Sondaggi Elezioni 2018/ Campagna Elettorale: riduzione tasse e lavoro nella ‘lista’ di promesse

- Niccolò Magnani

Sondaggi elettorali politici, intenzioni di voto verso le Elezioni 2018: niente maggioranza il 4 marzo? Gentiloni leader, Regionali Lazio con Zingaretti indietro secondo sondaggio Piepoli

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INDEX, PROMESSE IN CAMPAGNA: IN “LISTA” TASSE E RIDUZIONE TASSE

Ma se voi doveste scegliere quali “promesse elettorali” far mantenere, cosa scegliereste? Più o meno suonava così la domanda posta agli intervistati elettori dei sondaggi Index che, in vista del voto per il prossimo 4 marzo, hanno dato il loro giudizio all’attuale campagna elettorale. In particolare, tra le promesse messe nella lista dei “desiderata” spicca al 31,4% la riduzione delle tasse, visto come vero spauracchio per ogni cittadino, speranzoso così di vedersi ogni tanto ridurre invece che alzare la propria pressione fiscale. Il 23,8% invece spera che “un milione di posti di lavoro” possa essere una nuova promessa che qualcuno, tra Berlusconi, Renzi e Di Maio, possa finalmente mantenere. Via via tutte le altre, con la speciale “classifica” che vede il 13,6% il reddito di cittadinanza (la proposta grillina per combattere la disoccupazione), al 12,3% l’abolizione della legge Fornero (proposta di Lega e in parte di Forza Italia), poi l’abolizione del Canone Rai (made in Renzi & Pd) al 5,9%. Chiude la proposta iper contestata di Pietro Grasso di abolire le tasse universitarie, al 3,2% di “speranza” per gli elettori intervistati. 

PIEPOLI, REGIONALI LAZIO: ZINGARETTI CHOC, INDIETRO AI RIVALI!

Un sondaggio è come una rondine, non fa primavera: è però vero che se più sondaggi nei prossimi giorni confermassero quanto uscito dalle intenzioni di voto sulle Regionali in Lazio di Nicola Piepoli allora per il Pd e il centrosinistra potrebbero esserci qualche problemino nella Regione dove in teoria il Governatore uscente dovrebbe avere via più semplici rispetto alla Lombardia con Gori o alle stesse Elezioni Politiche Nazionali per il Partito Democratico. I dati mostrano che il 25% è pronto a votare il candidato del centrodestra, che ancora non si sa chi sia tra Fabio Rampelli, Sergio Pirozzi e Maurizio Gasparri. Il 28% invece opterebbe per la Lombardi del Movimento 5 Stelle e, incredibilmente, per Zingaretti i voti sarebbero solo del 23% su scala regionale. Ripetiamo, saranno i prossimi sondaggi a confermare o smentire quest’analisi sul voto laziale del 4 marzo 2018.

IXÈ, TUTTI SENZA MAGGIORANZA? GENTILONI SI “SCALDA”…

Ma se la mattina del 5 marzo non ci fosse nessuna coalizione con la maggioranza stabile nei seggi conquistati, quale sarebbe la possibile soluzione che Mattarella metterà in campo? Secondo gli elettori intervistati dai sondaggi di Ixè non ci sono molti dubbi: il leader a cui affidare il compito di formare un governo di larghe intese è ancora lui, Paolo Gentiloni il più stimato dagli italiani in questi ultimi mesi. Ben il 26% ha risposto proprio “il premier attuale” alla domanda posta “Nel caso, molto probabile, in cui dopo le prossime elezioni non ci sia una maggioranza certa, lei a quale dei seguenti leader affiderebbe il compito di trovare una larga coalizione per governare il Paese?”; cifre molto più basse per tutti gli altri, da Mario Draghi al 8,5%, a Romano Prodi (6%) per finire con Enrico Letta al 3,3%, suo zio Gianni Letta al 2,9% e il procuratore Nicola Gratteri al 2,8%. In fondo anche Franco Frattini all’1,3% e Giuliano Amato all’1%.

PIEPOLI, RISCHIO ASTENSIONE: SOLO IL 15% MOLTO INTERESSATO ALLA POLITICA

Con le elezioni che si avvicinano uno dei punti finora molto poco considerati nei vari comizi elettorali è il “primo partito d’Italia”: si tratta dell’astensione, quella voglia di non esprimere il proprio voto come estrema protesta contro gli ultimi anni di gestione della Cosa Pubblica sia al Governo che all’opposizione. I sondaggi di Piepoli hanno provato a chiedere ad un folto campione di intervistati con quanto interesse si avvicina il singolo elettore alle prossime Elezioni Politiche. “Molto interesse” per la politica solo il 15% degli intervistati, “abbastanza” il 43%, “poco” al 20% e “per nulla” al 10%: insomma il grande interesse per la Cosa Pubblica al momento in Italia è sepolto sotto disagi, critiche, fallimenti e mancanza di fiducia nella classe politica attuale, non esattamente il dato più augurante a due mesi circa dal voto. Di quelli che si dicono comunque interessati alla politica, le motivazioni addotte sono pressapoco queste: per il 49% “mi piace rimanere informato sulle questioni della politica”; per il 44% “E’ un dovere civico dei cittadini tenersi informati sulle questioni della politica”; per il 39% “Mi informo per poter scegliere quale partito o candidato votare”; da ultimo, il 18% si dice sicuro, “Seguo la politica da sempre”.

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