RISULTATO ELEZIONI GRAN BRETAGNA2017/ Governo-bis May, addio ‘hard-Brexit”? “Nessun ritardo” (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Risultati Elezioni Gran Bretagna 2017, ultime notizie di oggi 9 giugno 2017: May perde la maggioranza assoluta in Parlamento, cresce il Labour e si pensa a governo Tory-Dub (nordirlandesi)

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Theresa May, foto LaPresse

Con la vittoria “azzoppata” di Theresa May alle Elezioni in Gran Bretagna, si può dunque dire addio alla “hard-Brexit” ipotizzata dalla leader Tory, un’accordo ad ogni costo contro l’Ue? Probabilmente sì, con i numeri risicasti in Parlamento che non consentiranno probabilmente ai Conservatori di dettare “troppa” legge, come invece sperava notevolmente la premier di nuovo eletta dopo l’incontro con la Regina Elisabetta. La stessa May nel suo primo discorso dopo la mezza-vittoria alle urne ha rilanciato la Brexit come tema principale per non perdere altro tempo, con importanti novità già nelle prossime settimane per via dei primi incontri con Bruxelles sul tema dell’uscita da Ue.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker spera che l’Ue non debba trovarsi di fronte a “ritardi supplementari” nella conclusione dei negoziati sulla Brexit, e su questo la May ha garantito, «non ci sarà alcun ritardo per le trattative. Formerò un governo per attuare la Brexit e mantenere il Paese sicuro». La scommessa non ha pagato, e assomiglia sinistramente all’azzardo concesso da David Cameron proprio sul concedere il referendum della Brexit: poi la “testa” di Cameron saltò, quella della May resisterà?

La Regina Elisabetta ha affidato il nuovo Governo in Gran Bretagna, dopo il risultato contraddittorio delle Elezioni, a Theresa May che costituisce il secondo governo consecutivo, questa volta in forza con gli unionisti nordirlandesi del Dup. Ora la notizia è ufficiale, con la premier che ha tenuto i primo discorso da rieletta davanti a Downing Street: «Formerò un governo per attuare la Brexit e mantenere il Paese sicuro, la Regina Elisabetta mi ha autorizzata a formare un nuovo esecutivo», spiega Theresa May, scura in volto per un risultato certamente non sperato alla vigilia.

«La Gran Bretagna adesso ha bisogno di certezze” e i conservatori sono gli unici che possono garantirle; Adesso mettiamoci a lavorare, ‘Let’s work!», ha concluso nel breve discorso la premier appena rieletta. Da ultimo, la May ha confermato che i Tories faranno governo con gli unionisti del Dup, «i due partiti sono accomunati da una “forte relazione” che va avanti da anni».

Si attende ormai solo l’annuncio ufficiale dopo l’incontro con la Regina, e poi sarà il via del Governo May-bis, ma senza grandi successi o festeggiamenti. I Labour rimangono infatti in minoranza in Parlamento ma anche i Tory, che sfiorano soltanto la soglie di 326 seggi per avere la maggioranza assoluta. E allora la May, che esce sconfitta dalla battaglia elettorale e dal risultato in Gran Bretagna, viene “salvata” dagli unionisti del Nord Irlanda, che entrano così a sorpresa nelle stanze dei bottoni insieme ai conservatori. Intanto è record di donne elette a Westminster: stando ai calcoli della Press Association, le nuove parlamentari “in rosa” saranno 200, superando così il record precedente del 2015 (191). È il Labour il partito che rappresenta di più le donne candidate, con Jeremy Corbyn che anche per questo motivo ha avuto un largo successo sulle fasce più giovani della società inglese.

E alla fine sembra essere confermato che il nuovo governo in Gran Bretagna, dopo il risultato non certo convincente delle elezioni Politiche, sarà una alleanza Tory e unionisti del Dup, il partito dei nordirlandesi. Per evitare di lasciare scoperta la preparazione rispetto al primo importante colloquio sulla Brexit con la Ue il prossimo 19 giugno, la May starebbe forzando le tappe e sarebbe addirittura già pronta a nominare i ministri già in giornata. A breve il colloquio con la Regina Elisabetta dove verrà formalizzato il nuovo esecutivo che per forza di cose dovrà tenere conto dei nuovi alleati del Dup, dato che la maggioranza uscita dalle urne non vede l’aumento sperato dei seggi (motivo per cui la May aveva indetto elezioni anticipate) ma anzi ne ha persi addirittura 12.

Secondo Sky News l’accordo con Dup è cosa fatta mentre fioccano le dimissioni, il leader Ukip è il primo a lasciare dopo il fallimento di non aver raggiunto neanche un seggio in Parlamento, il Primo Ministro Tory è pronto per nominare i ministri entro questa sera. 

Alle ore 13.30, fa sapere Downing Street, il premier uscente Theresa May è convocata dalla Regina Elisabetta II per formare il nuovo governo: i Tories infatti, nonostante abbiano perso la maggioranza assoluta – risultato elezioni definitivo vede Tory a 318 seggi e Labour a 261 seggi – restano il primo partito in Gran Bretagna e per questo motivo hanno il diritto-dovere di provare a formare un governo. Probabilmente, vista la convocazione così presta, è assai possibile che la May si presenti dalla Regina con in mano un accordo chiuso con qualche altra forza politica minoritaria, come i Dup nordirlandesi ad esempio.

Inutile dire che l’incontro di Buckingham Palace resta decisivo per capire come e con quali forze la May si presenterà in Parlamento per affrontare i prossimi anni di governo tra Brexit, richieste di indipendenza degli altri stati del Regno Unito e ovviamente la pressante minaccia del terrorismo.

Il risultato delle Elezioni in Gran Bretagna è l’unica cosa di chiara in questa prima mattina post-voto: Theresa May e il suo Tory hanno perso clamorosamente la maggioranza assoluta, rimanendo il primo partito votato in Regno Unito ma si avvia al massimo ai 318 seggi, non bastevoli per la maggioranza che significa governo, ovvero la soglia di 326 sui 650 seggi di Westminster. Questo significa ovviamente fallimento piuttosto netto del primo ministro uscente che però non si dimette, nonostante le pressioni dello stesso Corbyn (che con il suo Labour compie il “miracolo” e prende 261 seggi, +31 rispetto allo scorso Parlamento) «Theresa May ha perso sostegno, ha perso seggi e ha perso voti, io credo sia abbastanza perché se ne vada».

La premier che ha indetto elezioni anticipate per guadagnare più seggi e compiere con più libertà gli accordi della Brexit, non solo perde la scommessa ma si ritrova con un danno grosso come la casa visto che ora il governo non c’è e bisognerà ottenere un accordo di governo minoritario. Una sconfitta su tutti i fronti. 

Questa mattina sono cominciati i primi colloqui tra i Conservatori della May e gli Unionisti Nordirlandesi del Dup, al momento gli unici con i numeri per poter formare un governo di alleanza, anche se di impatto e forza ovviamente minoritario rispetto a qualsiasi progetto pensato dalla May prima di queste Elezioni in Gran Bretagna. Il risultato costringe i Tories a proporre accordi, mentre il Labour si è già detto pronto ad un Governo di Minoranza con lo Scottish Party di Nicola Sturgeon, spettro e spauracchio di tutti i mercati.

Intanto pesano i colloqui del 19 giugno prossimo con la Ue per la semprepresente Brexit: secondo Sky News la premier britannica Theresa May non vuole permettere a Bruxelles di rinviare i negoziati sulla Brexit col pretesto che “non c’e’ un governo in Gran Bretagna”. Insomma un caos per ora ragionato che potrebbe però nei prossimi giorni generare non pochi problemi al sistema di potere del Regno Unito.

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