Sondaggi Elezioni Comunali 2017/ Risultati, Camera: come cambia tra ‘tedesco’ e ‘Consultellum’

- Niccolò Magnani

Sondaggi Elezioni Comunali 2017, risultati e intenzioni di voto di oggi 14 giugno 2017. Genova-Verona, dove sono finiti i voti del 2012? M5s prima lista, nonostante le Amministrative

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Elezioni Comunali Amministrative 2018, Toscana e Umbria (LaPresse)

In piena corsa ancora per i ballottaggi delle Comunali, la situazione nazionale sembra in “standby” eppure i sondaggi politici prodotti sulla Camera danno importanti novità anche sul fronte della “annosa” legge elettorale, tutt’ora nervo scoperto di tutti i partiti dopo il fallito accordo in Aula sul Tedeschellum. Secondo lo studio condotto da Tecnè, il sondaggio mostra come sarebbe la Camera con il modello proporzionale tedesco e come invece con il Consultellum, la legge al momento in carica per poter andare a votare (decisa dalla Corte Costituzionale). Ebbene, il Pd con il 29,2% dei voti prenderebbe 196 voti con il tedesco e 182 con il Consultellum; M5s (29,7%) va invece a 198 con il primo sistema, 184 con il secondo.

Per Forza Italia (13,5%) 89 i seggi con il sistema fallito in Aula, 83 invece con l’attuale legge, simile la Lega Nord con 81 seggi con tedeschellum e 75 con il secondo sistema. Fratelli d’Italia, Alternativa Popolare fuori dal Parlamento con la prima legge, 24 e 20 seggi se andasse al voto domani, la Sinistra Unita invece potrebbe avere una chances di 47-43 seggi, se appunto si presentasse con tutte le liste in coalizione e non da sole.

Secondo i dati offerti dopo la giornata di Risultati per le Elezioni Comunali dai sondaggi e i flussi di YouTrend, un dato interessante viene offerto sulle città di Verona e Genova: rispetto ai voti del 2012, il Pd e la Lista Tosi (all’epoca alleata con la Lega) ha perso evidentemente molti punti che non hanno compromesso l’arrivo al ballottaggio ma che rischiano seriamente di complicare i piani per il secondo turno contro il centrodestra unita nelle due importanti città. I flussi di voto prodotti per Genova mostrano come ben la metà degli ex elettori di Marco Doria nel 2012 sono finiti a Crivello ma l’altra metà è stata “persa” verso altri candidati, molto probabilmente proprio quel Bucci del Centrodestra che ora è favorito per le Amministrative del 25 giugno.

Per Pirondini invece (M5s) un terzo dei voti di Putti se li è assicurati, mentre gli altri li ha persi determinando la debacle della lista sostenuta da Beppe Grillo nella sua città. A Verona invece, il 36% degli elettori di Tosi nel 2012 è andato verso il favorito Sboarina, mentre solo il 24% verso la compagna dello stesso ex sindaco, Patrizia Bisinella, decretando il ballottaggio tra due componenti che nell’ultimo consiglio comunale sedevano dalla stessa parte.

Ha perso alle Elezioni Comunali, non ha raggiunto i ballottaggi praticamente da nessuna parte consistente di quelle al voto, eppure i sondaggi premiano ancora una volta il M5s come prima lista in tutta Italia, per eventuali Elezioni Politiche nel breve periodo. I problemi rimangono, eppure a livello nazionale i grillini vengono visti ancora come la miglior opzione per il post-Pd di questi 5 anni. I sondaggi prodotti da Index Research mostrano che il 30,1% è ad appannaggio di Grillo e Di Maio, mentre il Pd insegue lontano a 26,4. È vero, manca la maggioranza per tutti – la legge elettorale andrà rifatta, altrimenti il problema vero avverrà dopo le urne – ma intanto il Pd paga l’uscita di Mdp (3,6%) e il Governo negli ultimi 5 anni non farciti di troppi successi.

Seguono Lega Nord al 13%, Forza Italia allo stesso livello e Fratelli d’Italia al 4,9%. Male Sinistra Italiana, 2,2%, e Alternativa Popolare con il 2%. Indecisi ancora fermi al 18,2%, mentre in totale astensione il 37,4% degli intervistati nel sondaggi, un dato ancora alto che non può continuare ad essere “ignorato”.

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