SARA MANFUSO & ALFREDO D’ATTORRE/ La renziana non si candida: “non sfido il mio ex di LeU nel collegio Lazio2”

- Niccolò Magnani

Sara Manfuso e Alfredo D’Attorre, la renziana rinuncia a candidatura nel Pd, “non sfido il mio ex compagno di Liberi e Uguali nel collegio Lazio2”. Ecco cosa è successo davvero

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Sara Manfuso e Alfredo D'Attorre (Twitter)

Lei bellissima. Lui politico navigato: Sara Manfuso e Alfredo D’Attorre, fino a qualche mese la “coppia strana” della politica italiana. Oggi non sono più insieme ma salgono di nuovo alla ribalta delle cronache nei giorni convulsi delle candidature tra Partito Democratico e Liberi e Uguali. Già, perché prima di essersi divisi nella vita reale si erano già allontanati per la “fede politica”: ebbene, oggi la bella Sara annuncia che non si candiderà nel collegio che avrebbe dovuto rappresentare. Il motivo? «La politica si può fare anche fuori dal Parlamento e la mia rinuncia alla capolistatura nel proporzionale in Lazio2 come candidata di coalizione di centrosinistra deriva proprio da questo assunto ma, ancor di più, dal rispetto che nutro per il padre di mia figlia che non merita – come me – la strumentalizzazione della competizione da un certo inevitabile “para-giornalismo. Onorata della proposta che mi è stata rivolta, ma orgogliosa della decisione assunta». Eh già, la Manfuso per un ironico e beffardo segno del destino avrebbe dovuto sfidare nello stesso collegio proporzionale l’ex D’Attorre, padre della sua bimba.

“CI SIAMO LASCIATI. MA LA POLITICA NON C’ENTRA”

«Preferisco rinunciare», dopo aver visto la compilazione delle liste elettorale sudate e faticate dal Partito Democratico nelle scorse ore. Ex modella di fede renziana che guida un’associazione per i diritti delle donne e soprattutto compagna dell’anti-Renzi bersaniano, la Manfuso ha fatto di certo discutere con la sua decisione che per una volta esce dai binari della mera politica. Qualche tempo fa ad Un giorno da pecora la bella 32enne aveva definito D’Attorre un po’ noioso ma persona assai acuta: quando poi però nell’ottobre scorso l’avventura insieme venne chiusa, la stessa piddina aveva escluso motivi di dissenso politico dietro la loro decisione. «Ci siamo lasciati, la politica non c’entra. E’ stata una decisione condivisa. Ma non ci siamo lasciati in malo modo… abbiamo una bambina di 4 anni che amiamo al di sopra di ogni cosa. Io e lui siamo veramente distesi, abbiamo rapporti ottimi. La coppia è finita ma noi siamo una famiglia, orientata dall’obiettivo comune del bene della propria figlia», raccontava la presidente dell’Associazione «I Woman – “il nuovo volto del Pd”». Va detto che per il politico di Mdp (oggi confluiti in Liberi e Uguali con Pietro Grasso) quando gli era stato fatto notare che la sua bella compagna aveva spiegato che in Italia l’unico vero leader oggi è Renzi, aveva risposto molto poco diplomaticamente, «Il fatto che la mia compagna stia con Renzi, nonostante non sia mai stata di sinistra, è piuttosto indicativo di cosa rappresenti oggi il Pd».



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