Sondaggi elettorali Index: fiducia & governo, Renzi ‘straccia’ sia Letta che Monti

- Stefania La Malfa

Secondo i sondaggi elettorali, si riduce il distacco tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico divisi dallo 0,8%. Ultime notizie sulle rilevazioni di oggi 9 aprile 2017

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(LaPresse)

Nei sondaggi politici espressi nelle ultime settimane sul fronte della fiducia al Governo uno in particolare ha attirato la nostra attenzione, quello di Index Research. invece che la “consueta” analisi sulla fiducia attuale dei ministri e del premier, in questo sondaggio viene analizzato il paragone tra gli ultimi governi conclusi, ovvero il tecnico sostenuto da Abc (Alfano-Bersani-Casini), il primo governo Pd di questa legislatura a reggenza Enrico Letta e ovviamente il successivo esecutivo guidato da Matteo Renzi. A sorpresa si scopre come proprio il governo del giovane candidato segretario Pd sia stato al netto del fallimento del 4 dicembre e delle difficoltà “maggiormente positivo” rispetto agli altri due governi conclusi. Il 28% nei sondaggi diffusi da Index ha scelto Renzi e i suoi ministro, mentre il 58% li boccia su tutta la linea (anche qui dato da non sottovalutare, è comunque altissima come percentuale). Per Letta invece la scelta viene attuata da solo il 205 degli intervistati (bocciandolo il 61%) mentre per il professore “imposto” da Napolitano, il governo ha avuto un impatto in termini di “simpatia” e fiducia ai minimi storici, apprezzato solo dal 6%, bocciato dal 77£ degli elettori. (agg. di Niccolò Magnani)

E’ diminuito il distacco tra il M5s e il Pd? A detta dei risultati degli ultimi sondaggi elettorali di Euromedia Research sì: ci sarebbe infatti meno di un punto percentuale di differenza tra le intenzioni di voto degli italiani nei confronti di M5s e Pd. Secondo la rilevazione condotta per l’Osservatorio Politico Euromedia Research, nel periodo dal 24 al 25 marzo scorso, se si tenessero oggi le elezioni politiche, il 26,7% degli italiani voterebbe per il Movimento 5 stelle mentre il Partito Democratico arriverebbe al 25,9%. Il Pd deve fare i comunque anche i conti con i nuovi movimenti nati dalla scissione della sinistra interna. Queste ultime rilevazioni elettorali fanno emergere che Articolo Uno-Movimento democratico e progressista raccoglierebbe il 3,3% delle intenzioni di voto mentre altri partiti di centrosinistra (POSSIBILE+PISAPIA+altri) arriverebbero al 2,0%. Sinistra Italiana si attesterebbe al 3,1%. Per quanto riguarda i partiti di centrodestra ecco quali sarebbero le percentuali di preferenze da parte degli elettori: Forza Italia-Berlusconi il 14,0%, Lega Nord-Noi con Salvini il 13,8%, Fratelli d’Italia-Meloni-AN il 5,3%, Alternativa Popolare-Alfano +UDC l’1,8%.

E’ ancora basso il livello di fiducia degli italiani nei confronti del governo Gentiloni. A certificarlo sono gli ultimi sondaggi elettorali politici condotti dall’Istituto Ixè per il programma Agorà di Rai 3. La rilevazione è stata effettuata nel periodo dal 5 al 7 aprile scorso e secondo i risultati il 48% degli elettori ha poca fiducia nell’Esecutivo guidato da Paolo Gentiloni. Una percentuale significativa alla quale si aggiunge quella degli italiani che dichiarano di non avere alcuna fiducia, sono il 28%. Inferiori le percentuali di elettori che invece dichiarano di avere fiducia nel governo: per il 24% è molta + abbastanza, per il 22% abbastanza, infine solo per il 2% molta. Passando poi alla fiducia nei leader dei vari partiti, questi sondaggi elettorali politici indicano al primo posto, nonostante la bassa percentuale di consensi nei confronti del governo, proprio il premier Paolo Gentiloni che raccoglie il 27%. Al secondo posto della classifica, con il 24% si piazza l’ex premier Matteo Renzi. Poi a seguire, al terzo posto, a pari merito con il 19% la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il leader della Lega Nord Matteo Salvini. Segue con il 17% il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, chiudono la classifica il fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo e l’ex cavaliere Silvio Berlusconi entrambi al 16%. (aggiornnamento di Stefania La Malfa)

Sono oggetto degli ultimi sondaggi elettorali anche le prossime Primarie Pd. Dopo le dimissioni di Matteo Renzi, gli elettori saranno chiamati a scegliere il prossimo segretario del Partito Democratico, domenica 30 aprile. Secondo i dati degli ultimi sondaggi elettorali realizzati dall’Istituto di ricerche Bidimedia – Bi3 dal 30 marzo al 3 aprile scorso, l’ex segretario è in pole position per la riconferma alla carica e vola al 66% dei consensi, stracciando i due avversari. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando raccoglie infatti il 23% delle preferenze degli italiani intervistati mentre il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano si ferma solo all’11%. Sembra quindi, in base ai risultati di questi ultime rilevazioni, che Renzi non abbia rivali alle Primarie del Pd. Gli elettori potranno esprimere il proprio voto dalle ore 8 alle ore 20: chissà se qualcuno cambierà idea sul candidato da votare dopo il confronto tv tra Renzi, Orlando ed Emiliano, in programma il prossimo 26 aprile su Sky per la chiusura della campagna elettorale.

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