DIREZIONE PD/ Diretta senza streaming video, candidature: Renzi annuncia Paolo Siani e Carla Cantone

- Silvana Palazzo

Direzione Pd, diretta streaming video: programma, candidature, donne in lista e alleanze. Spunta la norma “salva-Fassino”, ma Renzi annuncia i primi candidati

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Renzi contro Salvini (Foto: LaPresse)

C’è un disegno contro il Partito democratico e la prova arriva dalla vicenda dei sacchetti biodegradabili a pagamento nei supermercati. Questa è l’idea di Matteo Renzi, intervenuto oggi alla direzione del partito. «C’è un disegno contro di noi, contro il Pd, è evidente. La vicenda dei sacchetti è emblematica di un certo tipo di sguardo sulla realtà che va combattuto», ha dichiarato il segretario del Pd. L’ex premier comunque ha proposto di concedere una deroga a Paolo Gentiloni e ai ministri attualmente in carica, visto che hanno alle spalle 15 anni di mandato parlamentare, il massimo previsto dallo Statuto del partito, fatta eccezione per Graziano Delrio. «È una valutazione politica. Il presidente del Consiglio farà il presidente del Consiglio, ma se lui e i ministri saranno in campo, come credo, sarà positivo per rafforzare non solo il lavoro di squadra ma anche un team più credibile degli altri», ha spiegato Renzi.

Stando a quanto riportato dall’Huffington Post, l’ex premier proporrà una deroga anche per candidare ex segretari del Pd e dei partiti fondatori dei dem, cioè Ds e Margherita. Questo sarebbe un escamotage per riportare Piero Fassino in Parlamento, mentre Walter Veltroni e Francesco Rutelli sono da tempo fuori dai giochi e Pierluigi Bersani si candiderà con Liberi e Uguali. Renzi ha comunicato anche il nome di un candidato proveniente dalla società civile: Paolo Siani, il fratello di Giancarlo, giornalista ucciso a Napoli dalla camorra. Tra i candidati c’è anche Carla Cantone della Cgil. Stando ai rumors citati dal Fatto Quotidiano, Renzi starebbe provando a convincere Gianni Pittella, capogruppo dei Socialisti europei a Bruxelles, a candidarsi in Basilicata contro Roberto Speranza. (agg. di Silvana Palazzo)

RENZI STUDIA NORMA “SALVA-FASSINO”

«Ora basta con le discussioni e le polemiche: d’ora in poi testa bassa, casa per casa a fare la campagna elettorale»: così apre Matteo Renzi la Direzione del Pd dove si decidono regole, scelte e criteri per le candidature in vista delle Elezioni 2018. I dem sanno di essere in svantaggio e vogliono cercare in tutti i modi un “recupero” con un sistema elettorale che hanno scelto loro (il Rosatellum bis) ma che non si sta rivelando per nulla sufficiente a contenere la perdita di voti e consensi. Secondo il Foglio – che ha pubblicato la bozza con l’ordine del giorno di oggi – i punti affrontati dal segretario e dai “colonnelli” dem nelle prossime ore saranno i seguenti: analisi della situazione politica attuale; programma elezioni politiche 2018; regolamento per la selezione delle candidature alle Politiche; varie ed eventuali. Così Matteo Orfini ha inviato a tutti i delegati la convocazione per ieri pomeriggio, poi spostata ad oggi per impegni istituzionali di Gentiloni: sul fronte “deroghe” alle candidature, il segretario starebbe pensando a pochissime eccezioni riservate al Presidente del Consiglio, ai ministri di questa legislatura e ai segretari dei partiti fondatori confluiti nel Pd.

Con questa norma però tutti leggono una sorta di “salva-Fassino” per favorire l’ingresso in Parlamento di colui che più di tutti ha tentato di allargare i cordoni della coalizione nelle scorse settimane. Con Franceschini dentro già come ministro, Rutelli e Veltroni che hanno già deciso di non candidarsi e con Bersani che è passato a LeU, resta praticamente solo Fassino in campo come utilizzatore della deroga, di fatto ad personam. Sempre secondo il Foglio, nelle poche pagine di regolamento ci sarebbe un passaggio in cui si legge «non può candidarsi chi non è in regola con i pagamenti delle quote al Partito democratico». Ricordiamo che i nomi delle candidatura non si decidono oggi, per quelle se ne riparla prima delle chiusura ufficiale delle liste, il prossimo 29 gennaio 2018. (agg. di Niccolò Magnani)

ALLE 18 LA DIREZIONE DEL PD

Sono tanti i nodi da sciogliere nella Direzione Pd in programma oggi, mercoledì 17 gennaio 2018, alle 18. All’ordine del giorno ci sono tante questioni pre-elettorali, in primis programma e regolamento per le candidature. Bisognerà affrontare però il tema della liste +Europa di Emma Bonino, Civica e Popolare di Beatrice Lorenzin, Insieme, oltre al posizionamento dei ministri tra i collegi proporzionali e uninominali. L’argomento più urgente, come riportato dal Sole 24 Ore, è quello relativo al documento con i principali punti programmatici: ogni partito deve depositare il suo entro domenica. Il Pd dunque oggi discuterà i contenuti con il segretario, Matteo Renzi. Per quanto riguarda invece il fronte economico, si discuterà del pacchetto di sgravi fiscali per le famiglie con figli. La misura, che vale 9 miliardi di euro, rientra nel documento dei 100 punti. L’altro dossier caldo è quello delle candidature, ma ci sono anche altri problemi sul tavolo. In ogni caso non sarà possibile seguire in diretta streaming video l’evento, perché non è disponibile.

DIREZIONE PD, DIRETTA: I NODI DA SCOGLIERE

A Largo del Nazareno si sta riflettendo sulla possibilità di tenere alcuni ministri al riparo dalla corsa nel collegio uninominale, come Marco Minniti, Pier Carlo Padoan e Maria Elena Boschi, oltre allo stesso premier Paolo Gentiloni. Nel loro caso si potrebbe scegliere la sola corsa nel proporzionale. Altri ministri – come Pinotti, Madia, Orlando, Franceschini e Delrio – sono invece orientati per schierarsi nell’uninominale. Ma tutti potranno contare sul “paracadute” proporzionale. La questione più spinosa da affrontare nella Direzione Pd è quella dei posti da riservare alle liste della coalizione. Queste sono ore di trattative febbrili con +Europa di Emma Bonino e con Civica e popolare di Beatrice Lorenzin. Queste due formazioni chiedono più spazio di quello che il Pd vorrebbe concedere, ma comunque l’intesa resta vicina. Per quanto riguarda la lista Insieme, invece, sta meditando la fusione con +Europa. Nonostante Matteo Renzi voglia restar lontano dal tema delle alleanze e dei posti in lista, sarà difficile per il segretario aggirare questo scoglio. Ce n’è poi un altro: almeno il 40% dei capolista nei listini e dei candidati nei collegi devono essere donne. Nel Pd, come riportato da La Stampa, è rimasto il pallino del 50% e c’è chi ipotizza di presentare un ordine del giorno al riguardo in vista della Direzione nazionale di oggi. 



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