Silvio Berlusconi ‘stoppa’ Maroni/ “No ruoli al Governo”: Lombardia, Fontana-Gelmini, “vediamo i sondaggi”

- Niccolò Magnani

Silvio Berlusconi (e Matteo Salvini) stoppano Roberto Maroni: “al Governo dopo la rinuncia alla Lombardia? Lo escluso assolutamente. Punto alla vittoria in coalizione con il 45%

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Roberto Maroni e Silvio Berlusconi (Lapresse)

Questa mattina il Governatore della Lombardia ormai uscente è tornato a parlare su Twitter a 24 ore dall’annuncio-choc per il centrodestra lombardo: «Continuo a ricevere centinaia di messaggi di persone che mi ringraziano per quello che ho fatto alla guida della @LombardiaOnLine. Sono felice e lusingato, mando a tutti un abbraccio commosso. Ora per me inizia una #vitanuova». Vita nuova, ma senza governo; gli ambienti vicini a Berlusconi e Salvini spiegano che i due leader sarebbero alquanto “irritati” per la scelta un po’ a sorpresa di Bobo Maroni che getta ora un punto interrogativo sulle candidature a meno di tre mesi dalle elezioni lombarde. Attilio Fontana o Mariastella Gelmini? O un terzo nome a sorpresa? Per non non ci sono novità ma è chiaro che più il tempo passa e più si fa il gioco di Giorgio Gori che, orfano della sinistra radicale che presenterà un proprio candidato, potrebbe recuperare terreno perso tra gli elettori di Maroni. «Stiamo attendendo i sondaggi per vedere quali sarebbero i risultati di uno scontro Gori-Fontana o di uno scontro tra Gori e una nostra candidatura, che può essere Mariastella Gelmini, siamo ancora distanti da una decisione definitiva», ha aggiunto Berlusconi questa mattina. 

“MARONI? NESSUN RUOLO AL GOVERNO”

E se Roberto Maroni avesse fatto il passo più lungo della gamba? Dopo la rinuncia di ieri alla ricandidatura per la Regione Lombardia, in tanti – noi compresi – pensavamo che fosse pronto per lui un destino di “gloria nazionale” con un possibile ruolo da ministro o ancora meglio con la possibilità di fare da ponte tra Berlusconi e Salvini e quindi fare il Premier del possibile Governo di centrodestra dopo il 4 marzo 2018. Ecco, il giorno dopo, i possibili sogni di gloria per il Presidente lombardi uscente vengono spezzati dai due big della coalizione di centrodestra: «Escludo nella maniera più assoluta un ruolo politico e di governo per Roberto Maroni», lo dice questa mattina a Radio Capital il leader di Forza Italia, spiegando che non vi è «Nessun accordo segreto con Maroni. Se motivi personali lo spingono a scegliere di non ricandidarsi in Lombardia è impensabile si possano ipotizzare per lui ruoli politici e tantomeno impegni di governo». Berlusconi spiega che la scelta di Bobo Maroni è personale e riguarda davvero quei “motivi personali” avanzati dallo stesso Governatore nella conferenza stampa di ieri: «lo dobbiamo ringraziare per il lavoro fatto alla guida della Lombardia e guardare con serenità e fiducia al futuro – prosegue Berlusconi – I cittadini conoscono i buoni risultati conseguiti dal governo di Centrodestra in Lombardia. Confermeranno il loro voto alla coalizione e noi ci assumeremo la responsabilità di guidare nuovamente una regione cosi’ importante per l’economia italiana».

ANCHE SALVINI “CHIUDE LA PORTA” AL GOVERNATORE

Per Berlusconi però ora la “palla” da giocare al più presto è trovare il sostituto di Maroni a 54 giorni dalle elezioni Regionali: «Non c’è nessuna resa alla Lega sulla candidatura di Attilio Fontana al posto di Roberto Maroni, nelle coalizioni non si combatte si dialoga», ha chiosato il Cav a Radio Capital. Per la Lombardia però i nomi fatti nelle scorse ore sono sempre quelli, Attilio Fontana (ex sindaco di Varese) e Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia. «Per la Lombardia stiamo valutando la proposta della Lega dell’avvocato Attilio Fontana. Da Sindaco di Varese si è dimostrato un amministratore valido e apprezzato. Stiamo attendendo i sondaggi sul confronto tra Gori/Fontana o Gelmini/Gori». La porta in faccia a Maroni è poi arrivata anche dall’altro big della coalizione che non ha mai realmente digerito l’opposizione interna di Maroni in Lega Nord: «Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia che vale molto di più di tanti ministeri evidentemente in politica non puoi più fare altro», spiega Matteo Salvini a Radio24 sempre questa mattina. «La Lombardia è il terzo motore d’Europa, conta più di 10 milioni di abitanti, è la capitale italiana dell’impresa, dell’innovazione, della ricerca. Quindi è chiaro che se sei soddisfatto e ti senti arrivato per quello che hai fatto, evidentemente non puoi fare altro», conclude Salvini punzecchiando ancora Maroni.

BERLUSCONI, “PUNTIAMO ALLA COALIZIONE DA 45%”

Non solo Lombardia però nei destini immediati del centrodestra: in prima battuta infatti ci sono le Elezioni Politiche e Lazio e Lombardia saranno sempre di più un “passaggio” intrecciato delle varie trame nazionali per tutti i partiti, non solo per la coalizione a 4 Berlusconi-Salvini-Meloni-Noi con l’Italia. Secondo il “federatore” di Arcore il centrodestra trainato da Forza Italia «è in continua crescita. Stiamo raggiungendo quota 40% che dovrebbe garantire la maggioranza assoluta in Parlamento. Però mancano due mesi alle elezioni. Abbiamo ampi margini di crescita. Punto al 45% di coalizione». Ma il candidato premier, allora, chi sarà? «Il mio candidato premier non lo posso dire adesso ma assicuro che è un super candidato», conclude sibillino l’ex premier, prima di lanciare notevoli stilettate a quelli che considera i veri nemici di questa campagna elettorale, i grillini. «I Cinque Stelle non hanno mai amministrato neppure un condominio, e i risultati si vedono, quando – come avviene a Roma – hanno delle responsabilità di gestione. Il collasso vero e proprio della nostra capitale è l’emblema di quello che succederebbe se governassero in Italia». Secondo Berlusconi, Di Maio & soci non solo non sanno cosa vuol dire lavorare ma neanche cosa significa governare: eh sì, la campagna elettorale è proprio cominciata.

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