Gianfranco Rotondi / Video, “Del Debbio mi ha usato per propaganda M5s”: litigio in diretta a Quinta Colonna

- La Redazione

Gianfranco Rotondi, Video: il politico lascia lo studio di Quinta Colonna, il litigio con il publbico che lo chiama “ladro” e la polemica con Del Debbio. Ecco cosa è successo in diretta tv

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Quinta Colonna

Non finisce la polemica di Gianfranco Rotondi contro il programma Quinta Colonna condotto da Paolo Del Debbio: dopo aver litigato in diretta con il pubblico collegato dalla piazza di Marigliano e con lo stesso conduttore per non averlo difeso, il segretario di Rivoluzione Cristiana torna sui social a spiegare i motivi del suo gesto, aggiungendo uno spunto di approfondimento in più. «Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi ed a poche ora dalla trasmissione di ieri ecco l’outing su twitter: il popolo degli indignati, poeticamente difeso da Del Debbio, altro non era che un comitato elettorale del Movimento 5 Stelle. Da Marigliano erano collegati un consigliere comunale e un consigliere regionale del movimento e la stessa signora che mi ha chiamato ladro è una locale attivista», racconta Rotondi. In sostanza il politico spiega come la trasmissione di Mediaset abbia permesso, se non proprio avvallato, un comizio vero e proprio: «il giovane che ha parlato di più posta addirittura la sua foto con tanto di simbolo del partito e si vanta sul suo profilo scrivendo: “Ho asfaltato Rotondi e Razzi ed uno dei due è scappato via”. Perché mai – conclude il deputato forzista – Del Debbio si è prestato a questa diffamazione a mio danno e al comizio dei 5stelle? Come insegna Dagospia: ah saperlo…».

Colpo di scena ieri sera a Quinta Colonna in diretta su Rete 4: Gianfranco Rotondi, segretario di Rivoluzione Cristiana e deputato di Forza Italia, in diretta e a metà transizione si alza e se ne va, altamente polemico con quanto era appena avvenuto negli studi di Mediaset. Nel corso di un collegamento con una piazza di Marigliano (Napoli), due cittadine hanno attaccato i politici protagonisti della puntata – in particolare Rotondi e il senatore di Forza Italia Antonio Razzi – definendoli «ladri che osano anche ridere, ma imparate a vivere». La reazione di Rotondi è molto dura e replica di voler uscire dallo studio di Quinta Colonna a causa dell’”ingiuria insostenibile” ricevuta dalla signora in collegamento. Non solo, Rotondi lamenta come il conduttore Paolo Del Debbio non abbia fatto nulla per evitare il tutto; l’ex politico toscano allora replica come la signora ha il sacrosanto diritto di rie quello che vuole, specie su un argomento come quello dei vitalizi che vede la gente imbufalita contro la “casta” dei politici. Attaccato anche dal giornalista Mario Giordano, il segretario Rotondi annuncia: «me ne vado, non mi è garantito lo spazio i libertà possibile e l’accusa rivoltami è indegna. Ne risponderà la signora in tribunale ma anche lei Del Debbio per non essere intervenuto». Ecco qui sotto il video in cui il politico si alza e se ne va, con l’intero sviluppo della vicenda. 

Nella puntata di ieri a Quinta Colonna si è tornati per l’ennesima volta su un tema perfetto per celebrare l’anticasta: i vitalizi e gli stipendi dei parlamentari. Invitati Antonio Razzi e Gianfranco Rotondi, il quale prima di andarsene offeso dall’accusa di essere un “ladro” dal pubblico collegato in piazza, aveva riproposto la sua vecchia battaglia espressa nel libro-choc intitolato «Meglio la casta, l’imbroglio dell’antipolitica». In pratica Rotondi intende smantellare uno ad uno una serie di luoghi comuni che a suo dire stanno distruggendo la democrazia italiana, «come se quella misera frazione del bilancio statale dedicata ai costi del Parlamento fosse l’unico problema del Paese». I capisaldi del libro, ripetuti in parte anche ieri sera a Quinta Colonna, sono semplice e ovviamente molto provocatori: gli stipendi dei parlamentari sono miseri, alla Camera si lavora troppo, i vitalizi sono sacrosanti e la politica è una professione. Forse anche per questo il clima si è surriscaldato, anche se resta l’accusa della donna in piazza molto grave per cui legittimamente Rotondi deciderà se prendere l’adire delle vie legali. 



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