VIRGINIA RAGGI, NOMINE ROMA/ 21 giugno a processo: quanto costerà la rivista cartacea della Sindaca

- Niccolò Magnani

Virginia Raggi, nomine Roma: decisa data del processo immediato, sarà il 21 giugno 2018. Il sindaco M5s evita così l’udienza col gup sul caso Marra prima delle Elezioni Politiche

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Virgina Raggi vs Luca Zingaretti - LaPresse

Ci sarà da parlare a lungo sul processo per direttissima che vedrà dunque coinvolta la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il prossimo 21 giugno. Le polemiche di questi giorni attorno al Campidoglio vertono però anche su una rivista cartacea che, stampata in 15mila copie, potrebbero costare 60mila euro l’anno al bilancio Capitolino. La rivista altro non sarebbe che il bollettino settimanale della Sindaca, resoconto informativo presente finora sul sito ufficiale del Campidoglio che non sarà solamente riportato sul cartaceo, ma diverrà una vera e propria testata giornalistica, la cui direzione sarà affidata a Maria Rosaria Pacelli, attualmente a capo dell’ufficio stampa di Virginia Raggi. Come riportato dal quotidiano Il Tempo, una scelta che potrebbe sollevare malumori essendo in contrasto alla politica di contenimento delle spese da sempre portata avanti dalla Giunta 5 Stelle. (agg. di Fabio Belli)

MARCUCCI (PD): “METODI DA PRIMA REPUBBLICA”

Il processo per le nomine al Comune di Roma a carico di Virginia Raggi e deciso per dopo le elezioni continua a far discutere. Dopo le dichiarazioni consigliere capitolino del Pd e presidente della Commissione Trasparenza, Marco Palumbo arrivano quelle altrettanto dure del senatore Andrea Marcucci, del medesimo partito. Il Pd, dunque, proprio non manda giù la decisione del Tribunale di Roma di prendere in considerazione e soprattutto accogliere la richiesta avanzata dal sindaco. “Complimenti a Virginia Raggi, e complimenti ai suoi avvocati”, esordisce Marcucci in un comunicato ripreso da Blitz Quotidiano. “La sindaca di Roma è riuscita nel ‘colpaccio’, a spostare il tuo processo a dopo le elezioni. Metodi da vetusta Prima Repubblica”, ha aggiunto. L’esponente del dem ha poi concluso asserendo: “Il M5S spera che gli italiani non pensino al suo processo. Ma la condanna vera rimane la condizione penosa nella quale i 5 Stelle hanno portato la nostra Capitale”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA REAZIONE DI MARCO PALUMBO (PD)

Non potevano mancare le polemiche politiche dopo la decisione del Tribunale di Roma di accogliere la richiesta del sindaco Raggi: in una intervista a Il Messaggero, Niccolò Ghedini (avvocato di Silvio Berlusconi, membro di Forza Italia) delinea la posizione “giudiziaria” di Virginia Raggi, «se rinuncia all’udienza preliminare non deve essere messa molto bene. Non è una strategia difensiva molto efficace», spiega l’avvocato del Cav che argomenta con semplicità, «se sei convinto di avere l’evidenza dell’innocenza fai l’udienza preliminare, ti giochi le tue carte e punti ad essere prosciolto..». Il Pd non si fa perdere l’occasione, anche qui in campagna elettorale, di punzecchiare la sindaca grillina: «La scappatoia è riuscita: il processo a Virginia Raggi salta a dopo le lezioni; ora però la sindaca faccia chiarezza su costituzione parte civile comune contro di lei», spiega il consigliere capitolino del Pd e presidente della Commissione Trasparenza, Marco Palumbo. Da ultimo, sempre nella stessa nota, il membro Pd rilancia anche per il futuro del Comune romano, «la sindaca deve chiarire quando il Campidoglio si presenterà parte civile contro la stessa sindaca, visto che il processo verte su danni economici che il comportamento della Raggi ha avuto».

DATA PROCESSO IL 21 GIUGNO

E così’ il processo “immediato” richiesto da Virginia Raggi per il caso Nomine al Comune di Roma ottiene il via libera dal tribunale della Capitale: la prima udienza è fissata per il 21 giugno, accolta così la richiesta del sindaco grillina avanzata dai suoi avvocati difensori. La Raggi dovrà rispondere di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello dell’ex braccio destro di Raggi, Raffaele a sua volta implicato in un altro processo con accuse ben più gravi. In questo modo la sindaca però non dovrà prender parte all’udienza del gup fissata per il prossimo 9 gennaio dove invece si dovrà decidere del destino giudiziario di Raffaele Marra, indagato in relazione alla nomina del fratello, già coinvolto e indagato per un altro procedimento per corruzione in concorso con il costruttore romano Sergio Scarpellini, per via di una compravendita di un appartamento.

IL SINDACO EVITA L’UDIENZA PRIMA DELLE ELEZIONI POLITICHE

«Sono certa della mia innocenza e non voglio sottrarmi ad alcun giudizio. Ho piena fiducia nella giustizia e credo fermamente che la trasparenza sia uno dei valori più importanti della nostra amministrazione», così aveva scritto due giorni fa su Facebook la stessa Virginia Raggi, dando notizia della richiesta dei suoi avvocati poi oggi effettivamente accolta dal Tribunale di Roma. A sei giorni dall’udienza con il gup sul caso Marra dove il sindaco della Capitale sarebbe dovuta essere valutata su eventuale rinvio a giudizio con tanto di processo: in questo modo teoricamente la Raggi sarebbe potuta essere valutata colpevole con un eventuale decreto di disposizione del giudice per l’udienza preliminare. Alle elezioni del prossimo 4 marzo il Movimento 5 Stelle avrebbe potuto presentarsi con il “peso” di un sindaco della Capitale indagato e giudicato colpevole in attesa di processo: ma così non sarà e il processo immediato si terrà a giugno, con elezioni finite e con un impianto difensivo curato nel dettaglio dagli avvocati del Movimento. Una mossa politica? Così sembra da più parti, anche se resta indubbio il giudizio insindacabile che resta in mano al Tribunale che dovrà dire se la Raggi è effettivamente colpevole oppure definitivamente innocente. Di certo, questo “marchio” non ci sarà il prossimo 4 marzo e per Di Maio e soci potrebbe essere un “vantaggio” non da poco.

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