Cocaina in Parlamento/ “Strisce” nei bagni: i politici si difendono, “al massimo c’è qualche ubriaco”

- Silvana Palazzo

Cocaina nel bagno di Montecitorio, inchiesta del Fatto: “Scoperta effettuata prima di un’importante votazione”. Le ultime notizie sul caso che potrebbe proovcare un terremoto politico

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I politici si difendono dall’accusa di assumere cocaina in Parlamento. L’inchiesta del Fatto Quotidiano sulla droga alla Camera non piace, infatti, ai deputati, secondo cui potrebbe averne fatto uso una persona qualunque, visto che nei bagni di Montecitorio hanno accesso tutti. «No, non l’ho mai fatto», ha dichiarato Pippo Civati a Il Giornale. Il fondatore e segretario di Possibile, però, non si è detto sorpreso per la scoperta di tracce di cocaina nel bagno della Camera. «Il dato rilevante è che ancora una volta di più questo episodio sottolinea l’ipocrisia di alcuni esponenti politici», prosegue Civati. Poi la precisazione: «Abbiamo sempre sostenuto che al lavoro uno non può andare sballato; ovviamente il discorso vale per chi guida un bus e per chi siede a Montecitorio o Palazzo Madama». Il fronte su questo tema è compatto, da sinistra a destra. «I servizi igienici in questione non sono affatto dei deputati e tanto meno inaccessibili agli esterni, come scrive il giornalista che evidentemente della Camera conosce poco», la replica del capo ufficio stampa di Montecitorio. A taccuini chiusi c’è qualcuno che si sbilancia: «Più che altro c’è qualcuno che alza il gomito, basta farsi un giro in tarda mattinata alla bouvette, c’è anche chi fa colazione con un caffè corretto alla Sambuca e poi i caffè diventano due, tre e dieci». Per l’ex deputato del Partito Democratico, che resta anonimo, si tratta di un rispettato onorevole di lungo corso con un passato nella Democrazia Cristiana.

Una notizia clamorosa sta scuotendo Montecitorio, dove sono state trovate tracce di cocaina. La scoperta è stata effettuata da un giornalista, inviato di Fq Millenium, nel bagno maschile dei deputati lo scorso 29 marzo, «subito prima di un’importante votazione». Lo ha reso noto il Fatto Quotidiano, precisando che le tracce della sostanza stupefacente «sono state rinvenute sulla mensola all’interno di uno dei bagni». Il giornalista ha condotto diversi test con salviettine Nark II a base di cobalto tiocianato che ha acquistato in un negozio di Roma specializzato in dispositivi per indagini di polizia scientifica. Il risultato è stato positivo ed è stato confermato da una doppia prova. Quel giorno molti dei 400 deputati presenti si sono serviti del bagno prima di entrare in aula «per una votazione relativa al testo di legge su magistrati e politica». Non è stato precisato se il bagno analizzato dall’inviato sia usato esclusivamente dai parlamentari o se sia accessibili a tutti coloro che sono autorizzati all’interno di Montecitorio, quindi anche i giornalisti.

Un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano potrebbe provocare un terremoto a Montecitorio: tracce di cocaina sono state rinvenute nel bagno maschile dei deputati. Il giornale ha quindi maliziosamente posto un interrogativo: per quale motivo la legge firmata da 200 deputati per la legalizzazione del consumo ricreativo di cannabis è ferma dal 25 luglio, se in quella stessa istituzione si consumano droghe pesanti? Il Fatto Quotidiano ha assicurato di avere un video nel quale è documentata la sua inchiesta. Non sarebbe il primo a tal proposito, visto che nel 2006 Le Iene con uno stratagemma esaminarono i parlamentari, giungendo alla conclusione che uno su tre consumava droghe. La notizia creò non poco imbarazzo al mondo politico e le reazioni furono molto diverse tra loro: come riportato da Repubblica.it, Italo Bocchino, ad esempio, diede mandato all’avvocato Leone Zettier di adire alle vie legali nei confronti della trasmissione.

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