Villaggio Rousseau, M5s/ Luigi Di Maio, programma e candidati: “Grillo resta una parte fondamentale”

- Dario D'Angelo

Villaggio Rousseau, M5s: terza e ultima giornata di lavori a Pescara. Luigi Di Maio presenta candidati e programma, “Beppe Grillo sempre con noi. Via l’Irap alle PMI”

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Grillo e Di Maio, Lapresse

Gianroberto Casaleggio, suo figlio Davide e Beppe Grillo: sono queste le prime persone che Luigi Di Maio ha ringraziato al Villaggio Rousseau. Il candidato premier del Movimento 5 Stelle ha sfatato le voci che lo vorrebbero ai ferri corti con il garante M5s. «C’è stato un tempo in cui solo una persona poteva riunire così tanta gente e quella persona è Beppe Grillo che sarà sempre una parte fondamentale del M5S», ha dichiarato Luigi Di Maio. Dopo cinque anni di opposizione è lui ha attrarre gli applausi del pubblico, mentre Beppe Grillo non ha partecipato al Villaggio Rousseau e si appresta a dividere il suo blog da quello delle Stelle, cambiando dominio. Con l’aiuto di slide Di Maio ha snocciolato i famosi venti punti che dovrebbero far parte dell’accordo programmatico con i gruppi politici, se il Movimento 5 Stelle vincerà le elezioni ma senza ottenere il 40%, ma lascia a bocca asciutta chi voleva conoscere i risultati delle Parlamentarie. Con lui c’è solo un campione rappresentativo di quelli che saranno i candidati: le tre “lady di ferro” Giulia Grillo, Laura Castelli e Paola Taverna; il comandante Gregorio De Falco; il presidente Forum disabili Vincenzo Zoccano; il giornalista Emilio Carelli; il presidente Adusbef Elio Lannutti, e, in collegamento video, l’ex direttore della Padania Gianluigi Paragone. (agg. di Silvana Palazzo)

“VIA L’IRAP PER LE PMI”

I risultati delle parlamentarie dovrebbero arrivare in serata, ha garantito Luigi Di Maio intervenendo a Pescara, nel Villaggio Rousseau, per spiegare il programma del Movimento 5 Stelle: «Quattrocento leggi da abolire al primo anno di governo e una smart nation che promuova nuovi lavori e nuove tecnologie», sono tra le principali priorità del leader e possibile premier a Cinque Stelle, qualora vincessero le urne il prossimo 4 marzo. «Eliminiamo i finanziamenti a pioggia alle Pmi che vanno sempre agli stessi e aboliamo l’Irap per loro. Riduzione aliquote Irpef per il ceto medio, no tax area fino a 10mila euro e manovra shock per le Pmi con la riduzione del cuneo fiscale», prosegue Di Maio nell’elenco dopo i voti online degli scorsi mesi. Non si vede invece alcuna traccia di “referendum” sull’Euro paventati in passato e poi “ritirati” dopo le polemiche sorte: quindi sull’Europa, i grillini, cosa chiedono? «il M5S non vuole rompere con l’Ue” ma, sul deficit, vuole andare ai tavoli europei per chiedere ciò che altri Paesi hanno avuto e poter fare investimenti in deficit in settori ad alto moltiplicatore. Ridurremo di 40 punti il rapporto tra debito pubblico e Pil». A chi invece avanzava crisi interna tra Di Maio e Grillo, il giovane leader replica ancora una volta: «C’è stato un tempo in cui una sola persona poteva riunire un grande numero di persone ed era Beppe Grillo, che sarà sempre una parte fondamentale del Movimento». (agg. di Niccolò Magnani) 

ECCO I PRIMI CANDIDATI “VIP”

Sono Emilio Carelli e il Comandante Gabriele De Falco i primi candidati “vip” arrivati a Pescara per l’ultima giornata del Villaggio Rousseau: l’ex direttore di Sky Tg24 (e tra i fondatori del Tg5) ha parlato con i colleghi cronisti spiegando come «sono convinto a scendere in campo ed essendo io un giornalista, potrei anche pormi l’obiettivo di migliorare questi rapporti», anche se in un primo momento non aveva avuto l’ok dal direttivo M5s per parlare con i giornalisti. Dopo di lui interviene anche l’ex comandante famoso per aver ordinato a Schettino di risalire subito sulla Costa Concordia dopo il celebre disastro all’Isola del Giglio: «siamo pronti, ma ne parleremo dopo durante l’incontro». Intanto continua la “sfida” a distanza tra Luigi Di Maio e Beppe Grillo che sembrano non essere completamente d’accordo sul capitolo “alleanze”: «cercheremo accordi per governare se ci fosse bisogno. Noi non faremo alcun tipo di scambio di poltrone dopo le elezioni, non vogliamo avere a che fare con i voltagabbana. Noi vogliamo dare un governo a questo Paese un governo che affronti quelle cose che aspettiamo da 30 anni», ha spiegato sempre Di Maio prima di arrivare a Pescara per l’ultima fase del Villaggio Rousseau con Casaleggio. (agg. di Niccolò Magnani)

ECCO I 20 PUNTI PER LE ALLEANZE POST-ELEZIONI

Sale l’attesa per la comunicazione dei vincitori delle Parlamentarie M5s: nel Villaggio Rousseau dovrebbe essere proprio Luigi Di Maio, con Davide Casaleggio, a presentare i principali candidati alle prossime Elezioni 2018 oltre alla possibile squadra di governo. Intanto tiene ancora banco la discussione sulle presunte “alleanze” post-voto che il Movimento 5 Stelle potrebbe tentare di intavolare per provare a formare un governo di maggioranza il giorno dopo il voto: con una intervista rilasciata stamani al Corriere della Sera, è lo stesso Di Maio ad indicare l’obiettivo cercando di non “strappare” troppo da quanto detto solo un giorno fa nel post condiviso con Beppe Grillo sui due blog a Cinque Stelle (“alleanze? Mai, siamo puri, come dare ad un panda della carne da mangiare”). «Avremo 20 punti, tra cui ridurre le tasse a imprese e lavoratori, dare incentivi concreti alle famiglie con figli, non permettere mai più che un italiano o un pensionato viva sotto la soglia di povertà, liberare le imprese dalla burocrazia, combattere seriamente la corruzione, tagliare sprechi e privilegi per investirli in settori ad alto moltiplicatore per dimezzare subito la disoccupazione giovanile. E allora vedremo chi vorrà dire no a questi punti». Secondo il capo politico del M5s il termine “alleanze” è della vecchia politica, rifiutato perché significa “inciucio”: «noi abbiamo un’altra concezione della politica, che mette al centro i punti del programma. Per chiarire una volta per tutte: faremo convergenze programmatiche e non alleanze». (agg. di Niccolò Magnani)

ULTIMO GIORNO DI VILLAGGIO, PRONTE LE CANDIDATURE

Terza e ultima giornata di lavori a Pescara per il Villaggio Rousseau, la kermesse organizzata dal M5s per cercare di formare i nuovi iscritti, in gran parte nuovi candidati, usciti vittoriosi – a dispetto delle polemiche dei veterani – dalle contestatissime Parlamentarie. Eppure la dirigenza del MoVimento, al netto del motto “uno vale uno”, spande ottimismo e diffonde concordia. Basta sentire il parere di Davide Casaleggio, accompagnato da quella che è stata già ribattezzata la “Boschi pentastellata”, Enrica Sabatini, pronto a ribadire l’importanza di questo momento d’incontro:”Questi tre giorni a Pescara sono la fine di un processo che è durato più di un anno, in cui i cittadini hanno partecipato direttamente alla formazione del programma con più di un milione di voti espressi sulla piattaforma Rousseau su oltre 95 votazioni e 22 ambiti tematici. Li discutiamo con i parlamentari europei, i consiglieri regionali e molti altri esperti per capire come i cittadini possono partecipare in modo attivo alla creazione di un programma e di un nuovo tipo di partecipazione dei cittadini alla vita politica“.

L’ATTESA PER DI MAIO

La chiusura del Villaggio Rousseau del M5s è prevista per le ore 16:30 con l’intervento di Luigi Di Maio. Il candidato premier dei pentastellati nelle ultime ore era stato al centro di alcuni retroscena legati al tema delle alleanze dopo il voto. Si gioca sul piano semantico la credibilità dei grillini. Alleanze sì o no dopo il 4 marzo? La sintesi arriva con un comunicato a doppia firma – Di Maio e Grillo – sul blog di Beppe:”Più innaturale di un panda che mangia carne ci sono i giornali che dicono la verità. Oggi si sono inventati frattura tra noi due che non c’è e non c’è mai stata. Comprendiamo che per i giornalisti italiani sia difficile pensare che tra noi due, in tanti anni, non ci siano mai stati attriti o discussioni, quindi – se vogliono – ogni tanto fingeremo di non sopportarci a vicenda. Insceneremo un litigio e gli manderemo il video. Il loro sogno sarebbe un MoVimento diviso su tutto come il centrodestra che ha 5 idee diverse su ogni temi e 5 candidati premier, e che si autodistruggerà per le guerre di potere. Nel MoVimento prima di tutto ci vogliamo bene e siamo motivati da un sogno comune al quale stiamo dedicando la nostra vita da anni, insieme a migliaia di attivisti e milioni di cittadini in tutta Italia. Questo affetto, questa motivazione, questa profonda convinzione sono totalmente estranei ai partiti. Sarebbe proprio come se un panda mangiasse carne cruda. Abbiamo un unico programma, presentato ieri assieme al simbolo, e un unico candidato premier. Come sempre abbiamo detto, la sera delle elezioni, se non dovessimo aver raggiunto la maggioranza assoluta, faremo un appello pubblico a tutti i gruppi e chiederemo di dare un Governo a questo Paese sui temi. No spartizioni di poltrone o di potere, ma soluzioni concrete ai problemi del Paese. Astenersi voltagabbana. Le nostre priorità sono i 20 punti per l’Italia. Le loro?”.

I GRANDI ASSENTI

L’idea di unità che viene fuori dal messaggio di Grillo e Di Maio, però, stona leggermente con l’assenza a Pescara, per la chiusura della kermesse Rousseau, sia del comico genovese, sia di Roberto Fico, il napoletano che già al momento dell’incoronazione del candidato premier aveva espresso il suo malcoltento. In questo caso l’assenza non è motivata da ragioni di natura politica, ma personale. Presenti invece  – come riporta Il Messaggero – pretoriani della prima ora come Danilo Toninelli, Manlio Di Stefano, Angelo Tofalo, Maurizio Buccarella,  Alberto Zolezzi, Giulia Sarti e Giulia Grillo. La ribalta, però, è tutta per la madrina dell’evento, Enrica Sabatini, che sul parallelismo tracciato con la Boschi risponde così:”Il fatto di appartenere al genere femmininile non può essere l’unica categoria da utilizzare. Noi stiamo costruendo il sogno della Camelot di Gianroberto Casaleggio. Il nostro obiettivo è valorizzare le competenze delle persone e creare una rete per chi intende cambiare il proprio Paese. Quindi nessun parallelo con la Boschi, anche se paradossalmente mio padre è un bancario, ma non un banchiere. Per me quello che conta è la mia storia personale e nel Movimento ho trovato il mio spazio”.

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