PIAZZAPULITA/ Video, Massimo D’Alema dà dello stupido a Marco Damilano

- Paolo Vites

Scontro in televisione tra Massimo D’Alema e Marco Damilano sulle responsabilità della caduta del governo Prodi nel 1998, vola qualche parolina di troppo ecco il video

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Foto di repertorio, La Presse

Baffino (per lo scrittore Pansa Baffino d’Acciaio), spezzaferro, professorino, leader Massimo. Nel corso degli anni Massimo D’Alema si è meritato diversi e divertenti soprannomi, tutti ispirati a un caratterino che lo distingue rendendolo antipatico ai più. Uomo tutto d’un pezzo, comunista ancora nel profondo, non sorride mai o quasi e ne ha per tutti, con commenti acidi e molto, molto cattivelli. D’altro canto per sopravvivere nel mondo della politica ci vuole un bel pelo sullo stomaco e appunto un baffino d’acciaio.

L’ultimo episodio, ma non è dei peggiori, in cui lo spirito combattivo dell’ex leader del Pd è venuto alla ribalta è accaduto durante l’ultima puntata del programma Piazza Pulita. In studio c’era come sempre il giornalista Marco Damilano dell’Espresso, che non è neanche lui esattamente un mostro di simpatia per il modo snob e pignolo con cui tratta i suoi interlocutori. Si discuteva del presente e del passato del centrosinistra quando il giornalista ha accusato D’Alema di essere il responsabile della caduta del governo Prodi nel 1998, governo di centrosinistra di cui D’Alema era parte integrante. Fu peraltro il primo governo di sinistra in Italia, qualcosa di clamoroso, ma tanto successe che alcuni dei parlamentari della maggioranza sfiduciarono Prodi, cosa che portò al suo posto proprio D’Alema.

L’ex Pd non ha perso un istante e ha lanciato il suo baffino d’acciaio immediatamente quando Damilano ha insistito che D’Alema vorrebbe rifare l’Ulivo. Ma chi l’ha detto chiede D’Alema. Lo ha detto Renzi l’altro giorno dice il giornalista. Al che D’Alema senza perdere un briciolo di freddezza commenta: “E lei lo ripete come un pappagallo, è una stupidaggine”. Ma il giornalista si incamponisce: “Non riapriamo il passato, quando lei disse a Prodi stai sereno”. Non lo avesse mai detto. D’Alema si irrigidisce, cala il silenzio più totale in studio, un silenzio di gelo: “Lei è uno stupido” risponde il politico. Poi si ricompone e chiede scusa: “L’ho trattata in modo rude e inappropriato”, come avrebbe fatto un professorino che perde la pazienza con un alunno un po’ troppo agitato.



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