CANDIDATI PD, ELEZIONI 2018/ Direzione con liste e nomi: entra Cerno, ferma Boschi. Renzi tratta con Bonino

- Niccolò Magnani

Liste e candidati Pd, elezioni politiche 2018: caos liste, oggi Direzione alle 20. Voto su nomi: Giachetti scrive a Renzi, “no al proporzionale”. Tommaso Cerno lascia Rep, Boschi “congelata”

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Matteo Renzi con Andrea Orlando (LaPresse)

È un via-vai continuo la sede del Nazareno in queste ore per la formazione delle liste elettorali da presentare entro il 29 gennaio prossimo: il Pd dovrà votare nella Direzione di oggi pomeriggio (anche se è stato già slittato dalle 16 alle 20, nuovo rinvio dell’ultim’ora) ma dire che vi sono elementi certi sarebbe dire una falsità. Renzi e i principali canali social del Pd restano in “silenzio”, segnale di trattative fitte in sede dem per arrivare al voto di questa sera con le idee chiare soprattutto sui rapporti di “potere” tra le correnti interne al partito. Mentre resta ancora “congelata” la candidatura della Boschi a Bolzano (ma non dovrebbero esserci problemi) probabilmente per non “esacerbare” gli animi interni, restano vivissime le trattative sui candidati degli alleati: in particolare, attivissimi i Radicali di Emma Bonino, «Come so per esperienza è che le liste si chiudono all’ultimo. Il negoziato andrà avanti fino all’ultimo minuto», spiega la candidata della Lista +Europa impegnata in un braccio di ferro continuo con il segretario dem Matteo Renzi. 

RENZI, “SPAZIO AI 40ENNI PER RILANCIARE PD”

Tommaso Cerno ha detto Sì a Renzi: lascia Repubblica (a cui era arrivato solo nello scorso ottobre) e si candida nel Pd, riflettendo il profilo scelto dal segretario per “ricostruire il partito”. «Far spazio ai giovani 40enni professionisti di alto profilo, perché comunque, dopo le elezioni, bisognerà ricostruire il Pd», avrebbe detto Renzi ai suoi in Nazareno questa mattina, prima di convocare la Direzione per il pomeriggio. Cerno ha scritto poco fa su Twitter, «Mi chiedono: ma ti candidi? Come fossi il primo italiano che sceglie di portare le sue battaglie culturali, dai diritti civili alla libertà di pensiero, dove possono diventare realtà. È una scelta di vita, personale, combattuta. Ringrazio @repubblica per tutto ciò  che mi ha dato». Le trattative intanto continuano a rimetterci è Maria Elena Boschi, non proprio amatissima dalla minoranza di Orlando ed Emiliano: Renzi non ci sarà alla presentazione ufficiale della candidatura dell’ex Ministro atteso per oggi a Bolzano (dove sarà immessa nel collegio, ndr) e per questo vi è il mistero su quando avverrà (e se avverrà) tale presentazione. Come scrive l’Ansa, «L’arrivo della sottosegretaria nel capoluogo altoatesino in un primo momento era atteso per questo pomeriggio, ma all’ultimo la seduta della direzione nazionale è stata spostata alle ore 16 per consentire al segretario di trovare un accordo soprattutto con gli orlandiani. Come si apprende, la Boschi a questo punto potrebbe venire a Bolzano solo lunedì prossimo». 

GIACHETTI SCRIVE A RENZI, “NO AL PROPORZIONALE”

Ultime ore caldissime nel Pd per provare a trovare la quadra sui candidati in lista per le prossime Elezioni 2018: la Direzione convocata permanente da Renzi è stata rinviata a questo pomeriggio per provare una prima votazione sui nomi effettivi dei candidati in uninominale e proporzionale. Novità di giornata è la “svolta” di Roberto Giachetti che su Facebook scrive una lettera aperta al segretario spiegando di voler rinunciare a candidarsi al plurinominale, correndo dunque solo come candidato Pd al collegio uninominale. «Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute. Ti chiedo di lasciarmi libero di giocarmela senza paracadute, senza reti di protezione, senza garanzie. Io e la mia città, io ed il territorio dove vivo da 50 anni, io ed il mio amore per la mia città e per la politica». Per l’ex candidato sindaco dem a Roma, perso al ballottaggio (nettamente) contro Virginia Raggi, la scelta “mette in difficoltà” Renzi e il partito che sta facendo non poca fatica per compilare al meglio le liste sul territorio.

«Conosco bene i tantissimi problemi che abbiamo nel cercare di trovare una quadra per garantire la presentazione di liste competitive in grado di tenere insieme la conferma di chi tanto si è impegnato in questi anni per dare impulso alla ripresa che si sta manifestando e la necessità di linfa nuova. So bene che la quadra sarà comunque dolorosa. Allora penso che sia mio dovere fare l’unica cosa che potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il centro sinistra e non la penalizzazione di un vero rinnovamento. Non voglio essere un tappo. Non sarò un tappo. Rinuncio al plurinominale», conclude nella lettera Bobo Giachetti, uno dei renziani più di ferro che esistano.

IL “NODO” TOMMASO CERNO

Dopo la scelta di Giachetti si aprono altre strade complesse all’interno del Partito Democratico che deve cercare il più possibile volti “giusti” per riuscire a recuperare terreno contro centrodestra e Movimento 5 Stelle, al momento davanti in quasi tutti i sondaggi elettorali sia per il maggioritario che per il proporzionale. Intanto, all’interno del complesso caos liste elettorali, spunta un nuovo nome tra i possibili candidati: fonti interne al partito danno come per fatta la candidatura di Tommaso Cerno, ex direttore dell’Espresso e attuale condirettore di Repubblica. Non tutti però nel Pd sono convinti, in particolare la minoranza di Orlando ed Emiliano starebbe cercando di contrattare su Cerno e anche su altri candidati per nulla “certi” del posto. Al momento la proposta di Renzi sarebbe stata scartata dai gruppi minori dentro il Nazareno: la proposta prevederebbe, a quanto si apprende dall’Ansa, attorno ai 15 seggi sicuri per l’area Orlando e tra i 6 e i 7 per la componente di Emiliano. Un segno eloquente per capire lo stato attuale di indecisioni e disagi interni al Pd è lo slittamento della Direzione convocata in un primo momento per questa mattina e invece ora spostata al pomeriggio (alle ore 16) per poter votare il via libera sulle liste.

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