FRAUKE PETRY/ Chi è l’ex leader Afd e perchè lascia la politica: si spacca dopo 2 giorni la destra tedesca?

- Niccolò Magnani

Frauke Petry, chi è l’ex leader e presidente Afd e perché lascia la politica e il Parlamento: la crisi dell’ultradestra dopo la vittoria alle elezioni in Germania, la frattura con Weidel

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Frauke Petry lascia l'Afd (LaPresse)

I veri vincitori delle elezioni in Germania si ritrovano il primo giorno della nuova legislatura con nuovo Parlamento senza il segretario e presidente fino praticamente a ieri compreso: Frauke Petry lascia l’Afd – Alternativa per la Germania -, la lista di estrema destra entrata in Bundestag per la prima volta con quasi 100 seggi (e sfilando circa un milione di voti al centrodestra di Angela Merkel, ndr). L’ultradestra ora si ritrova con un bella semi-scissione in vista per l’addio di Petry, ex giovane stellina della politica emergente e di destra in Germania: del tutto sovrastata da quella Alice Weidel, volto nuovo e vincente dell’Afd capace di portare il partito con devianze naziste dal 5% al 10% nel giro di pochi mesi. La candidata alla Cancelleria era infatti la giovane Weidel che da omosessuale e filoestremista ha saputo sfilare molti voti ai partiti conservatori e sopratutto ha scavato un solco interno al partito tale da portare Frauke Petry sempre più in “minoranza” in quello che era di fatto ancora il “suo” partito.

«Lascerò l’Afd, è chiaro che questo passaggio avverrà»: le parole dichiarate stamattina da Petry sono di fatto l’ultimo atto di un percorso di fuga dalla politica iniziato ieri, con i risultati delle Elezioni arrivati ufficiali e con l’imbarazzante doppia conseguenza in casa Afd. I timori della politica tedesca di avere in Parlamento un partito con frange neonaziste vengono confermati con il boom alle urne dell’Afd, che però immediatamente segna la rinuncia contemporanea di Frauke Petry di entrare in Bundestag. «Dopo l’uscita eclatante di Frauke Petry, propongo che si dimetta e lasci il partito per non provocare altri danni», ha detto Alice Weidel, impegnata nella la costituzione del gruppo parlamentare. «Non vediamo per ora tendenze di scissione nel gruppo parlamentare. Non ho nessuna comprensione di Petry», ha detto ancora la donna, nuova capo del partito.

LA SCISSIONE AL PRIMO GIORNO IN PARLAMENTO

Petry è stata appena eletta con mandato diretto al Bundestag grazie a un voto plebiscitario nel suo collegio della Sassonia est: ma l’addio è giunto come ultimo passo, clamoroso, di un lungo percorso di incomprensioni, dissidi e fratture con la nuova ala estremista del Partito, rappresentata da Gauland (anziano membro Afd) e appunto Weidel, il vero astro nascente della destra tedesca. La Petry non ci sta e mentre ha già rinunciato al suo incarico di leader del partito nel più importante Land dell’area orientale del paese, oggi annuncia di lasciare anche il partito nazionale, seguita a ruota dal marito Markus Pretzell. Con loro, spiega la corrispondente di Repubblica, «altri due esponenti della destra populista, Uwe Wurlitzer e Kirsten Muster, se ne andranno dall’Afd in Sassonia». Non solo, una mini secessione nella destra tedesca, dopo la vittoria della Weidel alle Elezioni Federali, è avvenuta ieri nel Meclemburgo, dove Mathias Manthei, Bernhard Wildt, Ralf Borschke e Christel Weißig hanno fondato un nuovo gruppo politico staccato dall’ultradestra, “Cittadini per il Meclemburgo-Pomerania”.

Insomma, non un prodromo ben augurante per un partito che con una truppa di 90 neo-parlamentari si appresta ad entrare per la prima volta al Bundestag: alcuni seguiranno la Petry? Cosa deciderà la Weidel? E soprattutto, tutto questo teatrino creato suona più come una vendetta maturata contro la nuova ala o vi sono altre motivazioni per la fuga dalla politica di Frauke Petry? Quello che è certo è che siamo di fronte ad un caso assai raro di un salto “giù” dal carro dei vincitori, e non “su”, pratica assai più frequente. Due anni fa lei prendeva in mano il partito dopo la clamorosa scissione del fondatore Bernd Lucke, sembrava il volto giovane su cui costruire tutto: oggi, con la vittoria e l’ingresso in Parlamento, lascia gli elettori dell’Afd in maniera “singolare”, aumentando e non di poco il peso “estremista” nell’ultradestra germanica.

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