Sondaggi elettorali e politici/ Ixè, legge elettorale: il “sogno” maggioritario, bocciato Italicum-bis

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici ed elettorali, ultime notizie di oggi 12 maggio 2017: intenzioni di voto, bocciato il “Nazareno 2.0” tra Renzi e Berlusconi, il nodo alleanze e la distanza M5s-Pd

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Silvio Berlusconi chiede riabilitazione (Foto: LaPresse)

Controcorrente e in controtendenza: gli italiani rilevati nei sondaggi pubblicati da Ixè mostrano una preferenza contraria a quanto la politica in questi giorni sta presentando in Parlamento. Sulla legge elettorale infatti le forze politiche stanno cercando di arrivare ad un accordo per cambiare il Consultellum attualmente in uso, dato che in questo modo se si andasse alle urne domani la governabilità sarebbe alquanto a rischio per mancanza di un partito che assommi su di sé il 40% degli italiani. Ebbene, se in Parlamento le varie ipotesi si avvicinando molto a varie varianti del proporzionale, gli italiani intervista dai sondaggi Ixè dicono l’esatto contrario: “governabilità e ritorno al maggioritario” sono gli esiti di questo maxi sondaggio. Per il 37% bisogna ritornare alla “vecchia” maniera con il maggioritario per poter garantire maggiore governabilità, mentre solo il 17% si muove per il proporzionale, con il 27% completamente indifferente – “basta che si vada a votare subito” – e il 19% che invece si dice ancora non “pronto” e “padrone” della materia.

Renzi con Berlusconi, niet; Renzi con Bersani e Fratoianni, si può fare. I sondaggi politici elettorali prodotti da Index research sugli scenari che potrebbero prendere il via appena dopo le prossime Politiche si scopre come per gli elettori intervistati le alleanze possibili non riguardano un caso alla tedesca, ovvero le Larghe Intese su due fronti diversi degli schieramenti. Intendiamoci, se la legge elettorale rimane questa, la possibilità di creare alleanze diverrà un obbligo per tutti visto che non ci sono le condizioni per una maggioranza non diciamo stabile ma almeno reggibile per qualche mese, stante i numeri alla Camera. E allora via col valzer delle alleanze, a cui però gli elettori intervistati dal sondaggio di Index non vedono grandi alternative: stando ai numeri puramente statistici, Pd e Forza Italia insieme prenderebbe un 39,9% come percentuale alla camera, ma il gradimento che ne consegue è davvero ai minimi storici.

Non si vuole ripetere insomma un nuovo Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi, con solo il 15,6% che prenderebbe questa scelta ad oggi, contro il 41,8% di quelli che preferirebbero un Pd assieme alle Sinistre come Mdp e Sinistra Italiana. Ammesso e non concesso che Renzi, Bersani/D’Alema e Fratoianni possano mettersi d’accordo, impressa tutt’altro che semplice…

Nelle ultime intenzioni di voto prodotte dai sondaggi elettorali condotti da Tecnè si scopre come il Pd sia sì salito nelle ultime settimane rispetto al picco più basso appena dopo la scissione di Mdp, ma comunque resta dietro al Movimento 5 Stelle finora ancora il primo stabile partito in Italia (almeno per questo istituto statistico, visto che per altri la distanza pare assai più risicata). Pd al 27%, M5s al 32%, e dietro il consueto “vuoto”: il centrodestra mette in campo ancora intenzioni di voto interlocutorie con i tre partiti che assieme raccoglierebbero come i grillini ma che al momento non trovano una quadra per una alleanza comune.

Lega Nord al 12%, Forza Italia al 12,5%, Fratelli d’Italia invece “primo” dei partiti al di sotto della soglia del 10%; per la lista della Meloni un 4,5% che distanza il il 3,5% della nuova formazione di Bersani e D’Alema al 3,5% e senza ancora una vera progressione in termini di percentuali dopo due mesi di giovanissima storia parlamentare. Chiudono Sinistra Italiana al 2,5% dopo il “pensionamento” di Nichi Vendola e di Sel e Alternativa Popolare, con la stessa (bassa) percentuale statistica.

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