Manovra, Salvini vs Moscovici “no altri documenti a Commissione Ue”/ Borghi: Quota 100-reddito, risparmi 3mld

- Carmine Massimo Balsamo

Manovra, Moscovici lancia segnali di pace verso Roma: “Mano tesa della Commissione Ue”. Salvini replica: “Sanzioni? Legge di Bilancio ancora non esiste”.

I leader del governo
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (Facebook)

Dopo l’ennesimo scontro a distanza tra Salvini e Moscovici, a parlare è il presidente della Commissione Bilancio alla Camera, Claudio Borghi (Lega) intervistato stamani da Radio24 in merito ai possibili “correttivi” della Manovra Economica: «Nel caso in cui il reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni venissero introdotti alla fine di febbraio 2019 il risparmio sarebbe di tre miliardi: risorse che potrebbero far scendere il rapporto deficit-Pil dal 2,4% stabilito dal governo M5S-Lega nel NaDef e presupposto della manovra finanziaria, fino al 2,2%». Nell’intervista a Radio 24 ha poi sempre ricordato come sia del tutto evidente che «reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni non comporteranno una spesa da gennaio, perché devono ancora passare da Parlamento per cui anche solo se iniziassero a fine febbraio, per essere ottimisti, stiamo parlando di circa 3 mld di spesa in meno dal preventivato». Per Borghi, infine, in una trattativa con la Ue (ma come in tutti i bilaterali politici) «non si può mai partire al ribasso». Dal tono molto più “pacifico” è invece il messaggio lanciato dal Ministero degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, a margine di un evento alla Luiss di Roma: «Nella trattativa con l’Unione europea sulla manovra economica, è estremamente importante, come in tutte le trattative, dare prova del maggior spirito costruttivo possibile. Nell’interesse del nostro paese e più in generale degli equilibri europei». (agg. di Niccolò Magnani)

SALVINI: “NESSUN NUOVO DOCUMENTO A BRUXELLES”

Sembra nuovamente in salita la strada del dialogo con Bruxelles dopo le parole di oggi di Matteo Salvini, che ha precisato come nessun nuovo documento verrà inviato alla Commissione Ue sulla Manovra. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, il vicepremier ha voluto fare una precisazione:”Non ci sarà nessun nuovo documento che il governo italiano invierà alla Ue sulla manovra: ci si aspetta una manovra che spetta al Parlamento approvare e sarebbe quantomeno ingeneroso che qualcuno in Europa prendesse provvedimenti sanzionatori prima ancora che la manovra esista”. Dall’inaugurazione dell’anno accademico della scuola di Perfezionamento per le Forze di polizia a Roma, il leader della Lega ha aggiunto:”Non siamo una monarchia ma una Repubblica parlamentare, ci sono centinaia di proposte parlamentari e finché non passa dal parlamento la manovra non esiste”. (agg. di Dario D’Angelo)

LAURA CASTELLI: “SU REDDITO DI CITTADINANZA NON ARRETRIAMO”

Pierre Moscovici ha confermato che l’Ue tende alla mano all’Italia, il Governo accoglie e rilancia: «Anche noi siamo per il dialogo, ma bisogna capire a quale prezzo. Se si tratta di dare un rene o di qualcosa di più», le parole della viceministro Laura Castelli. L’esponente M5s ha però sottolineato: «Se è solo una questione di reni è un conto. Vediamo se ci chiedono di piu’». «Noi non arretreremo sul reddito di cittadinanza, nemmeno di un centimetro. Dobbiamo e vogliamo andare avanti», aggiunge la Castelli, commentando anche al possibilità di ridurre fondi per quota 100: «Si sapeva che non sarebbero serviti tutti i 6 miliardi stanziati per superare la Fornero, ma quando Garavaglia lo disse, durante un vertice, Matteo Salvini iniziò a strillargli contro per farlo stare zitto. Noi, appunto, siamo differenti e i soldi stanziati per il reddito ci serviranno tutti. Non usiamo i soldi dello Stato per fini elettorali». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“CI SFORZIAMO DI TROVARE SOLUZIONI”

Ulteriori segnali di dialogo sull’asse Roma-Bruxelles dopo l’apertura delle ultime ore da parte del governo di venire incontro alle richieste della Commissione Ue in tema di Manovra. Come riportato da TgCom 24, il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, da Parigi a proposito del bilancio italiano ha dichiarato: “Ci sforziamo per trovare delle soluzioni”. Moscovici ha aggiunto che per l’Italia “la porta resta aperta, la mano tesa. Dobbiamo cercare con tutte le forze delle soluzioni condivise nell’interesse degli italiani e della zona euro”. Il francese ha aggiunto: “Non sono mai stato un partigiano delle sanzioni. Penso che siano sempre un fallimento. Sono sempre stato un commissario favorevole alla flessibilità, aperto al dialogo tra Roma e Bruxelles, legato a un’Italia che rimanga al centro della zona euro”. Moscovici ha poi parlato della cena con Conte, Tria e Juncker, precisando che si è svolta in un clima “costruttivo, amichevole e disteso” ed utile a “capirsi meglio per cercare di progredire insieme” ma – ha chiarito – ad oggi la Manovra italiana è tra le “incertezze” che gravano sulla crescita europea. (agg. di Dario D’Angelo)

MANOVRA, DI MAIO RICEVUTO AL COLLE: LO ZAMPINO DI MATTARELLA DIETRO IL DIALOGO?

Potrebbe esserci lo “zampino” di Sergio Mattarella dietro l’abbassamento dei toni nei confronti della Commissione Europea da parte degli esponenti del governo italiano negli ultimi giorni. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, al Quirinale giovedì scorso è stato infatti ricevuto Luigi Di Maio. Una visita dai tempi quanto meno “sospetti”, dal momento che ha preceduto di qualche ora la cena di sabato tra Conte e Juncker che ha fatto da preludio all’annunciata riapertura del dialogo sulla Manovra. Scrive Il Fatto che “Di Maio ha rassicurato Mattarella e i suoi sull’intenzione di cercare un punto di caduta con la Commissione. Quindi di voler seguire i consigli del capo dello Stato, preoccupato per lo spread, i mercati e la tenuta delle banche, come filtra da settimane dal Colle”. Di Maio avrebbe dunque “(ri)ascoltato le raccomandazioni del presidente della Repubblica, che lo ha esortato a non insistere con la guerra alla Commissione europea” promettendo in risposta di volere a sua volta la pace. (agg. di Dario D’Angelo)

MANOVRA, GOVERNO PREPARA CORREZIONI

La manovra di bilancio potrebbe subire qualche correzione per assecondare le richieste dell’Unione Europea, che ha bocciato ufficialmente a più riprese le riforme del governo gialloverde. Una nota diffusa nella giornata di ieri da parte del presidente del consiglio Conte, e dai due vice-premier Di Maio e Salvini, ha sottolineato come non si stia giocando sui decimali, fatto sta che qualche correzione potrebbe essere attuata, a cominciare dal deficit, evitando di incorrere in una procedura d’infrazione che potrebbe avere costi pesantissime per le casse dell’erario. Si lavora in particolare sulle due misure cardine della manovra, il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni con l’introduzione della famosa quota 100. Entrambe dovrebbero arrivare per decreto prima di Natale, ma con qualche piccola correzione di modo da ottenere un risparmio aggiuntivo dell’ordine di circa 3-4 miliardi di euro, pari allo 0.2% del Pil. Il reddito potrebbe partire più tardi rispetto alla tabella di marcia, comunque prima di giugno, mentre verrebbe ristretta la platea della quota 100, come sottolinea l’edizione online del Messaggero. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MANOVRA, IL RETROSCENA DI SABATO

Emerge un retroscena importante sul vertice di sabato tra il premier Giuseppe Conte e la commissione Ue: il presidente Jean Claude Juncker avrebbe confidato al presidente del Consiglio che senza modifiche del testo «e senza abbassare il debito sarà difficile tenere a freno alcuni Paesi». L’indiscrezione de Il Messaggero rivela un messaggio importante dell’Unione Europea indirizzato all’esecutivo Lega-M5s, con Luigi Di Maio che questa mattina ai microfoni di Radio Radicale ha promosso la linea di Contee del collega vice premier Salvini: «Il tema non sono i numeri ma i cittadini: gli obiettivi che ci siamo dati sono quota 100, il reddito di cittadinanza e i rimborsi ai truffati per le banche, con il pacchetto imprese. Sono delle misure da cui non possiamo prescindere: se poi all’interno della contrattazione deve diminuire il deficit non è importante, ciò che conta è che non si abbassi la platea di chi riceve quelle misure». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CONTE-SALVINI: “NON CI ATTACCHIAMO AI DECIMALI”

Manovra con deficit al 2,4%? «Nessuno sia attaccato a quello, se c’è una Manovra che fa crescere il Paese può essere il 2,2 o il 2,6%. Non è un problema di decimali, ma di serietà e concretezza», spiega Salvini in una intervista all’Adnkronos, poi confermato questa mattina in un vertice a Roma con il Governatore Zingaretti sulla demolizione di una villa dei Casamonica. Il Premier Conte rincara la dose e assicura che il Governo è coeso e per nulla “attaccato ai decimali”, aggiungendo poi «qualsiasi iniziativa di rilievo esterno che assumiamo la concordiamo, quindi non c’è nessuna divaricazione tra le varie posizioni. Prevale sempre la linea della tutela degli interessi degli italiani». Non si tira indietro neanche il “terzo” interessato della Manovra, il gruppo M5s che teme dal canto suo di “perdere” l’occasione di far passare le proprie battaglie del Contratto di Governo se la Manovra dovesse essere bocciata e sanzionata radicalmente: «il Presidente Conte ha tutto il nostro sostegno. Come abbiamo sempre detto il tema non è il muro contro muro sul deficit, su cui c’è sempre stato pieno dialogo. Non difenderemo i numerini ma i cittadini. È essenziale che gli italiani possano trovare lavoro grazie al Reddito di cittadinanza e possano andare in pensione con quota 100. Queste misure e la platea individuata restano uguali», spiegano fonti grilline all’Ansa. (agg. di Niccolò Magnani)

DUELLO SALVINI-DI MAIO SULLA MANOVRA

Manovra, il governo prende tempo con l’Ue e apre a possibili modifiche: a fare un passo in avanti nel dialogo è stato per primo il ministro dell’Interno Matteo Salvini, seguito dal Movimento 5 Stelle che ribadisce di voler «difendere i cittadini e non i numeri». L’esecutivo di Giuseppe Conte non ha intenzione di cambiare i fondamenti della manovra, ma non si appende ai decimali: come sottolineato dall’Ansa, se emerge la possibilità di ritoccare qualcosa non sarà un problema, ma «l’importante è confermare le riforme su pensione, lavoro e aiuti alle imprese» riferiscono fonti della Lega. E Il Messaggero parla di duello tra Salvini e Luigi Di Maio sulle misure da sacrificare: i pentastellati vogliono comprendere quale possa essere l’entità del sacrificio, con il contenimento dell’esborso per la Fornero e per il reddito di cittadinanza che potrebbe causare più danni ai grillini che al Carroccio.

DURIGON: “STIAMO RAGIONANDO”

A smorzare le indiscrezioni giornalistiche è intervenuto il sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon, che ai microfoni del Corriere della Sera ha affermato: «Stiamo ragionando, c’è una riflessione in corso per arrivare a una valutazione definitiva sui conteggi. Poi, non so se scriveremo 2,3% o altro». Prosegue Durigon: «Quello che deve essere chiaro è che i due cardini della nostra manovra non verranno toccati, intendo dire che l’intervento sulle pensioni, con quota 100, e il reddito di cittadinanza non sono in discussione». E sono attesi aggiornamenti nei prossimi giorni: «Sono in corso una serie di verifiche perché abbiamo evidenza che le due misure che contraddistinguono la legge di Bilancio costeranno meno del previsto, quindi ci sono più soldi per gli investimenti. Ed è in quella direzione che sposteremo più risorse, spiegando bene a Bruxelles l’effetto e l’impulso che possono generare sul fronte della crescita».

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