NOMINE RAI/ La scelta di Freccero, specchio dell’Italia a 5 Stelle

Le nomine Rai hanno riportato alla guida di una rete di via Mazzini Carlo Freccero. Ci potrà stare però solamente per un anno

29.11.2018 - Maestro Yoda
Carlo Freccero (Lapresse)

La rete 2 della Rai continuerà a vivere, ma “in qualche modo”, ora che a dirigerla è tornato Carlo Freccero, passato dalla sinistra movimentista al populismo spinto dopo averlo dichiarato a più non posso per farsi intendere chiaramente dai grillini. I quali hanno inteso benissimo. A digiuno come sono di personalità competenti e con adeguato cv, figuratevi se potevano farsi scappare quello che solo qualche Gruber e pochi altri considerano un maitre-à-penser della massmediologia. Una volta fatto il suo tempo come non disprezzabile palinsestista, Freccero ha cominciato a vivere di rendita diventando l’ospite fisso dei giornalisti boccaloni e di scarsa originalità, capaci solo di rivolgersi a lui e al massimo a Toscani pensando di rivolgersi a dei geni della comunicazione.

Sognando di tornare alla tolda di comando di una rete TV, dopo aver scoperto che come consigliere della Rai non poteva toccare palla, Freccero ha cominciato a elogiare a più non posso i 5 Stelle, e a lodare pure la nomina di Foa come presidente Rai di sicura garanzia (mentre una volta verso un ex-collaboratore del Giornale avrebbe fatto fuoco e fiamme). Ma si sa, “più che l’onor poté il digiuno”, e ora, finalmente ricompensato nel più puro stile lottizzatorio verso il quale si è scagliato con veemenza ai tempi di Berlusconi al potere, potrà tornare a divertirsi, ancorché non remunerato in quanto dirigente pensionato della Rai. E non potrà farlo per più di un anno, il che gli permetterà di fare tutto ciò che gli passerà per la testa, per la gioia di chi verrà dopo di lui, perché è noto che i tempi della tv sono lunghissimi.

Ha già dichiarato che vorrebbe riportare in Rai Grillo e Celentano (per il primo si tratta di pura provocazione, per il secondo sai che novità) e chissà che non gli venga in mente di richiamare in servizio uno dei suoi beniamini di un tempo come Luttazzi, ampiamente squalificato da critici ed esperti, non solo per aver bevuto in diretta il piscio di una ballerina e mangiato un escremento (di cioccolato) alle dieci di sera, ma per aver copiato tutto da David Letterman, dalle battute alla posizione della tazza sul tavolo. Ma si sa, i grillini o hanno la memoria corta o non sanno proprio le cose, e forse non ricordano che un simile personaggio fu portato a Rai 2 proprio da Freccero. Chi vuole capire chi sia oggi Freccero, e ribadiamo oggi, può guardare la perfetta caricatura che ne ha fatto Crozza: un incomprensibile pontificatore capace di ripetere anche ventun volte in pochi minuti l’allocuzione “in qualche modo”. Grande Crozza: castigat ridendo mores.

Ecco, il paese dei grillini è quello in cui le cose si fanno “in qualche modo”, studi e competenze non contano, basta essere votati dal popolo. Così si può governare “in qualche modo”, sostenendo che gli italiani attraversano regolarmente il tunnel del Brennero o affrontano le questioni “a 370 gradi”. In tal guisa (Yoda non ama ripetersi) “in qualche modo” l’Italia andrà a sbattere, e così magari il solito giornalista a corto di idee chiamerà proprio Freccero a spiegarci perché. “In qualche modo”, naturalmente.

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