BRUNO VESPA/ Lettera alla Rai: “niente tagli al mio compenso, sono artista o giornalista?”

- Niccolò Magnani

Bruno Vespa, lettera alla Rai sul caos-retribuzioni: “niente tagli al mio compenso, sono giornalista o artista? Che differenza c’è con Fazio che fa Falcone?” lo sfogo e la missiva

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Matteo Renzi e Bruno Vespa a Porta a Porta (LaPresse)

“Cari consiglieri, non mi tagliate lo stipendio…”: Bruno Vespa sale in cattedra sul problema-caos del tetto compensi in Rai, dopo la totale sfiducia al piano news messo in piedi dal direttore Antonio Campo Dall’Orto. Lunedì scorso, quando il direttore è stato sfiduciato in Cda (senza però dimettersi per ora), è arrivata la lettera di una colonna della Rai sullo schermo da più di 30 anni con il suo Porta a Porta. Il governo ha di fatto escluso ogni tetto ai compensi degli artisti, con Viale Mazzini che potrà pagare a prezzi di mercato ma nello stesso tempo lo Stato chiede alla Rai di individuare quei giornalisti che pur rimanendo tali hanno ottenuto dei contratti di tipo artistico chiedendo su di loro di applicare il tetto di legge sui 240mila euro lordi annui (come deciso dalla Normativa di Legge sull’editoria del 2016). Ebbene, il buon Vespa scrive in maniera compunta una missiva avvelenata in cui a tutti i consiglieri chiede testuale: «Tra un Fabio Fazio che si occupa di Falcone e un Bruno Vespa che fa un programma su Ballando con le stelle chi è l’artista e chi il giornalista?». Il punto è chiaro: secondo il conduttore di Porta a Porta, non si possono fare distinzioni reali tra giornalisti e giornalisti “artisti”.

Lui, che possiede tra l’altro un contratto da artista, viene pagato dalla Rai molto di più dei 240mila euro lordi e nella sua missiva prova l’attacco: «Ha sempre sbagliato la Rai nello stipulare con professionisti che vengono dal giornalismo contratti artistici (è il caso di Vespa, ndr) che prevedono il versamento di contributi all’Enpals e agli enti previdenziali che l’hanno sostituito?». E non solo, come quarto punto della lettera-show, “bruno” nazionale va oltre: «Riconoscere carattere esclusivamente giornalistico a trasmissioni come Porta a porta o altre comporterebbe ovviamente la t mutazione in giornalistici di tutti i contratti in essere per chi vi collabora». Per Vespa quanto ipotizzato dalla Rai in queste ore sarebbe completamente “contra personam” (la sua, ndr) e frutto di pericolosi “sospetti” politici contro la sua posizione di prestigio in Viale Mazzini. «Sono fiducioso infine che la discussione su questo tema avvenga su basi esclusivamente giuridiche e di buon senso, allontanando il sospetto – alimentato da alcune dichiarazioni politiche e non solo – che si voglia immaginare qualche norma contra personam».



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