Primarie Pd 2017/ Video, Emiliano si rompe tendine d’Achille ballando: “non mollo!”

- Niccolò Magnani

Primarie Pd 2017, risultati circoli e ultime notizie su campagna elettorale: oggi 6 aprile 2017. Michele Emiliano si rompe tendine d’Achille, domani verrà dimesso. E lo “sgambetto” a Renzi..

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Matteo Renzi (LaPresse)

Ha dell’incredibile ma l’infortunio occorso a Michele Emiliano in visita vicino a Cosenza per le Primarie Pd è dovuto ad un eccesso di… ballo! Il Governatore Puglia e candidato alla segreteria dem oggi era in visita ad Acquaformosa in Calabria e mentre attendeva di condurre un dibattito su l’accoglienza dei migranti, ha accettato di ballare con una delle originarie del luogo in una tarantella caratteristica che celebra le origini di quel paesino caratteristico. Il problema è che a metà balletto il piede finisce in fallo e si procura la dolorosa frattura: dall’ospedale scrive su Facebook dove pubblica il video del suo infortunio e rilancia, «Non vi preoccupate, sto bene, ho il morale alto, ma temo di essermi rotto il tendine di Achille mentre ballavo con un gruppo folk calabro-albanese di Acquaformosa in Calabria», ammette Michele Emiliano. La campagna elettorale continua – “noi non molliamo mai!” – anche con un rilancio su temi della sua mozione in programma: «ero qui per incontrare questo speciale modello di accoglienza per migranti che ha portato ricchezza e prosperità al paese e che viene studiato in tutta Europa come una delle migliori prassi mondiali in materia». 

Michele Emiliano, candidato segretario in corsa alle prossime Primarie Pd, mentre era in visita al Comune di Acquaformosa (Cosenza) per verificare l’effettive modalità di accoglienza dei migranti, pare sia caduto provocando una frattura al piede: avviene tutto questa mattina, con la “sentenza” scritta, “rotto il tendine d’Achille“ come riportano il Mattino di Foggia e Tg Com24. Per questo motivo verrà operato già questo pomeriggio in modo da lasciare l’ospedale di Foggia già domani in giornata: l’incidente al piede destro arriva nel giorno in cui lo stesso Emiliano ha tentato lo “sgambetto” al rivale concorrente alla Segreteria, Matteo Renzi, in piena bufera sul caso Affari Costituzionali e in possibile crisi di governo con le nuove frizioni tra l’ex premier e lo stesso Paolo Gentiloni. «Matteo Renzi sta creando una strategia della tensione per rompere con il governo Gentiloni»; viene definito “irresponsabile” e agitatore di un tentativo di arrivare ad elezioni anticipate già in autunno, «il suo ego smisurato non ha imparato la lezione», afferma ancora Michele Emiliano in lungo post su Facebook. Un tentato sgambetto e un infortunio nella stessa mattinata: Michele Emiliano, non c’è male…

Renzi non ne può più della gestione di Gentiloni a livello governativo e interno alla maggioranza Pd: con le Primarie che premono e che dovrebbero consegnare una nuova legittimazione popolare dell’ex premier, il “compagno” Matteo intende tornare alla carica sul fronte nazionale per poter arrivare ad insperate ma ancora possibili elezioni anticipate in autunno. Lo scontro avvenuto ieri in Affari Costituzionali con l’elezione a presidente di Torrisi (Ap) e la bocciatura della stessa maggioranza del renziano Pagliari ha aperto il varco e la frattura forse insanabile tra Palazzo Chigi e Rignano Fiorentino. «La legge elettorale ce la scordiamo, ma c’è anche un problema per la maggioranza di governo. Cosa fa Gentiloni, come pensa di andare avanti?», pare siano queste le parole che filtrano da ambienti vicini a Renzi. Una insofferenza generale che rischia di vedere la campagna delle Primarie verso una pre-campagna elettorale e sfida tutta interna al maggior partito italiano che vuole essere di governo e di lotta, a questo punto.. chi l’avrà vinta?

Esce oggi la discussa intervista di Matteo Renzi su Panorama, accompagnata dall’anticipazione per cui alle Prossime Primarie Pd, qualora arrivasse la sconfitta dell’ex premier ci sarebbe stato immediato ritiro dalla vita politica. «Non è vero, non mollo e non mollerò mai, non l’ho nemmeno pensato», sono le parole di un ironico Matteo Renzi nei confronti dell’amico giornalista Andrea Marcenaro che su Panorama ha pubblicato invece una versione non condivisa dall’intervistato candidato segretario. Un Renzi che non se ne va (e che tra l’altro sarà molto difficile vedere perdere, vedendo i risultati delle Primarie nei circoli Pd) e un Renzi che rilancia la sua linea politica non solo interna al partito: «Con la Merkel – racconta in un altro passaggio – ho discusso. La flessibilità, con buona pace di Mario Monti, non ce l’hanno regalata, ce la siamo presa con fatica, e con quella per la prima volta la sinistra ha abbassato le tasse». Sul fronte delle primarie, nonostante le critiche per numeri e iscrizioni ricevute nell’ultima settimana, l’ex premier incalza gli avversari e i detrattori: «Restano un forte messaggio per certificare il consenso di un leader. Sarei per farle a livello europeo». E poi ancora, «Tanti giornali e tanti professori ce l’hanno con me? Contano zero, sono i voti che contano».

Ha perso la prima parte del congresso e delle Primarie Pd, ma il ministro Andrea Orlando a Otto e mezzo su la7 ha provato a rilanciare sia la sua posizione e proposta all’intero Partito Democratico e sia ha punzecchiato il suo ex premier sulla effettiva possibilità che possa poi essere rieletto premier. «Mi pare complicato che Matteo possa essere rieletto presidente del Consiglio», ha detto Orlando a Lilli Gruber l’altra sera. «Andiamo verso una riproporzionalizzazione del sistema e se si fa una coalizione non è detto che il leader del partito diventi leader della coalizione». Secondo la disamina del Guardasigilli, la reale possibilità che il candidato segretario fiorentino possa vincere le elezioni Nazionali è assai complicata e su questo proverà a puntare anche nelle prossime settimane di campagna elettorale verso le Primarie ai gazebo del prossimo 30 aprile. «Gentiloni è più bravo di Renzi come premier così come indicato dalla nostra costituzione, cioè primus inter pares che fa lavorare molto la squadra, lavora sui dossier. Renzi è stato un leader importante che ha proceduto a strappi».



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