LEGAMI RUSSIA-M5S/ Governo Usa avverte l’Italia: “Putin si è alleato con grillini e Lega Nord”

- Niccolò Magnani

Legami Russia-M5s, governo Usa avvisa Italia: “Putin dietro alla destabilizzazione con forze anti-sistema, Lega e grillini”. Ultime notizie, tentativi anche con Francia e Germania, il caso

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Vladimir Putin (Lapresse)

Una indiscrezione che suona come una bomba: in questi mesi gli Usa avrebbero avvisato il governo italiano di possibili legami tra Mosca e il Movimento 5 Stelle. La fonte è La Stampa che oggi con l’inviato dagli Usa Paolo Mastrolilli ha lanciato la “bomba”: si tratta di una conferma di quanto nei mesi scorsi circolava tra le chiacchiere sull’anti-politica e su web su eventuali legami tra i grillini, la Lega Nord e la Russia di Putin, cosa tra l’altro mai negata dagli stessi interessati visto che è capitato nel recente passato di essere in visita al Cremlino. Ma ora l’allarme lanciato dall’amministrazione Usa, ben prima delle Elezioni Americane che hanno visto Donald Trump imporsi a sorpresa, risuona non solo in Italia: «preoccupati per l’influenza che la Russia sta cercando di avere sulle prossime elezioni italiane, nell’ambito di una strategia di interferenza che tocca tutta l’Europa, dopo quella adottata durante le presidenziali degli Stati Uniti». In questo modo la fonte di Mastrolilli riporta i vari scambi tra il governo di Renzi e poi Gentiloni e l’amministrazione americana di intelligence. Pare infatti che M5s di Beppe Grillo e Lega di Matteo Salvini, ovvero le maggiori forze anti-sistema in Italia, siano l’obiettivo numero 1 del Cremlino per una presunta attività di destabilizzazione. Ma in che modo avverrebbero queste strategie? Pare che, a differenza dagli Usa dove il sistema utilizzato è stato quello informatico e digitale, perché molto sviluppato in America, in Italia sia stato utilizzato un altro modus operandi: «i nostri apparati contano anche sul naturale scetticismo degli elettori per depotenziare eventuali offensive. Nel mondo di oggi, però, non serve molto: basta intercettare una mail o una lettera, per demolire un candidato o un partito», si legge sulla Stampa questa mattina. In pratica, oltre alle visite (da ultima quella in Lituania di una delegazione italiana che ha dialogato con la comunità di origine russa ne Paese) nelle Ambasciata e alla cortesia diplomatica potrebbe esserci un ben più ampio scenario di strategia destabilizzante che mirerebbe alle prossime Elezioni Italiane. Ma come scopriamo qui sotto, non sarebbe un progetto solo tra Mosca e Roma, ma a molto più larga scala…

Sentite cosa ha detto il senatore Usa repubblicano poche ore fa in un intervento pubblico: «Penso sia ragionevole dire, in base a ciò che tutti pensano, che i russi siano attivamente implicati nelle elezioni francesi». Sono le parole di Richard Burr, senatore ma soprattutto capo della Commissione Intelligence degli Usa in Senato; ha in pratica avvisato di avere prove di un tentativo di Mosca di entrare a “disturbo” delle prossime elezioni in vista in Europa, dalla Francia alla Germania fino alla Serbia e, nel 2018, anche in Italia. In questo modo le due notizie, le fonti della Stampa e queste ultime uscite dell’amministrazione Usa, costituiscono due fronti della stessa vicenda; ci sono dunque possibili e presunti tentativi di Putin di arrivare a destabilizzare tutte le forze Ue e Nato per portare invece alla vittoria l’antisistema (come Marine Le Pen in Francia, favorendo la divisione di tutti gli altri avversari), la destabilizzazione del sistema generale e favorire così la divisione nell’Occidente. In pratica, quanto avvenuto con la possibile intromissione nelle Elezioni Usa, facendo spiare il Partito Democratico e Hillary Clinton e cercando di favorire Donald Trump. Insomma, una ipotesi alquanto complessa da dimostrare ma certamente convincente nelle intenzioni: ora non resta che vedere cosa avverrà con i vari rapporti diplomatici dei paesi più forti al mondo. Il G7 (tra l’altro in Italia a Taormina) sarà un appuntamento primario per poterne discutere, e i rumors forse non rimarranno per nulla tali.



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