PRIMARIE PD 2017/ Emiliano attacca Renzi: “Con lui perdiamo le elezioni” (oggi 18 aprile)

- Niccolò Magnani

Primarie Pd 2017, ultime notizie e campagna elettorale verso il 30 aprile: Orlano sfida Renzi, “se sarà segretario non farò il premier”. Come si vota e come si trova il seggio elettorale

matteo_renzi_andrea_orlando_1_lapresse_2017
Matteo Renzi con Andrea Orlando (LaPresse)
Pubblicità

Se Matteo Renzi vincesse le primarie del Partito Democratico, la vittoria delle elezioni sarebbe allora un miraggio. Lo sostiene Michele Emiliano, presidente Regione Puglia e candidato alle primarie del Pd: nel corso di Mix24, il programma di Giovanni Minoli su Radio 24, ha spiegato che non appoggerebbe l’ex premier in caso di vittoria alle primarie, se volesse le elezioni anticipate. «No, assolutamente no. Anzi il rischio è proprio questo: una vittoria di Renzi probabilmente ci spingerebbe ad elezioni anticipate». L’eventuale vittoria di Renzi, dunque, sarebbe negativa per il Pd, secondo uno dei suoi avversari. «Ci farebbe perdere le elezioni, non so se le perderemmo con Berlusconi o con il Movimento Cinque Stelle ma Renzi non può vincere le elezioni, questo è il punto fondamentale», ha spiegato Michele Emiliano. Un altro attacco dopo quello di Andrea Orlando, Guardasigilli e candidato alle primarie del Pd, secondo cui Renzi potrebbe essere un ostacolo per la ricomposizione del centrosinistra. (agg. di Silvana Palazzo)

Pubblicità

Il Ministro Andrea Orlando ha provato ad illustrare la sua idea di Pd in vista delle primarie che lo vedono forse l’unico vero sfidate del forte favorito ed ex premier Matteo Renzi: da settimane gira l’Italia e partecipa a numerose interviste per provare a recuperare il terreno di distanza dall’avversario fiorentino, con l’ultima rilasciata a L’Unità in cui con chiarezza afferma che se lui diventasse Segretario dem non si candiderebbe come premier alle prossime Elezioni Nazionali. «Se divento segretario farò il segretario per due motivi. Prima di tutto perché il partito va ricostruito e rinnovato. Se guardo alle liste che al sud appoggiano Renzi vedo ad esempio che la rottamazione non c’è più». Punta sulla classe dirigente Orlando e per farlo non potrà essere “distratto” dal lavoro di Palazzo Chigi, che reputa ovviamente comunque importante, «io penso che c’è da promuovere una nuova classe dirigente senza guardare troppo alla fedeltà perché altrimenti faremo appassire le nostre migliori energie». Per evitare di “finire” come M5s e centrodestra, il Pd nella testa di Orlando dovrà tenere ben distinti i due ruoli, tesi del tutto antitetica a quella renziana: ma gli elettori dem cosa sceglieranno?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori