PENSIONI DEI POLITICI/ Vitalizi, M5s vs Pd: quale proposta li elimina davvero?

- La Redazione

Pensioni dei parlamentari, vitalizi: è scontro tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Avanzate due proposte ma niente accordo per abolirli (oggi, 1 marzo 2017)

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Camera dei Deputati (LaPresse)

Si discuterà la prossima settimana sulle pensioni dei parlamentari. Il presidente della Camera, Laura Boldrini, come riportato da Libero, ha infatti messo in calendario la discussione sulla delibera presentata dal Movimento 5 Stelle e firmata da Luigi Di Maio. La proposta del M5s è quella di cambiare le norme per arrivare a un nuovo sistema che equipari le pensioni dei parlamentari a quelle di tutti i cittadini. Secondo l’ipotesi di riforma delle pensioni dei parlamentari i contributi versati da deputati e senatori verrebbero trasferiti in una gestione esterna presso l’Inps e sarebbero poi cumulati con quelli relativi ad altre professioni dei parlamentari. Il risultato sarebbe che deputati e senatori, per andare in pensione, dovrebbero avere un minimo di anni di versamento e l’importo sarebbe calcolato con l’attuale metodo contributivo. La proposta M5s vuole superare l’attuale sistema che prevede 4 anni e 6 mesi minimi di versamenti per potere avere una pensione. Si tratta però di un’ipotesi che, se approvata, sarà valida per i nuovi eletti della prossima legislatura: quindi i vitalizi già ottenuti dai parlamentari non sarebbero toccati. Lo conferma lo stesso Luigi Di Maio che ha dichiarato: “Se avessimo inserito anche i vitalizi, non avremmo avuto nessuna possibilità di farla approvare prima delle elezioni”.

Sui vitalizi per i parlamentari c’è invece una proposta di Matteo Richetti del Partito Democratico. Si intitola, riporta ancora Libero, “Disposizioni in materia di abolizione dei vitalizi e nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento ed ei consiglieri regionali”. Si tratta però di un progetto che non è stato discusso perché non ci sono stati i numeri per un’approvazione in Commissione Affari costituzionali: proprio il Partito Democratico ha contrastato la proposta di Richetti. Si sono tenute varie audizioni per approfondire la questione e poi sono state presentate altre 3 proposte da parte del Pd sui vitalizi per i parlamentari. Alla fine tutto è stato messo da parte e non è stata approvata alcuna riforma per quanto riguarda le pensioni di deputato e senatori. Matteo Richetti ha affermato ora su quella proposta: “Se me la votava il M5s, forse passava anche con i no di mezzo Pd”. Non si può sapere che cosa sarebbe accaduto in quel caso però il Partito Democratico sarebbe ora intenzionato a bloccare la nuova proposta sulle pensioni dei parlamentari avanzata da Luigi Di Maio.



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