Elezioni Francia 2017/ Le Pen-choc, “Vichy non ha colpe per deportazione ebrei” (oggi 10 aprile)

- Niccolò Magnani

Elezioni Francia 2017, ultime notizie e campagna elettorale di oggi 10 aprile 2017: sondaggi choc, Melenchon supera Fillon e Marine Le Pen resta impigliata nel problema fidelizzazione

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Ultime notizie di oggi, ultim'ora, Foto La Presse

Se poi ci si mette anche la Storia a segnare la battaglia nelle Elezioni in Francia, allora il caos è bello che apparecchiato: l’ultima provocazione della leader Fn Marine Le Pen è arrivata ieri ai microfoni di RTL-LCI-Le Figaro e come si dice in gergo, non l’ha certo “toccata piano”. «Credo che la Francia non sia responsabile del rastrellamento Vel d’Hiv degli ebrei nel 1942»: apriti cielo. È un po come dire che lo Stato italiano non ha colpe degli orrori prodotti dai fascisti durante il Ventennio, la frase della Le Pen ha suscitato scandalo nelle opposizioni che ovviamente hanno approfittato per cogliere la palla dell’attacco diretto a pochi giorni dal voto. «Una grave colpa, qualcuno aveva forse dimenticato che Marine Le Pen è la figlia di Jean-Marie Le Pen: non bisogna avere indulgenza o minimizzare cosa è veramente il Front National nel nostro paese», ha risposto a tono Emmanuel Macron, diretto rivale alla corsa per l’Eliseo. Il Velodromo d’Inverno (Vel d’Hiv) è il rastrellamento di 13 ebrei francesi in piena guerra mondiale, arrestati e poi condotti nei campi di sterminio nazisti: la Francia di Vichy – il governo collaborazionista di Parigi dopo l’invasione di Hitler – suscita come si può vedere polemiche ancora oggi. Continua la leader Fn, «Credo che se vi sono dei responsabili, questi vadano individuati in coloro che erano al potere all’epoca, non nella Francia. Non è la Francia». Boomerang elettorale, questo di sicuro, ma bisogna capire se in direzione negativa o positiva per Marine.

Clamoroso all’Eliseo: a due settimane dalle elezioni in Francia, gli ultimi sondaggi elettorali espressi dai media mostrano un’ennesima picconata contro i partiti “storici” Ps e Repubblicani, visto che la sinistra radicale di Melenchon non solo ha seminato da tempo nei consensi il vincitore delle Primarie socialiste Hamon, ma ora avrebbe superato anche Francois Fillon al terzo posto della speciale classifica verso l’Eliseo. Davanti restano immutati gli scenari con Macron e Le Pen che si dovrebbero ancora giocare al ballottaggio la sfida finale: ma è significativo come nei primi favoriti alla vittoria delle Elezioni manchino i due rappresentanti della sinistra e destra “storica” in Francia. Con Melenchon, autore di una rimonta incredibile in un solo mese (ha mangiato 6 punti percentuali praticamente a tutti i candidati) non dovrebbe impensierire i primi due in testa ma rappresenta di certo la vera novità di queste complesse e ancora indecifrabili elezioni francesi 2017.

Il suo punto di forza è anche la sua più grande zavorra per poter realmente vincere queste elezioni in Francia: è Marine Le Pen la protagonista, la vera protagonista della campagna elettorale ancora in corso. Convincente in alcuni passaggi, ma anche non così forte nel contraddittorio come ci si aspettava, restano molti misteri sulla donna che assieme del Front National si appresta a vincere il primo turno e a giocarsi la partita al ballottaggio. Già, proprio in questa seconda fase delle elezioni quanto potrebbe regalare in termini di voti alla Le Pen nel primo turno, rischia di trasformarsi in un boomerang molto doloroso. Secondo l’analisi dell’Ifop, l’85% del suo elettorato è convinto di votarla al primo turno: un effetto di fidelizzazione sul territorio che gli altri candidati si sognano e che dovrebbero portare abbastanza facilmente al secondo turno. Ma qui, la fidelizzazione potrebbe diventare di colpo un grosso peso, come la recente storia sua famigliare-politica ha dimostrato. Nel 2002 il padre Jean-Marie Le Pen venne di fatto marginalizzato al secondo turno da tutte le altre forze politiche “moderate” e di fatto vide svanire l’effetto dopo una campagna elettorale storica condotta sempre in vantaggio. Una sorta di esclusione organizzata che anche in questo 2017 rischia di riproporsi per la figlia, specie se al ballottaggio arriverà Macron che al momento raccoglie consensi sia al centro che a sinistra (e anche quel che moderato di destra per nulla convinto da Fillon o Le Pen stessa, ndr). Insomma, zavorra o vantaggio, saranno le urne a risponderci non meno di qualche settimana ancora.

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