ELEZIONI FRANCIA 2017/ ‘Chez nous’, polemica sul film che ricorda Marine Le Pen: in uscita in Italia, trailer

- Niccolò Magnani

Elezioni Francia 2017, ultime notizie e campagna elettorale verso l’Eliseo: novità di oggi 15 aprile, Marine Le Pen attacca il Papa e la Chiesa sui migranti. Sondaggi, Macron in bilico

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Marine Le Pen (foto: Lapresse)

Uscirà in Italia dopo il primo turno delle Elezioni in Francia 2017 il film “Chez nous” (“A casa nostra” ma le polemiche oltralpe sono già scoppiate. La pellicola, nelle sale italiane dal prossimo 27 aprile, racconta la campagna elettorale di un partito di estrema destra nel nord della Francia. La sua leader, infermiera che si candida a sindaco, è interpretata da Catherine Jacob e ricorda la leader del Front National Marine Le Pen, così come il titolo rimanda allo slogan del partito “On est chez nous!”. “Chez nous” racconta la storia di Pauline, infermiera assoldata da un partito nazionalista come candidata alle elezioni locali: l’obiettivo è raccogliere il consenso degli elettori delusi e bisognosi di sicurezza. Il regista Luca Belvaux spiega così all’agenzia di stampa Ansa perché ha scelto di girare un film sul populismo: “Il voto al Front National è d’impulso, di pancia, e per poterlo rappresentare serviva entrare nella vita delle persone”. E ha aggiunto che “ci troviamo in un periodo di crisi profonda, economica ma soprattutto ideologica, le persone non riescono ad adattarsi a un cambiamento così repentino, si sentono in pericolo e minacciate dal resto del mondo in quella che è la loro sfera più privata. I partiti populisti, in questo frangente, danno delle soluzioni apparentemente semplici e immediate”. Ma “potranno continuare a farlo credere fino a quando non arriveranno al potere”.

Non l’ha certo toccata piano Marine Le Pen, nell’intervista che ad una settimana dalle Elezioni in Francia, ha fatto il giro del mondo. Su La Croix ieri il candidato del Front National ha attaccato niente meno che Papa Francesco e l’intera Chiesa Cattolica, pur essendo anche lei fedele alla Chiesa di Roma. «Sono estremamente cattolica ma anche arrabbiata con la Chiesa, si impiccia di tutto, tranne di ciò che la riguarda», afferma duramente Le Pen nell’intervista al giornale cattolico. Se la prende con Papa Francesco sulla vicenda dei migranti, “minacciandolo” di farsi gli affari suoi su questioni che non lo devono interessare; «Che lui faccia appello alla carità, all’accoglienza dell’altro, dello straniero, non mi sciocca», afferma una arrabbiata Marine, «che voglia degli Stati che vadano contro l’interesse dei popoli non ponendo condizioni all’accoglienza di un’immigrazione importante riguarda la politica e può costituire interferenza, perché lui è anche il capo di uno Stato». Si riserva poi di dire come una volta eletta all’Eliseo non avrebbe alcun problema ad invitare il Papa anche perché rimane «fervente cattolica e ho una visione rigorosa della laicità». Con i sondaggi che salgono per la leader del Fn, un evento come questo “scontro” con il Papa e la Chiesa francese sarà un boomerang per la politica più temuta d’Europa o invece incrementerà ancora consensi e voti nelle ormai prossime Elezioni? (aggiornamento di Niccolò Magnani)

Sono tutti lì nel giro di 3 o 4 punti i candidati favoriti alla vittoria del primo turno Elezioni Francia 2017: negli ultimi sondaggi prodotti da IFop si scopre come i francesi sono intenzionati a premiare le idee e le provocazioni di Marine Le Pen, salita al 23%. Si è invece fermata l’ascesa di Emmanuel Macron, ormai “incagliato” nel 22,5% dei consensi personali, davanti e non di molto al candidato gollista Francois Fillon, che nonostante le indagini giudiziarie resta il terzo “incomodo” con il quarto invece sempre più incredibile sulla cresta dell’onda dei consensi guadagnati in poco più di un mese. Stiamo parlando ovviamente di Jean Luc Melenchon, leader populista di sinistra radicale, agli estremi opposti di Le Pen: teniamo presente da ultimo un dettaglio che il giorno 23 aprile, durante il primo turno delle Elezioni francese, potrebbe essere decisivo. Come ogni sondaggio il margine di errore è situato tra il 2 e il 4%, ovvero esattamente le distanze ridottissime che sono al momento presenti tra i principali protagonisti e favoriti verso il ballottaggio del 7 maggio. (aggiornamento di Niccolò Magnani)

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