DIETRO LE QUINTE/ Sicilia, il piano di Berlusconi dietro il “tandem” Musumeci-Armao

- Manlio Viola

Diviso, il centrodestra sa di perdere. Unito, può giocarsi la partita con M5s. Berlusconi ha scelto, ma non ufficializzato la decisione. Guai se ora ci fosse una spaccatura. MANLIO VIOLA

nello_musumeci_1_sicilia_lapresse_2017
I furbetti della 104 , Sicilia: Nello Musumeci - La Presse

“I candidati vengono scelti dalle coalizioni. Ho sempre pensato che le idee venissero prima degli uomini. Quindi, chi sarà il candidato a governatore è solo una delle questioni sul tavolo. Vediamo le idee che ci sono in campo, non è ancora finito il confronto dei partiti della coalizione”. Sta in queste poche parole pronunciate dall’avvocato Gaetano Armao, la sintesi della situazione siciliana del centrodestra in vista della scelta del candidato presidente della Regione. Da un paio di giorni, ormai, circola con insistenza la voce di una scelta già fatta. Nello Musumeci sarebbe il candidato presidente in ticket con Armao che otterrebbe, in caso di vittoria, posto in giunta e vicepresidenza. Ma già quando la notizia era circolata la prima volta sia Armao che Musumeci avevano smentito una simile scelta. Entrambi sono in contatto con Silvio Berlusconi. 

Ma allora vediamo chi sono i due candidati che il centro destra dovrebbe assolutamente evitare di mettere l’uno contro l’altro in virtù di ciò che rappresentano. 

Gaetano Armao, avvocato di grido ed assessore tecnico nel governo Lombardo prima ai Beni culturali e poi all’Economia. Nell’era Crocetta è stato uno strenuo oppositore, pur dall’esterno dell’Ars, delle attività del presidente della Regione. Postosi alla guida degli autonomisti, ha contestato soprattutto le scelte del governo che ha rinunciato ai contenziosi con lo Stato in cambio di “pochi spiccioli”. Conti alla mano Armao ha dimostrato che il contenzioso, una volta a termine (e in un caso la sentenza favorevole è arrivata ma è stata inapplicabile) avrebbe portato nelle casse della Regione risorse dieci volte superiori a quelle ottenute con gli accordi. Questo senza considerare il dato politico sull’applicazione dello statuto autonomistico. Competente e preparato, Armao oggi guida gli “indignati”, i siciliani che si ritengono traditi nella gestione della Regione. A Berlusconi è stato presentato da Gianfranco Miccichè ed è stato “amore a prima vista”, passateci il termine. La passione e la preparazione di Armao hanno convinto il Cavaliere.

Nello Musumeci, politico di lungo corso, ha amministrato bene l’allora Provincia regionale di Catania. Forza Italia si è spaccata per sostenerlo. Deputati, coordinatori e amministratori azzurri del catanese si sono schierati con lui apertamente. Lo stesso hanno fatto uno dei due eurodeputati siciliani di Forza Italia e i deputati regionali in carica. C’è da dire che nella maggior parte dei casi si tratta di forzisti, sì, ma di ex An che con Musumeci hanno un trascorso politico e apprezzano l’uomo. Un signore d’altri tempi, Musumeci, che nel 2012 tentò la corsa alla residenza contro Crocetta. Perse perché il centrodestra si spaccò trasversalmente. Un errore da non ripetere. Da deputato a capo dell’opposizione è stato presidente della Commissione regionale Antimafia proprio nella legislatura che va a chiudersi.

Unito, oggi il centrodestra siciliano può giocare la partita e tentare di vincerla, anche se non è semplice con un contendente 5 Stelle molto forte. Diviso, il centrodestra sa di essere perdente. La scelta va fatta presto e deve essere la più inclusiva possibile per giocare una partita ad armi pari. E il tempo stringe ormai.

Manlio Viola è direttore di blogsicilia.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori