ISTAT, ALLARME SUI CONTI DELLA MANOVRA: OBIETTIVO CRESCITA PIL LONTANO/ “Tasse in aumento per 1/3 imprese”

- Dario D'Angelo

Istat, allarme sui conti della Manovra: lontano l’obiettivo di crescita del Pil fissato dal governo per il 2018 all’1,2%: “Mutato scenario può influire su saldi finanza pubblica”.

I leader del governo
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (Facebook)

Anche l’Istat lancia un allarme sui conti della Manovra e mette in guardia il governo sottolineando che l’obiettivo di crescita del Pil all’1,2% nel 2018, previsto dalla Nota di aggiornamento al Def, è al momento irrealistico. Il presidente Istat facente funzioni, Maurizio Franzini, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato ha spiegato che “in termini meccanici, sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari al +0,4% nel quarto trimestre dell’anno in corso“. Un obiettivo alquanto improbabile se si considera la crescita “nulla” del terzo trimestre e che l’indicatore anticipatore “registra una ulteriore flessione” preludendo alla “persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico“. Come riportato da La Repubblica, l’istituto di statistica ha inoltre ricordato che “un mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica in modo marginale per il 2018 ma in misura più tangibile per gli anni successivi“.

ISTAT, ALLARME SUI CONTI DELLA MANOVRA: TASSE IN AUMENTO PER 1/3 IMPRESE

Nel corso dell’audizione sulla Manovra davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il presidente Istat ha spiegato che se i provvedimenti resteranno quelli previsti dal governo, un terzo delle imprese si ritroverà a pagare più tasse. Franzini, come riportato dall’Ansa, ha dichiarato che nel complesso i provvedimenti sulla tassazione delle imprese “generano una riduzione del debito di imposta Ires per il 7% delle imprese, mentre per più di un terzo tale debito risulta in aumento. L’aggravio medio di imposta è pari al 2,1%: l’introduzione della mini-Ires (-1,7%) non compensa gli effetti dell’abrogazione dell’Ace (+2,3%) e della mancata proroga del maxi-ammortamento (+1,5%)”. Secondo l’Istat a fare i conti con un aggravio maggiore saranno “le imprese fino a 10 dipendenti“. Da capire adesso se il governo si lascerà condizionare dalle ennesime previsioni negative sulla Manovra o se preferirà continuare sulla propria linea come ribadito anche oggi da Luigi Di Maio.



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