Brogli elezioni comunali 2017/ Segnalazioni, complotti, rumors sulle amministrative: foto nei seggi elettorali

- Roberto Barelli

Come a ogni elezione c’è chi denuncia brogli elettorali, accusando questo e quello. Per ora si segnalanp il caso delle schede pre-votate e un errore tecnico del comune di Palermo

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Elezioni Comunali Amministrative 2018, Toscana e Umbria (LaPresse)

Ancora segnalazione riguardo ai possibili brogli elettorali nelle Amministrative 2017. In provincia di Napoli sono diverse le segnalazioni giunte riguardo a misteriosi illeciti, tutte estremamente preoccupanti. Alle 9 di questa mattina, infatti, nel seggio di Baia sono intervenuti i Carabinieri a causa di un uomo sorpreso a fotografare la scheda elettorale. Ad attirare l’attenzione dei presenti è stato il rumore dello scatto del cellulare. In base a quanto riporta Napoli.zon, l’uomo sopracitato è stato denunciato ed il suo voto annullato all’istante. Situazione identica anche ad Acerra, dove una donna è stata pizzicata con una foto sospetta sul suo cellulare. La Digos è intervenuta su richiesta dei rappresentati di lista e si è scoperto che la donna aveva fotografare la scheda appena votata. [Aggiornamento a cura di Morgan K. Barraco]

Sui brogli veri interviene la magistratura e – come dimostra il caso clamoroso delle 321 schede contenenti un facsimile con indicazioni di voto trovate nell’abitazione di una persona in provincia di Napoli – anche “in tempo reale” con arresti e nel modo più duro possibile per garantire un regolare svolgimento delle elezioni. 

Tuttavia su internet fioriscono, come ogni volta, le accuse di brogli elettorali. A Palermo un errore tecnico da parte del Comune un po’ simile a quanto successo in parlamento l’altro giorno quando si è votato sulla legge elettorale, ha reso visibile a tutti una simulazione di voto sul sito del comune. Niente di grave, nessun broglio, ma naturalmente si sono scatenati i complottisti. Ovviamente perché al primo posto dei più votati c’era il sindaco uscente Orlando con il 40% dei voti. A seguire Ferrandelli del centrodestra con il 33% e poi il candidato cinque stelle Fiorello con il 15%.

Tutto questo è successo ancora prima dell’inizio del voto e per gli avversari di Orlando si tratta un tentativo di alterare le intenzioni di voto degli elettori. Per i cinque stelle in particolare, ma anche la signora Vardera candidata sindaco si tratta di “un’inaccettabile violazione” mentre Ferrandelli parla di vicenda grottesca. Ci sono volute alcune ore perché il comune rispondesse a quanto era successo: “Con riferimento ad una pagina pubblicata oggi da alcuni siti internet e che riportava alcuni dati di simulazione del sistema si precisa che la stessa era meramente un link di test e non una pagina pubblica (come si evince anche dai link sopra riportati) e che sono in corso accertamenti sull’identità del dipendente che l’ha diffusa all’esterno ingenerando confusione. E’ pertanto destituito di qualsiasi fondamento che la pagina riportasse un “sondaggio” come per altro facilmente deducibile dalla scritta riportata nella stessa”.

Sempre a Palermo nella scuola Rosolino Pilo alcuni presidenti di seggio non hanno trovato il registro cellulari, registro per gli infermi e quello per il voto di militari e naviganti”. Scorrendo twitter si dà per scontato che queste elezioni come tante altre siano pregiudicate dai brogli: torna infatti la famosa minaccia della matita cancellabile e si consiglia come al referendum di “leccare le matite prima di votare, altissimo rischio brogli”. E chissà perché, si chiamano in causa le ultime elezioni: “In Italia il sistema elettorale va cambiato non assicura trasparenze, le ultime elezioni pene di brogli elettorali”. Quelli che spaventano di più sono sempre i voti degli italiani all’estero: “Mi auguro che il M5S chieda di togliere il voto estero, basta brogli e compravendite con fece Matteo Renzi col referendum”. Peccato che Renzi quel referendum lo ha perso.

E anche se non è un broglio vero e proprio, il canddiato della lista di Forza Italia a Buccinasco, ha postato sulla sua pagina facebook la sua scheda dopo il voto, fatto che è vietato per legge.

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