TALE PADRE, TALE FIGLIO?/ I genitori fascisti di Di Battista e Di Maio, legge naturale e macchina del fango

- Paolo Vites

E’ caccia alle simpatie politiche dei padri per squalificare i figli parlamentari? Secondo Repubblica, il fascismo dei genitori di Di Maio e Di Battista si applica anche a loro

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Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, M5S (LaPresse)

Secondo le consuetudini della legge naturale, chi ha un padre interista normalmente diventa tifoso milanista, e chi ha un padre comunista, cresce con simpatie verso l’estrema destra. O viceversa. Per ragioni innate, infatti, i figli tendono ad andare in direzione opposta a quella dei genitori, sostanzialmente per manifestare una identità personale e non dipendente, insomma per diventare se stessi. Naturalmente accade che un figlio cresca identico al padre, magari quando la personalità del genitore è di quelle che tendono a imporsi. Tutto questo per dire quanto l’articolo pubblicato da Repubblica sul caso dei genitori dei due leader pentastellati Di Maio-Di Battista appaia un po’ farraginoso e molto insinuante. Insomma, cosa è successo? E’ venuto fuori che i genitori di entrambi sono stati e ancor oggi si dichiarano orgogliosamente fascisti. Per la legge dell’automatismo, sembra di capire che altrettanto sarebbero i due rampanti politici del movimento di Beppe Grillo.

“Una cosa accomuna del resto Di Maio e Di Battista, i dioscuri del grillismo: i rispettivi padri sono stati ferventi missini; Antonio Di Maio, imprenditore edile a Pomigliano d’ Arco, con solide amicizie nel centrodestra napoletano, tentò tre volte di entrare in consiglio comunale negli anni Ottanta e Novanta: senza successo; Di Battista senior, commerciante di prodotti idraulici a Fabrica di Roma, vi riuscì, nel consesso di Civita Castellana” si legge. Sembra anche che Vittorio Di Battista si sia imbucato al matrimonio dell’attuale ministro Franceschini per poterlo insultare davanti a tutti. Lo stesso aveva fatto con Massimo D’Alema quando lo incontrò un giorno all’isola di Corfù. Un personaggio insomma più da film Amici miei che un pericoloso squadrista… La colpa di Di Maio invece sarebbe quella di aver detto pochi giorni fa: “c’è chi guarda a Berlinguer, chi alla Dc e chi ad Almirante”. Vittorio poi da buon italiano ha preso altre strade arrivando a candidarsi per l’Italia dei valori. Nella sua autobiografia il figlio però parla chiaro: “Le scelte di mio padre sono di mio padre, io in passato ho sempre votato a sinistra pur poi pentendomene”.

E allora? E allora niente, l’importante è sempre muovere la macchina del fango. I cinquestelle avranno un sacco di colpe, ma andare a cercare le scelte politiche dei padri o magari dei nonni per suqalificarli, sembra un giochino da chi si sente l’acqua alla gola…

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