ULTIMI SONDAGGI ELETTORALI E POLITICI/ Emg Acqua, M5s ha i voti ma senza maggioranza

- Niccolò Magnani

Gli ultimi sondaggi politici ed elettorali di oggi 27 aprile 2017: intenzioni di voto, Primarie Pd e pericolo immigrazione. Ultime notizie e dati, Renzi “straccia Orlando e Emiliano”

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Matteo Renzi (LaPresse)

In attese delle primarie Pd di settimana prossima che probabilmente daranno una sterzata anche ai sondaggi in vista delle elezioni politiche, le ultime intenzioni di voto pubblicate ieri sera durante il Tg L7 di Enrico Mentana mostrano un lieve calo del Movimento 5 Stelle (sempre comunque saldo in testa ai sondaggi elettorali) ma sopratutto la non-crescita del Pd . Le primarie e l’incertezza ancora sul segretario probabilmente rendono ancora difficile una collocazione strategica e politica per gli elettori in vista delle prossime Elezioni in primavera 2018. Intanto la situazione parla comunque chiaro, non vi sono maggioranze rimanendo con questo sistema elettorale “bloccato” sul Consultellum. M5s al 29,4% (trend da -0,6 rispetto alla scorsa settimana), Pd stabile al 26,8%, Forza Italia in lieve crescita al 13,2% (+0,3%), Lega Nord al 12,4% (+0.1%). Nei piani bassi troviamo ancora Fratelli d’Italia stabile al 4,8% e comunque in vantaggio su Sinistra Italiana all’1,9%, Democratici e Progressisti al 4% e Alternativa Popolare al 3%. 

Si avvicinano le Amministrative e i sondaggi provano ad analizzare anche le situazioni presenti nelle varie regioni dove molti comuni andranno al voto il prossimo 11 giugno: per il caso della Toscana ad esempio, l’istituto di sondaggi Demopolis ha provato a condurre uno studio per vedere cosa è successo al Pd dopo la scissione del Mdp con al suo interno uno dei protagonisti della politica toscana, il presidente della Regione Enrico Rossi. Il risultato è importante e segna un “piccolo” problema per il Pd nella sua regione storicamente più rappresentativa (per di più regione d’origine di Matteo Renzi): secondo i sondaggi pubblicati oggi, il Pd resta il primo partito nella regione con il 40%, il M5s insegue con il 23%, mentre la Lega conferma un radicamento sul terreno con il 10% (anche se in calo rispetto alle Regionali del 2015). Dietro ancora Forza Italia all’8 e importante risultato per il nuovo partito degli scissionisti ex Pd, Movimento Democratici e Progressisti all’8,5%. Un buon risultato, il doppio rispetto alla media nazionale, e rappresenta una battuta d’arresto per il Pd che tramite la fuoriuscita del secondo politico più importante toscano, Enrico Rossi, rischia di vedere qualche spiacevole sorpresa in vista delle prossime elezioni comunali e amministrative.

Nelle ultime intenzioni di voto e sondaggi elettorali espressi da Index Research si scopre come Il Movimento 5 Stelle sia ancora saldamente in testa alle possibili Elezioni Politiche, con il Pd che arranca al 25,5% e viene staccato dai grillini al 30,6%. In mezzo la distanza sarebbe di fatto colmata dai voti “persi” da Renzi con la scissione di Mdp e alcuni altri transfughi in Sinistra Italiana. Complessivamente, Mdp e Si valgono oggi il 6,5%, esattamente quella cifra che permetterebbe al Pd nazionale di rimanere davanti al M5s nelle intenzioni di voto politiche. Resta il punto dolente della legge elettorale – e infatti ieri Mattarella ha richiamato proprio questo punto – visto che comunque anche in testa il Movimento Cinque Stelle non ha la maggioranza per poter governare. Le altre posizioni illustrate dai sondaggi vedono Forza Italia al 13%, leggermente sopra alla Lega Nord (12,45), Fratelli d’Italia al 5%, ottimo risultato e in crescita per il partito della Meloni, e poi un Alternativa Popolare al di sotto del 3% e a rischio sbarramento alla Camera.

I sondaggi elettorali pubblicati ieri sulla ormai imminente votazione delle Primarie Pd mostrano ancora una volta una partita che sembra già finita. O meglio, che non è ancora cominciata: guardano i dati dei sondaggi politici di Winpoll si scopre che Matteo Renzi dovrebbe avere vita assai facile nella chiamata alle urne di tutto il popolo del Partito Democratico, con il 72% delle preferenze che lo eleggeranno segretario del Pd per la seconda volta consecutiva. Gli avversari paiono, stando ai numeri, troppo indietro per sperare in un recupero nel pur importante confronto in tv che ieri sera hanno tenuto i tre dem su Sky Tg24: Andrea Orlando non andrebbe oltre il 17%, mentre Michele Emiliano l’11% rappresenta il massimo sforzo possibile. Una battaglia senza storia che però non deve far sorridere Renzi e il Pd renziano: la vera sfida, la guerra ormai, è quella che attende dal 7 maggio in poi, ovvero una volta che il Partito sarà “ricompattato al voto”. Bisogna arrivare infatti alle elezioni nazionali e il Pd in questo senso non si appresta nella forma migliore: dilaniato al suo interno e con le evidenti conseguenze della sconfitta per ora prevista ma assai probabile dei Giovani Turchi di Orlando e della sinistra dem rimasta con Emiliano dopo la scissione di Mdp.

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