SONDAGGI/ Piepoli: Minniti (50%) batte Renzi (35). E in Sicilia vince il “partito” di Alfano…

- int. Nicola Piepoli

Secondo NICOLA PIEPOLI, il ministro degli interni Marco Minniti attualmente è il più amato dagli italiani: è “un galantuomo che si occupa del bene del paese e non del suo partito”

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Il Ministro degli Interni, Minniti - LaPresse

Siamo in una situazione di schizofrenia da parte dell’opinione pubblica e della politica, dice a ilsussidiario.net Nicola Piepoli, decano dei sondaggisti italiani: “Sia per quanto riguarda l’accoglienza dei migranti che per quanto riguarda lo ius soli. La gente pensa che siano problemi che deve risolvere la politica, ovvero: basta che il migrante non venga mandato a casa mia. Ne facciano quel che vogliono, ma non lo piazzino nel giardino di casa mia”. Una schizofrenia che impatta anche sullo ius soli: “Non si vuole, ma è impossibile negarlo, lo dice il diritto internazionale da secoli: io sono cittadino del paese in cui sono nato”. Infine Piepoli ha un’idea tutta sua di chi potrà vincere le prossime elezioni amministrative in Sicilia.

Piepoli, cominciamo dai numeri. In termini di gradimento Renzi e Gentiloni di che percentuali godono?

Gentiloni è intorno al 45%, Renzi al 35. 

Grillo?

Meno del 30, introno al 28%.

E’ in calo? 

No, Grillo non è mai stato popolare nonostante le apparenze. Chi è stato popolare del Movimento 5 Stelle è Luigi Di Maio, ma non Grillo.

Dall’altra parte dello schieramento invece, Berlusconi e Salvini che numeri toccano?

Sempre in termini di gradimento popolare, entrambi si collocano in una forbice tra il 25 e il 30%. Non sono stabili, si alternano. Fino a poco fa vinceva Salvini, ma adesso Berlusconi si è notevolmente rianimato.

Si parla molto del ministro dell’Interno, Minniti, sempre al centro delle cronache. La gente come lo giudica?

E’ alto, intorno al 50%, tra il 45 e il 50 per usare una forchetta.

Lo si deve alla sua politica sui migranti, al suo forte decisionismo?

No, si deve al concetto dell’opinione pubblica, che lo considera come ministro dell’Interno un galantuomo. Ogni tanto capita ci sia un galantuomo a quel ministero: uno che sa gestire gli interni, che non pensa al partito ma al bene del paese.

Il tema migranti sposta voti? Come e quanto?

Il tema migranti è schizofrenico.

In che senso?

La gente non sa che pesci pigliare. E’ combattuta, non sa chi ha ragione o torto, il problema potrebbe essere definito in modo differente.

Quale?

Nei termini della sindrome Nimby: “Not in My Back Yard”, non nel mio giardino, cioè fai quel che vuoi basta che non vieni a farlo a casa mia. E’ la posizione che hanno gli italiani riguardo ai migranti: fate quel che volete, accoglieteli, cacciateli via, basta che non mi mettiate un migrante nel mio giardino, a casa mia. L’idea del migrante mi disturba, ma se non è nel mio giardino allora non mi disturba.

A cui la politica non sa che rispondere, non sa dove piazzarli, li sposta di qua e di là…

A tutti i livelli dello stato domina questo stato d’animo, nessuno sa come cavarsela, non ci sono soluzioni. Personalmente penso che se si creasse un gruppo di lavoro composto da politici ed esperti si potrebbe arrivare a una soluzione: penso ai paesi spopolati e abbandonati che si potrebbero ripopolare ad esempio, ma nessuno si muove in un senso o nell’altro.

Paura di diventare impopolari e perdere voti?

Ma non sanno da che parte li perdono. Dicevo di una posizione schizofrenica, li accetto e non li accetto contemporaneamente, se questa è la posizione dell’opinione pubblica non c’è terapia. 

Il tema ius soli? Come è percepito? E’ collegato ai migranti?

Certamente e anche qui si vive lo stesso livello di schizofrenia. Non è possibile aderire alla legge e poi combatterla. Lo ius soli non l’abbiamo inventato noi, è nato quando è stato inventato il diritto internazionale, nel XVII secolo. Il diritto internazionale si fonda sullo ius soli, io sono del paese in cui sono nato, che poi è diventata legge nazionale attraverso le costituzioni. E dunque come si fa a smentire tutto questo?

Infine il tema sgombero delle case, come abbiamo visto a Roma. Come è percepito questo problema? Di Maio ha creato una spaccatura tra i 5 Stelle con la sua presa di posizione.

Di Maio può dire quello che vuole, non è lì che i 5 Stelle perdono, perdono sulle olimpiadi.

Olimpiadi? Ma è un tema ormai bruciato da tempo.

Il tema rimane comunque, vada in Francia a vedere cosa dicono delle olimpiadi, arrivi fino in Canada e poi veda le conseguenze del fatto che abbiamo rinunciato alle olimpiadi.

Ha una idea di chi potrà vincere le prossime amministrative in Sicilia?

Il mio parere è che vince la parte a cui aderisce senza aderire Angelino Alfano.

Un parere sibillino…

Non posso dire altro.

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