SONDAGGI/ Moderati e anziani portano M5s al 31% e lasciano Renzi al 25

- int. Carlo Buttaroni

La figura di Davide Casaleggio potrebbe portare il successo al Movimento 5 Stelle, mentre gli altri partiti continuano a essere indietro. Intervista a CARLO BUTTARONI (Tecnè)

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Beppe Grillo e Davide Casaleggio (Lapresse)

Il Movimento 5 Stelle è sempre il primo partito italiano, si consolida e cresce. Lo dice un recente sondaggio Tecnè che lo dà al 31,5%. Non solo. Come spiega Carlo Buttaroni, la discesa in campo di Davide Casaleggio è l’autentica novità di questo momento politico: “E’ una figura mediatica molto diversa dal padre e soprattutto a differenza dei leader 5 Stelle e soprattutto di Grillo, non è un personaggio che divide”. I 5 Stelle, aggiunge ancora Buttaroni, stanno poi conquistando consensi tra i moderati e gli anziani, due aree che prima li vedevano come il fumo negli occhi “e per un partito che mira ad andare al governo questo è importantissimo”.

Buttaroni, M5s è sempre il primo partito italiano? E’ d’accordo che sta assumendo un profilo per così dire governativo, più moderato e rassicurante?

Sì, sempre in crescita, noi lo diamo al 31,5 per cento. Questa immagine moderata è una delle mille mutazioni di questo movimento. La vera novità al di là delle dinamiche complessive, è il ruolo di Davide Casaleggio che a Ivrea per la prima volta si è espresso pubblicamente, mentre prima era un po’ un “oggetto misterioso”.

Secondo lei sta assumendo il ruolo di leader?

Un ruolo da leader lo aveva anche prima. E’ molto diverso dal padre anche dal punto di vista mediatico, per il modo in cui si pone. Penso che sicuramente ha e avrà un ruolo importantissimo. E’ da capire se assumerà la leadership politica in prima persona o resterà dietro le quinte, come garante e ideologo. Però una dimensione pubblica come quella che ha assunto è la vera novità.

Quali sono le sue caratteristiche?

E’ un personaggio che divide meno degli altri leader, sicuramente meno di Grillo. 

Per cui in grado di attirare anche i moderati?

In realtà è già da un po’ che i 5 Stelle stanno cominciando ad attirare i moderati, raccogliendo consensi in aree che prima erano proprio lontane, ad esempio le persone più anziane che era un bacino quasi ostile. Si è alzata l’età media e questo per un partito con ambizione di governare è importante.

Il caso Genova e la spaccatura sulla Cassimatis non hanno inciso?

A livello locale per la prima volta lo scorso anno il movimento ha avuto una forte affermazione locale, in passato era sempre mancata e forse loro stessi non la cercavano troppo. Anche quest’ultima volta non l’hanno cercata, è capitata loro addosso, è stato un evento forse al di là delle aspettative.

Perché questo atteggiamento a livello locale?

Perché le loro aspettative non riguardano tanto la dimensione locale, dove non c’è quel distacco tra cittadini e politica che invece c’è a livello nazionale. E’ lì che i 5 Stelle raccolgono più consensi per via della debolezza e del discredito degli altri. I comuni sono piccole realtà, dove ci si conosce di persona, dove il sindaco lo incontri per strada. Il ruolo del sindaco ammortizza la crisi della politica, perché i sindaci sono vicini ai cittadini. 

Pariamo di Renzi. L’ultima svolta sul caso Consip lo sta avvantaggiando?

Il Pd di Renzi lo abbiamo stimato al 25 per cento. L’inchiesta Consip è un “animale” strano per quello che possiamo leggere sui giornali, era ed è molto mediatica, resta difficile da interpretare. Manca un reato preciso che l’opinione pubblica sappia leggere. Al massimo ci si domanda: ma perché il padre di Renzi era là? Così come prima non aveva influenzato il consenso, così il caso Consip non lo sta influenzando adesso. E’ una vicenda strana che non è entrata nel dibattito pubblico e a Renzi non ha giovato né fatto danni. 

Come stanno invece Salvini e Berlusconi?

Il centrodestra è una costruzione in cui devono ancora partire i lavori, non si capisce ancora su quali basi verrà costruito questo nuovo edificio del centrodestra. Potenzialmente hanno un consenso alto, Berlusconi non sarebbe la prima volta che stupisce a pochi mesi dal voto. Forza Italia l’abbiamo stimata al 13 per cento e la Lega al 12,5. E’ un’area dove c’è un perimetro ancora da tracciare mentre l’M5s e il Pd comunque hanno un campo ben designato dove scegliere di stare o non stare. Quella del centrodestra è un’area disorientata, anche se grosso modo si equivale alle altre aree. L’elettorato è fortemente tripolarizzato, il che porta a galla il problema della governabilità.

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