TESSERE COMPRATE DEL PD/ “Quando gli iscritti scendono, si fa quel che si può”. E Bassolino…

- Alfonso Ruffo

Metti insieme due sostanze esplosive come Napoli e il Pd: l’ultima fiammata riguarda la compravendita di tessere del partito. Con Renzi infatti non è cambiato nulla. ALFONSO RUFFO

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Lorenzo Guerini (LaPresse)

Metti insieme due sostanze esplosive come Napoli e il Pd avrai il Pd a Napoli: una bomba pronta a scoppiare con sospetta regolarità. L’ultima fiammata riguarda le tessere d’iscrizione al partito pagate da un tal Michel per consentire a una fetta di cittadini del quartiere di Miano di entrarne in possesso senza pagare i 10 euro d’ordinanza.

A Bagnoli è accaduto che il numero delle tessere lievitasse da 200 a 500 da un anno all’altro. A Castellammare che se ne acquistassero cento all’ingrosso ricorrendo all’online. La commissione nazionale per il congresso ha messo sotto osservazione Pianura e Pendino, Torre del Greco e Pompei.

Insomma, il Pd napoletano non si smentisce e mentre è fresca di stampa la notizia dei candidati alle ultime comunali inseriti in lista a loro insaputa, torna alla mente il ricordo del pasticcio delle primarie ai tempi della prima candidatura di Luigi de Magistris che ne approfittò per diventare sindaco.

Ora come allora indignazione, straccio delle vesti, volo degli stracci, minaccia di provvedimenti drastici, impegni a rifondare il partito, blablabla. Questa volta Roma ha spedito di gran carriera Emanuele Fiano (forse per assonanza con Miano) per un esame attento delle presunte irregolarità.

Per sicurezza il circolo incriminato è stato chiuso ed è stata nominata commissario una donna di garanzia come Graziella Pagano che si è subito insediata cominciando il lavoro di pulizia che tutti dicono di volere nonostante il gran bisogno di far salire il numero degli iscritti in desolante discesa.

Antonio Bassolino usa Facebook per gettare benzina sul fuoco parlando di grave emergenza politica e morale. Altro che lanciafiamme — scrive riferendosi alle minacce a vuoto del segretario dimissionario Matteo Renzi —: dopo le comunali non è successo nulla…

E insomma più si cerca di tirarlo su, il Pd a Napoli, e più se ne va giù, come accade a chi assume certe sostanze col proposito di sentirsi meglio e il risultato di stare peggio. Qualcuno dovrà prescrivere una drastica cura e un lungo periodo di disintossicazione per recuperare la lucidità perduta.

Ma non sembrano parole risolutive quelle pronunciate dai maggiorenti nazionali Matteo Orfini e Lorenzo Guerini quando assicurano che “Se verranno riscontrate eventuali anomalie prenderemo, con fermezza, le dovute misure come previsto dal nostro statuto”.

Paura, eh?

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