FINTE IENE M5S/ Video, il direttore Tg1 ‘accusato’ di aver censurato Consip e Raggi da due grillini

- Niccolò Magnani

Direttore Tg1 Mario Orfeo pedinato e tampinato da fine Iene, in realtà staff M5s: attaccato su libertà di stampa, la campagna mediatica contro Orfeo e la “bufala” sul giornalismo italiano

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Mario Orfeo e Roberto Fico, M5s (LaPresse)

Nuovo caso politico con il Movimento 5 Stelle coinvolto: il direttore del Tg1 Mario Orfeo è da giorni vittima di pedinamenti e tampinamenti da parte di alcuni presunti giornalisti delle Iene che in realtà non sono altro, pare dalle ultime rilevazioni di Repubblica e de Il Fatto Quotidiano, che due componenti dello staff M5s al Senato. Hanno cercato di inseguire e porre due domande al direttore del tg1 che da giorni campeggiano sul Blog di Beppe Grillo con hashtag “OrfeoRispondi”. L’accusa è semplice, il direttore Orfeo sarebbe responsabile di aver tenuto in secondo piano il caso Consip nei suoi tg e di aver invece dato molto risalto alle indagini per diffamazione che hanno colpito sia Beppe Grillo che Alessandro Di Battista. Non solo, la seconda “domanda” che il M5s rivolge ad Orfeo è identificata sul caso Virginia Raggi: «Perché il Tg1 ha censurato il discorso di Virginia Raggi durante il 60° dei Trattati di Roma?», scrive il blog a Cinque Stelle. Ecco, la gravità del gesto ovvero quella di spacciarsi per giornalisti delle Iene diventa rapidamente un caso politico, con il deputato Pd Ernesto Carbone che va giù durissimo. «Due persone pagate con soldi pubblici dal gruppo M5s che si spacciano per giornalisti al fine di intimidire un direttore del servizio pubblico è una cosa che non può passare sotto silenzio». Pedinamenti in strada, chiamate al telefono personale e campagna mediatica sui social contro la presunta falsa libertà di stampa di Mario Orfeo e dei vertici Rai: l’attacco dei M5s è ancora una volta al centro della bufera che rischia di divenire ben più che un caso “mediatico”. Clicca qui per il video-pedinamento delle finte Iene al direttore Orfeo

Particolare ci sembra di cogliere un punto nell’incredibile vicenda che vede due membri dello staff M5s fingersi Iene e pedinare e tampinare il direttore del Tg1 perché secondo loro avrebbe censurato alcune notizie sul Pd e invece fomentato altre sui Cinque Stelle: è la libertà di stampa, ma in un senso che raramente si trova svelato nella bagarre politica-mediatica su Fake news e simili. Il blog di Beppe Grillo, come premessa alle “domande” poste contro Orfeo, scrive «L’informazione italiana è al 77° posto nella classifica sulla libertà di stampa stilata ogni anno da Reporter Senza Frontiere. Per capire il perché abbiamo provato a porre qualche domanda al direttore del TG1 Mario Orfeo». La notizia della posizione italiana sulla libertà di stampa è vera ma viene utilizzata con argomentazioni e pretestuosità da vera bufala: interessante dunque portare alla luce un fatto semplice semplice che forse zittirebbe alcune, ripetiamo pretestuose, accuse ai media italiani (non certo i migliori del mondo, intendiamoci, come dimostra paradossalmente proprio questa vicenda, ndr). L’Italia paga pegno in quella classifica non per le false notizie, le bufale o le scelte discutibili dei tg, bensì per un’altro motivo che spiega proprio Reporter Senza Frontiere: «A maggio 2015, il quotidiano La Repubblica ha riferito che tra i 30 ei 50 giornalisti si trovano sotto la protezione della polizia perché minacciati. Il livello di violenza contro i giornalisti (comprese le minacce di morte e le intimidazioni verbali e fisiche) è allarmante». Secondo l’organizzazione il problema della stampa italiana per cui finisce in 77esima posizione è dovuta al fatto che «alcuni giornalisti che indagano la corruzione e la criminalità organizzata sono quelli che vengono maggiormente presi di mira». Come dire, a volte la vera bufala è quella che cerca di “spiegare” le bufale o le fake news…



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