Elezioni Francia 2017/ Prodi, “Le Pen come M5s impressionano, per i voti devi essere contro” (oggi 30 marzo)

- Niccolò Magnani

Elezioni Francia 2017, Ultime notizie di oggi 30 marzo, campagna elettorale: Valls tradisce Hamon per Macron, rivolta nella sinistra e nel partito socialista. “Democrazia umiliata”

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Ultime notizie di oggi, ultim'ora, Foto La Presse

Probabilmente alla fine non riuscirà a vincere le elezioni in Francia il prossimo 23 aprile, eppure Marine Le Pen impressiona per la capitale di attecchire in vasti rami della popolazione, nonostante o forse proprio per quella sua aggressività e radicalismo su temi forti come Europa, economia, migranti e terrorismo. La disamina sul ruolo di Marine Le Pen e del Front National, con un paragone stretto con l’Italia, lo ha riferito Romano Prodi a Bologna dopo un incontro istituzionale: «Mi fanno impressione Marine Le Pen come i grillini di casa nostra», attacca Prodi a metà tra una certa ammirazione e una attestazione di inquietudine sulla posizione del Front National e del M5s italiano. «Sono dentro – ha detto Prodi – a una nuova struttura della storia della democrazia. In questi giorni ho letto i punti del loro programma degli esteri. Per avere voti devi essere contro e non avere nessuna ideologia alle spalle. Come fa in Francia Marine Le Pen, che dopo aver rotto con l’ideologia fascista del padre ha raddoppiato i suoi consensi», si legge sul sito del Corriere della Sera. Un parallelo forse eccessivo ma che riporta alla luce un fattore reale, ovvero la capacità di entrare profondamente nella radice popolare molto più dei partiti “classici”, in crisi tanto in Francia quanto in Italia.

L’ex premier e sfidante (sconfitto) di Hamon alle primarie socialiste, appoggia ora ufficialmente impegnandosi nella campagna elettorale in favore di Emmanuel Macron. Si tratta di Manuel Valls che in una intervista alla Bfm Tv ha confermato l’appoggio totale al leader centrista (ed ex suo ministro dell’Economia), andando dunque contro le regole e la prassi del Partito Socialista. «Non prenderò alcun rischio, voterò per Emmanuel Macron», ha chiosato Valls prendendosi anche la responsabilità di provocare numerosi problemi all’interno del partito di centrosinistra francese. «L’interesse superiore di un Paese va oltre le regole delle primarie di un partito», afferma l’ex premier che afferma come non vuole prendersi alcun rischio di potersi ritrovare davanti alla scelta di un secondo turno tra Fillon e Le Pen, ovvero le destre francesi. Impegno dunque già dal primo turno, gettando ancora fuoco sull’incendio all’interno del Ps stesso: la replica di Hamon, candidato e vincitore socialista delle primarie, non si lascia attendere, «Non sono sorpreso. Questa specie di soap opera sull’attesa della scelta di Valls punta a indebolirmi. Sto conducendo una compagna elettorale parlando della vita quotidiana della Francia, non della vita di Valls».

Non si placa però la furia del candidato del Partito Socialista alle Elezioni in Francia, visto che qualche ora dopo le primissime reazioni a caldo alla conferma ufficiale dell’endorsement di Valls arrivano le secondo dichiarazioni, ancora più aspre e scatenate rispetto alle prime. «È un duro colpo per la democrazia, la democrazia è umiliata», esprime con gran rammarico il debole candidato socialista, dato al quarto e addirittura secondo alcuni istituti di ricerca anche al quinto posto dei sondaggi sulle preferenze elettorali dei francesi. Proprio per questo punto Valls ha deciso di optare su Macron (chissà, fiutando la possibile vittoria finale e un ruolo di rilievo nel prossimo governo centrista?), ma la sua azione ha provocato una rivolta interna all’intero mondo della gauche francese. In primis, dopo il candidato Hamon, è Jean-Christophe Cambadelis, segretario del Ps che ritiene ormai sfaldato il suo partito dopo la scelta di Valls (e di molti altri nei prossimi giorni): «La nostra posizione è semplice: Benoit Hamon è il candidato uscito dalle primarie, legittimato da una convention unanime. Quelli che sono andati con En Marche non sono quindi più nel Partito socialista». Una scomunica bella e buona che fa seguito alle durissime parole citate dalla base socialista, «Manuel, così ci fai vergognare». In tutto questo un’unica voce è rimasta ancora in silenzio sull’intera vicenda di crisi interna al Ps: esatto sì, abita ancora per qualche giorno all’Eliseo e si chiama Francois… Alla fine dunque, Hollande, per chi opterà?



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