PENSIONI PARLAMENTARI / Tito Boeri, “proposta M5s non tocca i vitalizi”

- La Redazione

Pensioni Parlamentari, Tito Boeri vs Luigi Di Maio: proposta M5s non tocca i vitalizi, le ragioni secondo il presidente Inps e la dura replica dei Cinque Stelle. Ultime notizie di oggi

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Tito Boeri (LaPresse)

La questione dei vitalizi e delle pensioni dei parlamentari continua a tenere banco nella politica nostrana, dopo la proposta di questi ultimi giorni del Movimento 5 Stelle sbandierato come il “provvedimento che cancella i privilegi dei politici”. La Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha calendarizzato la prossima settimana la discussione in Parlamento, ma intanto la polemica infiamma dopo lo scambio di battute tra Luigi Di Maio e Tito Boeri (presidente Inps) proprio sul merito della proposta M5s. Innanzitutto distinguiamo, cosa è pensione e cosa è vitalizio: Il vitalizio del parlamentare è una rendita concessa al termine del mandato parlamentare e che si protrae “vita natural durante”, al conseguimento di alcuni requisiti di anzianità di permanenza nelle funzioni elettive. Malgrado l’affinità di effetto, il vitalizio parlamentare è giuridicamente distinto dall’istituto della pensione propriamente detta per fonte e perché l’attività politica non è lavorativa, dunque non ricadente nella disciplina del diritto del lavoro (che costitutivamente ha diversa giurisdizione). La proposta dei Cinque Stelle, contenuta in una pagina striminzita presentata in Parlamento prevede: «i membri dell’attuale parlamento e quelli eletti in futuro avrebbero un regime pensionistico disciplinato dalle Leggi Dini e Fornero, e non un regime speciale. In base a quello attuale, infatti, i parlamentari maturano la pensione dopo 4 anni e 6 mesi in cui hanno ricoperto la carica, che gli viene corrisposta a 65 anni (60 se restano in carica per due o più legislature) e il cui valore è di poco meno di mille euro (che aumenta se aumentano gli anni di carica)», si legge nel commento dell’Agi. Boeri dopo un primo positivo commento alla proposta M5s, ha poi corretto il tiro affermando: «leggendola meglio, sembra contenga una forte incongruenza e sia scritta un po’ in fretta. Se vogliamo avere dei risparmi significativi, infatti, bisogna intervenire sui vitalizi in essere». 

Dopo lo scambio Di Maio-Boeri, il vicepresidente della Camera ha voluto rispondere ancora una volta sul caso vitalizi-pensioni dei parlamentare, accusando il presidente dell’Inps di malafede: «Boeri ha ricevuto pressioni dopo essersi dichiarato a favore della proposta del M5S per ritirare il suo sostegno». Secondo però quanto riporta l’analisi delle due proposte, di Boeri e dei Cinque Stelle, la ragione nel merito non sembra andare verso i pentastellati: «Sembra che abbia però ragione Boeri nel sostenere che lui e Di Maio stessero parlando di due cose diverse. Il presidente dell’Inps parlava infatti dei vitalizi in senso stretto, mentre l’onorevole pentastellato di quelli che lui chiama “i vitalizi mascherati”, ma che in effetti sono le attuali pensioni dei parlamentari», scrive l’Agi nella Pagella Politica di oggi. Una terza proposta viene fatta da giorni a Il Fatto Quotidiano, con una petizione online che recita: «C’è un esercito di oltre duemila ex deputati e senatori che gode di questi ingiustificati trattamenti. In base ai quali persino chi non ha mai messo piede in Parlamento o ha partecipato a pochissime sedute delle Camere riscuote assegni di circa 2.000 euro netti mensili. Magari sommandoli ad altri vitalizi delle Regioni o del Parlamento europeo, oppure a trattamenti pensionistici maturati per le attività lavorative svolte. Per non parlare dei parlamentari eletti per più legislature, che arrivano ad incassare anche oltre 10 mila euro netti mensili». Ebbene, I Cinque Stelle temono che questa proposta non sia fattibile, visto che è praticamente impossibile intervenire sui vitalizi passati con un semplice intervento della Presidenza di Camera e Senato, ma ci vorrebbe una legge apposita. In conclusione, come riporta l’ex presidente della Consulta Ugo De Siervo all’Agi, «sui vitalizi deve intervenire il Parlamento se si vuole scongiurare il rischio di un annullamento del provvedimento in sede giurisdizionale. La proposta di delibera del M5S, invece, non riguarda i vitalizi ma le pensioni dei parlamentari attuali e futuri, e dovrebbe poter essere approvata con una semplice decisione degli uffici di presidenza di Camera e Senato».



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