SONDAGGI ELEZIONI COMUNALI/ Mannheimer: favorito M5s. Buttaroni: no, mancano “disastri”. E a Genova…

- int. Carlo Buttaroni

Sondaggi elezioni Comunali 2017. Quanto conterà il voto locale a livello nazionale? I 5 stelle ritroveranno il successo? Ecco i commenti di sondaggisti tra cui CARLO BUTTARONI

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Mentre a livello nazionale le grandi forze di centrodestra e centrosinistra sono divise, a livello locale si assiste al paradosso che i grandi nemici di Renzi, quelli dell’Mdp, sosterranno i candidati del Pd. Stessa cosa per Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord che si sono accordati per correre insieme in quasi tutti i 125 i comuni in cui si vota. D’altro canto le elezioni amministrative hanno per ovvie ragioni un significato diverso da quelle nazionali: sono legate al territorio, o a come ha governato la giunta precedente. E i 5 stelle? Ilsussidiario.net ha sentito alcuni sondaggisti e la loro opinione è differente. Per Renato Mannheimer i 5 stelle, studiando i capoluoghi in cui si voterà, sulla carta non hanno chance di vittoria, ma restano comunque popolari anche in una città come Genova dove si sono divisi sul candidato: “Malgrado tutto sono forti e poi conta il clima nazionale, e da questo punto di vista la situazione di confusione che si è creata malgrado tutto favorisce i 5 stelle”.

Per Arnaldo Ferrari Nasi invece il movimento di Grillo non ha nessuna possibilità di vittoria perché a livello locale vince solo là dove la giunta precedente ha provocato disastri clamorosi, Parma e Roma sono l’esempio. Per questo, dice ancora, Grillo rischia di perdere un 10% di quanto oggi gli viene dato. Grande favorito alla rielezione è invece Pizzarotti, ormai fuoriuscito dai 5 stelle e che a Parma gode di grande popolarità.

Infine Carlo Buttaroni di Tecnè sottolinea il ruolo interessante di laboratorio politico che è la città di Genova e allo stesso tempo il rischio astensionismo: “Se fino a due settimane fa i sondaggi ci dicevano di una gran voglia della gente di partecipare al voto, adesso con il caos scoppiato a livello nazionale sulla legge elettorale, temiamo possa influire negativamente”. Con lui abbiamo approfondito l’argomento.

La notizia più curiosa delle elezioni amministrative di domenica è che in molti comuni si troveranno alleati Pd ed ex Pd, così come Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. Pensa che potrà essere un indicatore a livello nazionale?

No, non avrà conseguenze a livello nazionale, ricordiamo che nella Prima Repubblica la coalizione di governo non doveva rispecchiare quella locale. Abbiamo avuto una lunga tradizione di giunte Psi-Pci mentre a livello nazionale il Pci non è mai entrato al governo. Però queste alleanze ci dicono un altro dato interessante.

Quale?

Ci dice quanto il sistema elettorale condiziona le geometrie delle coalizioni. Il ballottaggio porta ad aggregarsi formazioni politicamente più omogenee. Il sistema locale bipolare produce dunque alleanze omogenee contribuendo così a facilitare il processo elettorale e politico.

Come andrà questa tornata elettorale per il Movimento 5 stelle?

I cinque stelle a livello locale fanno sempre fatica per l’incapacità di selezionare una classe politica, vediamo quello che è successo a Genova, e a costruire liste competitive. I casi di vittoria come a Roma sono legati al fallimento degli altri, dove c’è una tradizione di buona amministrazione per Grillo non c’è spazio.

A proposito di Genova, con una regione di centrodestra e un sindaco che non ha lasciato grandi tracce, pensa si assisterà al ribaltone?

Genova è un laboratorio molto interessante per chi studia fenomeni elettorali e sociali. La vittoria di Toti alle regionali poteva sembrare una parentesi, invece subito dopo Savona è andata al centrodestra anche lei. Il candidato del centrodestra a sindaco sembra poi molto competitivo. E infine teniamo conto che Toti sta ottenendo risultati in campo economico molto positivi, mentre l’amministrazione Doria non ha inciso sull’opinione pubblica. E’ una situazione molto aperta, l’offerta del centrodestra è molto competitiva, proprio perché si basa sui buoni risultati dell’amministrazione regionale.

E Parma?

Anche Parma è interessante da studiare, qui c’è stata la prima e più importante frattura dei 5 stelle e poi un avvicinamento di quell’area del centro sinistra ai fuoriusciti dei 5 stelle. Una congiunzione fra due aree con culture diverse che, a seconda del risultato elettorale, potrebbe dare indicazioni interessanti.

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