SALVINI CONTRO PAPA FRANCESCO/ Sì allo Ius soli? Lo faccia in Vaticano

- Silvana Palazzo

Salvini contro papa Francesco: “Sì allo Ius soli? Lo faccia in Vaticano”, ha dichiarato il segretario della Lega Nord su Facebook. Intervento duro dopo le parole di oggi del Pontefice

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Matteo Salvini (foto Lapresse)

Nel mirino di Matteo Salvini finisce anche papa Francesco. Il leader della Lega Nord ha attaccato il Pontefice, che oggi ha di fatto dato il suo appoggio alla legge in cantiere sullo ius soli. «Se lo vuole applicare nel suo Stato, il Vaticano, faccia pure», ha dichiarato la guida del Carroccio, che ha usato Facebook per commentare le parole di Bergoglio in occasione del suo messaggio per la Giornata internazionale del migrante e del rifugiato. «Da cattolico non penso che l’Italia possa accogliere e mantenere tutto il mondo. A Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare. Amen. #stopinvasione», ha aggiunto il segretario della Lega. Se papa Francesco è andato a gamba tesa sul Parlamento italiano invocando lo ius soli, oltre a invocare la possibilità per gli immigrati di accedere al sistema pensionistico e sanitario, è intervenuto in maniera ruvida Matteo Salvini. Parole dure con cui il leader della Lega Nord è tornato ad attaccare il Pontefice.

IUS SOLI, SCONTRO TRA CHIESA E POLITICA

La nazionalità va riconosciuta e certificata a tutti i bambini, a cui va garantito anche l’accesso regolare all’istruzione primaria e secondaria: questo il messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrerà il prossimo 14 gennaio. Il Pontefice ha preso posizione sullo ius soli, manifestando il suo sostegno anche allo ius culturae, visto che ha chiesto che venga riconosciuto il diritto a completare il percorso formativo nel paese d’accoglienza. Una richiesta che può essere soddisfatta solo con un cambio culturale e un’alleanza tra tutte le istituzioni: per questo ha promosso ancora una volta la cultura dell’incontro, che può favorire l’integrazione. A nome della Chiesa, si è detto disponibile a fare la sua parte, ma ha chiesto il contributo della comunità politica e della società civile, «ciascuno secondo le responsabilità proprie». In ogni caso non va abbassata la guardia sulla sicurezza: «È necessario formare adeguatamente il personale preposto ai controlli di frontiera».



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