DIETRO LE QUINTE/ Il tiro “mancino” di Berlusconi a Salvini in Sicilia

- Daniele Marchetti

Per Salvini i giochi sono fatti: il candidato del centrodestra è Musumeci, e Berlusconi finalmente se ne è convinto. Figuriamoci: andrà in tutt’altro modo. DANIELE MARCHETTI

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Centrodestra unito (LaPresse)

In politica quando si rischia di perdere, si grida al goal. Così, i trionfali annunci e le pavoneggianti interviste (rigorosamente al condizionale) che da ore accompagnano le vicende politiche siciliane, sembrano ispirarsi a tal comprovata prassi.

Del resto troppe questioni non tornano. Soprattutto a destra.

Innanzitutto, perché mai Berlusconi dovrebbe rinunciare al proprio candidato nell’isola di Sciascia, rafforzando — per giunta — il ticket Salvini-Meloni, quando già in Lombardia dovrà giocoforza sostenere il leghista Maroni? Possibile che debba essere sempre Forza Italia (del sanguigno Miccichè) a tornare sui suoi passi? Davvero il Cav potrebbe accontentarsi del “posto in squadra” offerto da Salvini dalle colonne del Quotidiano Nazionale per il candidato di Arcore?

Che le posizioni non siano ancora così ben delineate come qualcuno intende far credere lo testimoniano, come sempre, i particolari. Innanzitutto le parole pronunciate dall’avvocato Armao — il candidato di FI — per il quale “I candidati vengono scelti dalle coalizioni” e “non è ancora finito il confronto tra i partiti della coalizione”. Ma, soprattutto, quel “si è convinto da solo” con cui l’on. Miccichè, parafrasando Salvini, ha voluto rilanciare, sottolineandola, l’indelicata quanto irriverente descrizione del leader leghista sulla sofferta decisione di Berlusconi.

Insomma i giochi sembrano non essere assolutamente fatti a meno che ad Arcore non si dia per scontata la sconfitta del centrodestra ritenendo la sfida elettorale del 5 novembre un duello tra 5 Stelle e il polo moderato di Alfano, Orlando e Renzi.

Un calcolo che potrebbe tornare paradossalmente (ma poi non tanto) utile in vista delle politiche per smussare gli artigli alle velleità lepeniste in salsa nostrana.

In fondo una sconfitta in Sicilia della coalizione, con una buona affermazione della lista azzurra, rilancerebbe la proposta berlusconiana di sistema elettorale proporzionale puro ed archivierebbe — almeno a destra — ogni idea di coalizione lasciando aperta, per il dopo, qualsiasi ipotesi.

Il tipico due piccioni con una sconfitta.

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