ELEZIONI FRANCIA 2017 / Socialisti, pazza idea: Hollande pronto a candidatura in extremis (oggi, 9 marzo)

- La Redazione

Elezioni Francia 2017, ultime notizie e campagna elettorale: giudici “sospetti”, spunta un nuocvo dossier contro Macron dopo quelli a Fillon e Le Pen. Ultime notizie di oggi 9 marzo 2017

La pazza idea e la folle notizia arriva da Le Parisien questa mattina e riguarda il partito socialista: e se Francois Hollande si ributtasse nella campagna verso le Elezioni in Francia in extremis? No, non è solo follia ma una possibile novità in campo centrosinistra visti i sondaggi che danno Hamon, il candidato che ha vinto le primarie CSX contro Manuel Valls, in caduta libera, addirittura peggio di Fillon che è nel frattempo travolto dalle inchieste giudiziarie. Questa mattina Le Parisien scrive come Hollande sia pronto a scendere in pista per “salvare” il centrosinistra ad un mese e mezzo dalle consultazioni. Era stato lui in primis a non voler ricandidarsi, anche perché il consenso rispetto a 5 anni fa era calato vastamente dopo tutti i problemi avuti dalla Francia nel periodo Hollande all’Eliseo. Eppure secondo i media francesi ora il presidente uscente potrebbe ripensarci e avrebbe addirittura già raccolto le 500 firme di patrocinio necessarie: Le Pen ha raggiunto ieri la quota minima per la presentazione delle firme, come ha rivelato il segretario generale FN, Nicolas Bay. Secondo il Consiglio costituzionale francese, martedì a Le Pen mancavano 17 firme, mentre i suoi principali avversari Francois Fillon e Emmanuel Macron avevano ottenuto rispettivamente circa tre e due volte la quantità di firme necessarie. Ora però il possibile ingresso di Holland potrebbe sparigliare le carte: nelle prossime ore le conferme e o smentite di questa “bomba” saranno ovviamente attese in tutta Europa.

La leader del Front National ha rilanciato in una intervista a Rtl la sua ricetta post Elezioni Francia, se dovesse conquistare la vittoria e salire all’Eliseo. «Se vinco lancio un nuovo franco, ad un rapporto 1 a 1 nei confronti dell’euro, permettendo così alla nuova valuta di oscillare liberamente sui mercati», così la leader di FN Marine Le Pen, rilanciando in questo modo un nuovo ritorno al passato. «Il nuovo franco francese scenderebbe probabilmente nei confronti di qualsiasi valuta la Germania utilizzasse, rendendo così le esportazioni di automobili francesi, ad esempio, più competitive», spiega ancora Marine Le Pen mentre i sondaggi confermano la sua stabilità, ma con un notevole recupero di Macron che rischia davvero il sorpasso. Parla anche dell’Italia la leader di Front National, dicendo come il nuovo franco contro una valuta dell’Italia potrebbe salire: «gli italiani ci guadagnerebbero ad uscire dall’euro, ci pensino». 

E dopo Marine Le Pen, Francois Fillon anche il terzo candidato per le elezioni Francia 2017 viene pizzicato da un dossier della magistratura francese a poche settimane dal primo turno verso l’Eliseo. Sembra incredibile ma pare davvero una corsa a chi è più “osservato” dai giudici, con il nuovo nome che viene iscritto nel vortice “attenzionato” è proprio Emmanuel Macron, fondatore del movimento En Marche! e leader in grado di accrescere sempre di più consensi e sondaggi attorno a lui, anche grazie alla crisi dei Repubblicani e dei socialisti. Ora però, col nuovo dossier, si rischia di stravolgere di nuovo la campagna verso le Elezioni, già piuttosto “incastrata” di suo tra giudici, partiti in crisi e pressioni internazionali contro candidati “spettrali” (riferimento ovviamente alla Le Pen, indicata così da Hollande e temuta da mezza europa). Secondo Le Canard Enchaine’, l’Ispettorato Generale delle Finanze (Igf) sospetta che il 39enne fondatore del movimento ‘En Marche’ Macron, abbia favorito un gruppo privato, Havas, assegnandoli senza alcun tipo di bando pubblico l’organizzazione di un evento per la promozione della tecnologia francese svoltosi a Las Vegas nel gennaio 2016 e costato all’erario quasi 400.000 euro. Immediatamente, lo staff di Macron ha minimizzato l’accusa, che puo’ portare fino a due anni di carcere e a 30.000 euro di ammenda, sostenendo che l’allora ministro dell’Economia francese non era mai stato direttamente coinvolto nella decisione. Solo i prossimi mesi diranno davvero in quali condizioni e come giungerà all’appuntamento più importante per la Francia degli ultimi 20 anni il leader indicato da quasi tutti come l’unico vero argine all’estremismo da Front National.

Sembra non aver fine il guaio per i Repubblicani in questa Campagna verso le Elezioni in Francia del prossimo aprile: dopo il Penelope-Gate ora un problema che coinvolge direttamente il candidato di centrodestra, Francois Fillon. «Il settimanale satirico Canard Enchaine ha tirato in ballo un prestito di 50 mila euro che Fillon avrebbe ricevuto senza averlo dichiarato durante il suo mandato parlamentare. Si tratterebbe di fondi erogati a zero interessi dal miliardario francese Marc Ladreit de Lacharriere nel 2013 che non sarebbero stati dichiarati all’Autorità sulla trasparenza (Hatvp)», riportano i media dalla Francia, con l’avvocato di Fillon che ha provato subito la difesa pubblica affermando «si è trattato di un prestito integralmente rimborsato». Nuovi guai e Repubblicani sull’orlo di una crisi di nervi: sondaggi che calano, voti che finiscono tra Le Pen e Macron e una figura in queste settimane di campagna elettorale non esattamente delle migliori.

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