte dalla Raggi sulla sua nomina a capo della segreteria una volta vinte le elezioni a Roma. Oggi Romeo apparirà davanti alla Procura per provare a spiegare la sua posizione, ma il Movimento 5 Stelle continua a remare in acque davvero sempre più pericolose.

Non si fermano le polemiche su Virginia Raggi e sui due membri dell’ex cerchio magico entrambi indagati: Raffaele Marra in carcere (per altre accuse però rispetto al caso nomine del sindaco M5s), Salvatore Romeo indagato da giorni verrà ascoltato oggi dai pm. Ma il vero problema riguarda la stessa sindaca e la sua lunga deposizione alla Procura settimana scorsa: come infatti riportano alcune indiscrezioni de La Stampa (che pubblica alcuni contenuti dell’interrogatorio), pare che Virginia Raggi non abbia detto la stessa versione sulla questione nomine rispetto agli atti formali del Campidoglio. Spiega La Stampa: «a prima cittadina ha affermato – in risposta alle domande del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Francesco Dall’Olio – di aver utilizzato per il conferimento dell’incarico la procedura disposta dall’articolo 38 comma 2 del regolamento degli uffici e servizi del Comune di Roma, che le attribuisce in alcuni casi la possibilità di decidere in totale autonomia, sentiti l’assessore al personale e quello competente sull’ufficio di destinazione. In casi come quello della nomina del direttore della direzione Turismo, dunque, non è necessaria la comparazione dei curricula». Il problema sorge dal momento che gli atti formali della giunta M5s riportano invece il riferimento all’articolo 8, proprio quello che prevede la comparazione dei curricula professionali. In questo caso dunque, sulla vicenda della nomina di Renato Marra, l’ordinanza è stata firmata e controfirmata dalla Raggi e dal fratello ora in carcere, Raffaele Marra. Il sindaco perché prima compie questa ordinanza e poi davanti ai pm dice l’esatto contrario? Tutto andrà confermato, ovviamente, anche perché ancora deve parlare Marra, interrogato in settimana, esattamente come Salvatore Romeo.

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