Virginia Raggi, firme false M5s?/ Esposto Pd in procura dopo le Iene: ecco cosa può succedere

- Niccolò Magnani

Virginia Raggi, firme false M5s a Roma? Il prof. esperto di diritto, “la candidatura del sindaco M5s è irregolare”. Il Pd fa esposto in Procura, nuovo scandalo per il Movimento Cinque Stelle

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Virginia Raggi e Le Iene Show (Foto da Facebook)

Virginia raggi, firme false: atto secondo in casa M5s dopo l’ennesimo servizio de Le Iene che prosegue le indagini cominciate due mesi fa sulla presunta irregolarità della candidatura a sindaco di Roma della bella avvocatessa grillina. Con un breve excursus, nei mesi scorsi Le Iene scoprono che sull’atto di presentazione della lista a favore di Virginia Raggi i suoi delegati dichiarano di aver raccolto 1352 firme. Il problema è che quelle firme presenti il 20 aprile in un atto pubblico, sarebbero state raccolte materialmente solo tre giorni più tardi, il 23 aprile. Quindi, che succede? Accuse di falso pubblico, altro che coincidenza come inizialmente sembra sostenere il M5s romano; la stessa Raggi, dopo l’insistenza (e in quel momento anche in piena bufera sulle indagini a suo carico per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio) ammise «Andate a parlare con i miei delegati, così vi chiarite una volta per tutte, magari ci sono stati degli errori formali». Il blog Grillo poi tuonò contro Le Iene con un lungo post in cui si annunciò, «candidatura di Raggi è pienamente legittima, qualora però fosse verificato un errore formale non inficia la regolarità della lista». Ecco arrivati alla puntata numero 2, con il programma di Mediaset che si è recato dal professore ed esperto di diritto amministrativo Vincenzo Cerulli Irelli il quale non solo afferma, «Si dichiara una cosa che né i firmatari né il pubblico ufficiale potevano sapere. Se è un atto pubblico siamo di fronte a un falso, altrimenti l’atto è di carattere inesistente». L’avvocato va oltre e racconta sempre a Le iene come in quelle carte ufficiali depositate compaiono solo i nomi di due sottoscrittori, Canali e Morricone, ovvero proprio i due delegati del futuro sindaco Raggi. «E’ una cosa che non sta né in cielo né in terra. Tutti gli studenti, anche del primo anno, sanno che delegatus non potest delegare, quindi che il delegato non può delegare se stesso», attacca il professore rilevando ancora nuove inesattezze e presunte irregolarità nella presentazione della candidatura M5s. 

Morricone e Canali sono i due attivisti M5s legati più all’ala di Lombardi e De Vito, gli avversari interni della Raggi nel movimento romano: quanto rivelato da Cerulli Irelli in realtà ha un duplice valore visto che proprio la stessa sindaco di Roma aveva già “scaricato” eventuali colpe ed errori sui due delegati “in quota” Lombardi. La sua principale nemica invece, la sempre sotto bufera Virginia Raggi, si dice comunque serena, riporta La Stampa, visto che i tempi per un ricorso amministrativo contro la legittimità dell’elezione sono ormai scaduti. A complicare le cose però potrebbe intervenire l’esposto che domani il Pd romano – su spinta della segreteria nazionale – presenterà in Procura di Roma domani mattina. «L’ipotesi di reato dovrebbe essere quella di falso in atto pubblico. Se un giudice ne confermasse l’esistenza, potrebbe essere dichiarata nulla la candidatura», scrive ancora La Stampa con il collega Lombardo. A questo punto però, se davvero l’iter giudiziario dovesse prendere inizio, a rischio sarebbe la scelta del 70% dei romani con l’ulteriore e definitiva bufera che farebbe decadere il sindaco del Movimento 5 Stelle nella Capitale, in piena campagna elettorale nazionale. Non proprio lo spot migliore per Grillo & co…



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