INCHIESTA CONSIP/ Vicecomandante Noe indagato per depistaggio: avrebbe coperto le false accuse a Tiziano Renzi

- Niccolò Magnani

Inchiesta Consip, vicecomandante Noe indagato per depistaggio: ultime notizie, svolta sul caso oggi 7 giugno 2017. Avrebbe coperto Scafarto nelle false accuse a Tiziano Renzi

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Indagati genitori di Matteo Renzi (LaPresse)

Nuova svolta clamorosa nel caso Consip, le indagini su più filoni contro la concessionaria dello Stato che fornisce servizi e appalti per la pubblica amministrazione e per la quale sono coinvolti e indagati anche il papà di Matteo Renzi e il ministro Luca Lotti. Come riporta l’Ansa, è indagato per depistaggio il vicecomandante del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) per aver, pare, coperto il suo sottoposto Giampaolo Scafarto, ritenuto responsabile a sua volta di avere riportato false informative a carico di Tiziano Renzi. Il numero 2 dell’Arma è stato sentito oggi a Roma e come riporta Repubblica, «Il vicecomandante, Alessandro Sessa, è appena entrato all’interrogatorio con il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi che lo hanno iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta su Consip».

L’ufficiale nelle scorse settimane era stato sentito dagli inquirenti come persona informata sui fatti proprio sul conto di Scafarto, ma ora è indagato lui stesso perché ritenuto aver depistato le indagini “coprendo” il suo sottufficiale. Sessa avrebbe mentito negli interrogatori, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, proprio sui presunti falsi rilasciati dal ufficiale Noe durante le prime indagini sulla Consip, nel corso della sua audizione come testimone. 

Va ricordato che il “falso” più clamoroso reso per settimane contro Tiziano Renzi prevedeva proprio l’accusa di vari incontri tra il padre dell’ex premier e l’imprenditore in carcere per corruzione, Alfredo Romeo. «Peccato che quella frase, come riportavano correttamente i brogliacci, fosse stata pronunciata dall’ex onorevole Italo Bocchino, collaboratore di Romeo, con riferimento all’ex presidente del Consiglio» spiegava Repubblica un mese fa rispetto alla prima clamorosa svolta sul caso Consip. Intanto oggi, con un lungo messaggio su Instagram, replica proprio Matteo Renzi lanciando qualche provocazione dopo le ultimissime novità sulle indagini Noe e Consip: «Lo so, lo so. Oggi bisognerebbe dare sfogo alla rabbia. All’improvviso scopri che nella vicenda Consip c’è un’indagine per depistaggio, reato particolarmente odioso, e ti verrebbe voglia di dire: ah, e adesso? nessuno ha da dire nulla? tutti zitti adesso?».

Il segretario dem poi conclude il suo post con la “relativa” tranquillità di chi vede davanti a sé solo buone nuove rispetto a quanto rischiava di delinearsi mesi fa all’uscita delle prime indagini: «La giustizia farà il suo corso, la legge elettorale passerà se ci saranno i numeri, i commentatori polemici riconosceranno la serietà del nostro comportamento. Basta sapere aspettare e noi non abbiamo fretta».



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