Matteo Renzi a Domenica Live/ Liste Pd & Elezioni 2018: “no flat tax, sì servizio civile. M5s non pericolosi”

- Niccolò Magnani

Matteo Renzi ospite a Domenica Live: campagna Elezioni Politiche 2018, il segretario presenta liste, candidati e programma Pd. La “risposta” alle critiche, “possiamo vincere noi”

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Matteo Renzi a Domenica Live

Un buon Renzi, in forma e abile a districarsi alle domande di Barbara D’Urso, rilancia il Pd nella campagna elettorale dopo il “parto” delle candidature. «La proposta magica della flat tax vorrebbe dire considerare allo stresso modo miliardari e operai. Finché ci sono io non ci sarà», è la prima risposta indiretta a Berlusconi che proprio a Domenica Live aveva lanciato la “rivoluzione fiscale” della tassa con aliquota unica fissa. «Voglio discutere di proposte, senza fare Vanna Marchi, quando si diceva compra la pomata e poi dimagrisci. Non come ora come quelli che dicono, reddito a tutti. Ma questo è contro chi lavora». Passando poi ad altri punti del programma Pd, Renzi continua: «Io agli italiani non intendo solo promettere, ma anche chiedere: e quindi ritengo un dato di giustizia, anche se un po’ impopolare, proporre un mese all’anno per tutti i giovani da dedicare al servizio alla comunità con il servizio civile obbligatorio». A chi invece tra il pubblico gli chiede maggiori interventi per le famiglie, oltre gli 80 Euro, il segretario dem rilancia: «Dobbiamo inserire il numero dei figli come elemento per avere uno sconto fiscale, ci sono polemiche su questo ma oggi viviamo in un paese in cui non si fanno bambini. La questione di dare un assegno universale per ogni figlio che nasce è una misura giusta, poi bisognerà dire come fare, io non farò promesse, vi porto solo l’elenco di quanto abbiamo fatto». Ma Renzi, come Berlusconi, crede che i grillini siano un vero pericolo per la democrazia? Davanti alla D’Urso, il segretario rilancia, «non penso siano dannosi per la democrazia, c’è tanta brava gente tra di loro. Quello che dico è che finora dove hanno governato hanno fatto male e si sono dimostrati incompetenti e poco capaci». 

“ABBIAMO LA SQUADRA MIGLIORE”

«Lo so, lo dicono tutti: la mia squadra è la migliore. Ma se guardo alle persone che abbiamo, da Gentiloni fino a Lucia Annibali, sono orgoglioso delle nostre decisioni»: ha cominciato così Matteo Renzi negli studi di Domenica Live. Si parte con Nonna Maria e Nonna Anna, 97 e 87 anni, con le quali il nipote ex premier ha intrattenuto la mattinata post-trattative delle candidature a Roma: «dopo il clamore delle liste, sono tornato a casa e ho deciso di farmi un bagno di umiltà chiedendo alle mie care nonne quali sono le loro proposte e i loro consigli». La D’Urso poi preannuncia tante belle “domandine” e si dice dispiaciuta che rispetto alle scorse ospitate di Renzi, non ci sono altri ospiti da lanciare dopo la sua intervista. «Beh, stavolta sono io a prendermi tutto il traino della Lecciso, pensate un po’ come sono messo..», scherza il segretario dem entrato in studio dopo l’uscita della compagna chiacchierata di Al Bano Carrisi. «Sono orgoglioso di vedere anche volti nuovi e coraggiosi nelle nostre liste: ad esempio Lucia Annibali che qualche anno fa è stata attaccata, sfregiata con acido e sfigurata. Si candida a Parma, nella città in cui è stata curata e dalla quale ha deciso di dare una mano al Pd nelle prossime Elezioni: sono orgoglioso della nostra squadra». 

RENZI A DOMENICA LIVE

Matteo Renzi viene da due giorni forse tra i più difficili della sua giovane vita politica, forse “secondi” solo ai giorni post sconfitta al Referendum Costituzionale del 4 dicembre. Proprio a quella data i suoi avversari fuori il Pd (gli scissionisti di Mdp) e dentro al Nazareno (la minoranza di Orlando ed Emiliano) gli imputano di aver cominciato a perdere leadership e lucidità; l’ex premier ha sempre invece tirato dritto e nelle ultime 48 ore ha portato il livello dello “strappo” con la anime di minoranza interno al Partito Democratico a livelli “massimi”. Oggi, continuando la scia di incontri elettorali a Domenica Live (qui gli ospiti delle passate puntate, Silvio Berlusconi e Alessandro Di Battista) Matteo Renzi si presenterà negli studi di Barbara D’Urso per presentare le liste appena confermate in Direzione e i vari candidati che correranno a Camera e Senato nelle prossime elezioni politiche 2018. Qui sul sito ufficiale del Pd ci sono tutti i nomi, ma come abbiamo visto in queste prime ore post-Direzione le polemiche non mancano e certamente sarà tema della prima parte della sua intervista.

IL PROGRAMMA E L’ERRORE SU GENTILONI

«Grazie è una parola che difficilmente viene usata in politica. Si preferiscono parole come polemica, lamentela, accusa.  Tanti politici dicono: “Eh, però, anche tu, ma perché..:” Pochi politici dicono “Grazie, comunque”. Proprio per questo al termini della (difficile) selezione delle candidature ho voglia di dire forte il mio grazie.  Grazie a chi ha accettato di candidarsi, grazie a chi ci ha detto di no con motivazioni varie (tanti, più di quelli che sono stati resi pubblici), grazie a chi continuerà il proprio lavoro in Parlamento e grazie a chi con la prossima legislatura lascerà il proprio incarico»: lo ha scritto pochi istanti fa il segretario Pd sulla sua pagina Facebook, a pochi minuti dall’ingresso negli studi Mediaset dove presenterà le liste Pd e i punti principali del programma. Dalle tasse alle pensioni, fino al lavoro e al rapporto con l’Europa: Renzi proverà a ribaltare le accuse subite da Berlusconi e Di Battista proprio davanti alla D’Urso nelle ultime due settimane. Dovrà rispondere del presunto “errore” sul premier Gentiloni – è stato candidato nel collegio di Lazio-1, uno dei più difficili di Roma (dominato dalla destra) e non più secondo la nuova legge elettorale nel centro storico della Capitale – e dei tanti nomi storici del Pd rimasti fuori dalle candidature. «Grazie a chi ha letto la legge elettorale e quindi sa che la partita è apertissima e che possiamo essere davvero il primo partito e il primo gruppo parlamentare. Grazie a quelli come Yoram che hanno lavorato duro per cinque anni: lui è l’ideatore della misura degli 80 euro, per lavorare con noi si è dimesso cinque anni fa dal suo lavoro e oggi ha scelto comunque di non ricandidarsi dicendomi: “Vedo tutte le polemiche, Matteo. Lasciamo il posto a un altro, io ti do comunque una mano con le mie idee e la mia esperienza. E nella professione mi rimetto in gioco”», scrive ancora Renzi. Riuscirà a far meglio dei leader passati nelle scorse settimane a Domenica Live o si confermerà quel “tocco magico” comunicativo un po’ offuscato negli ultimi tempi?



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