DALLA CINA/ Lao Xi: i migranti e quel vizio tutto italiano di voler arruolare il Papa

- Lao Xi

“Ci dispiace doverlo dire da Pechino agli amici italiani: non si vota il Papa alle prossime elezioni al Parlamento. Per lui si è votato una volta sola”. Ma i giornali lo capiscono? LAO XI

immigrazione_migranti_clandestini_sbarchi_5_lapresse_2017
LaPresse

Caro direttore,
che sta succedendo alla politica italiana? Il Papa si è iscritto a un partito di sinistra e quindi c’è chi è pronto a votarlo e chi no? Questa è l’impressione che se ne ricava, almeno a leggere i giornali italiani.

Ci dispiace doverlo dire da Pechino agli amici italiani: non si vota il Papa alle prossime elezioni al Parlamento. Per lui si è votato una volta sola (e i non italiani erano una minoranza) con un rito che, per chi crede, rappresenta la volontà dello Spirito Santo non di una nazione.

Alle altre elezioni non si presenta. Anzi a rischio di dover essere smentito dai tanti che sono pronti in Italia a votare per o contro di lui, oserei dire che proprio non parla agli italiani. Lui parla al suo pubblico ristretto di 1,3 miliardi di cattolici e al suo pubblico allargato di 7 miliardi di uomini nel pianeta (tra i quali ci sono anch’io, che sto tanto lontano).

A me e agli altri non dice come scegliere alle urne, ma semplicemente che c’è un problema gigantesco nel mondo, quello dei flussi migratori. Per risolvere questo problema — lui ha detto — occorrono ponti e non muri e ha accolto migranti a Lampedusa e a Lesbo.

Ma né agli Usa né all’Italia né alla Grecia ha assegnato quote di accoglienza (mi sbaglio?). Non mi sono accorto che abbia convocato, bacchetta alla mano, presidenti e primi ministri assegnando loro obiettivi da raggiungere per spostare X persone da Africa, Asia o America Latina.

Che io abbia visto, ha parlato al mondo di un principio umano. Come possa essere realizzato il principio sta poi a ciascuno nel suo ambito. E quindi ha condannato anche le mafie che speculano nei traffici di uomini, oggi moderni traffici di schiavi.

Nemmeno il segretario di Stato Pietro Parolin ha tirato le orecchie al ministro degli Interni italiano, Minniti, alla polizia o chi per loro. Io ho capito che ha condannato la violenza, e soprattutto Parolin ha invitato ad abbandonare le polemiche e ad essere costruttivi.

Quindi questo forse dice la Chiesa: ci sono dei principi da tenere in mente e la Chiesa invita a essere costruttivi. Chi non vuole cacciare gli immigrati cosa propone di fattivo per accoglierli? Chi non li vuole cosa propone di fattivo per farli sparire come nebbia al sole?

La vita è una opzione non tra scelte ottime, ma tra scelte tutte pessime. Se fossero ottime saremmo nel paradiso terrestre o finalmente sbarcati a Utopia (a seconda delle preferenze di fede). Quindi quali sono le scelte migliori tra quelle cattive che abbiamo davanti? Se gli italiani ignorassero il resto e si fermassero qui, forse con il problema dei migranti sarebbero già a metà del guado.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori