ELEZIONI OLANDA/ Video, voto per procura e urne come bidoni dell’umido: un ‘falco dell’austerità’ visto da noi

- La Redazione

Elezioni Olanda, video: voto per procura, urne come bidoni dell’umido, voto nei bar e nelle stazioni. Austerità estrema o apparenza furba? Il paese “falco” visto dall’Italia 

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Elezioni Olanda 2017, Geert Wilders (LaPresse)

Le urne sono aperte in Olanda per le Elezioni Politiche 2017: 28 partiti per 150 posti in Parlamento, frammentazione certa e possibilità anzi quasi certezza di coalizione post voto tra almeno 5 partiti per avere una maggioranza. Eppure, forse, il dato che colpisce di più in queste Elezioni olandesi è l’austerità “reale” mostrata nella stessa modalità di voto, caso forse più unico che raro (quantomeno nella civile Europa). In un servizio video tratto dal Tg3 abbiamo potuto scorgere in momenti del voto in un seggio elettorale di Amsterdam, come mille altri ne vedremo in queste e nelle prossime ore verso i risultati dell’elezione. Ecco, date un’occhio all’urna: vi è mai capitato di vedere un bidone della spazzatura anzi dell’umido più precisamente, utilizzato come contenitore delle schede elettorali? Benvenuti in Olanda, la patria dell’austerity (apparente): mentre qui sotto ci permettiamo di mettere in leggero dubbio il ruolo del Paese dell’austerità europea, proseguiamo nella simpatica carrellata di fatti insoliti per un Stato Moderno in Ue. Beh, innanzitutto non possiamo non segnalare con positiva ironia come in Olanda praticamente si può votare dappertutto: bar, ristoranti, alberghi, uffici postali e perché no, anche stazioni ferroviarie. In effetti 13 milioni di persone stipate dentro un territorio praticamente poco più grande della Toscana, costringe ad ingegnarsi sul luogo del voto, rispériamndo anche sulla tendina dell’urna. Si vota alla luce del sole praticamente (eliminando l’annoso problema della matita rubata, con buona pace del buon Gaber e del suo brano “Le Elezioni”, ndr) senza alcuna tendina e in maniera molto più rapida, pronti a prendere un caffè o salire su un treno appena votato. Ma la chicca vera è sul finire: come riporta la collega nel servizio di Rai 3, nei Paesi Bassi si può votare anche su procura, ovvero delegando a qualcuno il proprio voto. Una vita al risparmio anche per andare alle urne e un Paese completamente dedito al futuro di Europa più coscienziosa e risparmievole. L’Olanda, paria della libertà e del libero arbitrio è anche questo: oggi si attende chi porterà a casa un briciolo di maggioranza in più del rivale, ma l’interrogativo rimane. Siamo davvero sicuri che tutto quanto stiamo vedendo è vera austerità? 

Bidoni umido come urne, seggi nei bar e voto di procura: un grande patria austera o un’immensa copertura? Le Elezioni in Olanda vedranno questa sera un vincitore (forse) che rilancerà i programmi dei Paesi Bassi nei prossimi 5 anni, ma un punto resta ancora in forte dubbio. Come si può coniugare una grande predica all’Eurozona sulla austerità, dimostrata anche da queste strane elezioni “povere”, e poi avere però 80 delle 100 più grandi aziende mondiali con sede legale proprio nel confini nazionali assai esigui? L’Olanda, il paese spesso più duro della Germania nel predicare austerità e disciplina di bilancio e nel deprecare il lassismo dei paesi mediterranei è, probabilmente, il più grande paradiso fiscale al mondo. In un lungo speciale di Repubblica in seguito alla presidenza olandese di turno dell’Ue, veniva ricordato dal collega Maurizio Ricci: «ma la prossima volta che il suo ministro delle Finanze, Jeroen Dijsselbloem, come fa spesso, rimbrotta Tspiras e il governo greco perché esitano a riformare il proprio sistema fiscale, qualcuno dovrebbe ricordargli che la compagnia mineraria canadese Gold Eldorado non paga tasse in Grecia, grazie alla copertura fiscale olandese. Oppure, quando dall’Aja accusavano le banche cipriote per il riciclaggio di fondi russi qualcuno avrebbe dovuto far notare che, negli stessi mesi, studi legali olandesi tenevano, all’ambasciata nazionale in Ucraina, appositi seminari su come sfuggire alle tasse riparando in Olanda». Insomma, un segreto di Pulcinella per i Pesi Bassi che da un lato sono la patria della libera austerità e dall’altra offrono paradisi fiscali difficilmente replicabili in altri Paesi Ue. Ad Amsterdam, ad esempio, hanno uffici anche i Rolling Stones e gli U2; come loro è presente ad Amsterdam la cassetta delle lettere di circa 12 mila società per un controvalore fiscale di 4 miliardi di euro. Nessun altro paese al mondo ha un valore societario così alto, riferito a dei puri e semplici indirizzi postali. Furbizia estrema e spregiudicato tentativo di apparire “poveri” per attirare i “ricchi”: non sappiamo voi, ma la teoria in salsa “Robin Hood” ci sembra qui applicata in maniera opposta… (Niccoilò Magnani)



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